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29 APRILE

Il 29 Aprile è arrivato e come ogni anno ci accingiamo, con rabbioso dolore mai sopito, a ricordare l’assassinio di Sergio Ramelli a Milano, massacrato a colpi di chiave inglese da finti rivoluzionari poi divenuti squallidi borghesi asserviti al sistema che equivocamente combattevano. Fatto sta che Sergio, dopo settimane di struggente agonia, non ce l’ha fatta e non è più tra noi. La sua giovinezza annientata dalla furia antifascista e dispersa come cenere al vento tra i meandri di sbiaditi ricordi di lotte e di diritti. E qui una spina come cuneo mi ha improvvisamente perforato l’anima, ho pensato a un altro diciottenne, mio coetaneo e fraterno amico e Camerata, Francesco Ciavatta, assassinato anche lui nella strage di Acca Larenzia insieme ad altri fratelli.

Francesco Ciavatta – Associazione Italiana Vittime del Terrorismo AIVITER

Francesco era un bravissimo ragazzo, educato, dolcissimo che frequentava le sezioni di Via Noto e di Acca a Roma. Francesco non era un picchiatore e non avrebbe fatto male ad una mosca ma purtroppo il destino non ha considerato tale attenuanza andando sino in fondo al baratro della morte e di tragedie a cui troppe volte abbiamo declinato il capo. Un destino che non ha guardato in faccia a nessuno e Sergio e Francesco rappresentano quei Martiri che non vorremmo mai ricordare perché quelle ferite,a distanza di tanti anni, sono ancora sanguinanti e fanno sempre più male.
Sergio avrà anche questo anno la sua celebrazione, come l’ha avuta Francesco ad Acca, che ogni anno viene vissuta con sacralità e rinnovato dolore per una intera Comunità . Forse non ci abitueremo mai a queste tragedie che abbiamo vissuto sulla nostra pelle perché tutto il nostro ambiente ha sempre lottato per due valori fondamentali, la giustizia e la verità, riferimenti vilipesi e oltraggiati dagli assassini dei nostri ragazzi . Ma da noi c’è sempre il detto ” fischia il vento “……

Ludovico Ciccarelli

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