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30 OTTOBRE 1922, Santa Marinella di G. Reale

Normalmente la Rivoluzione fascista è associata alla data del 28 ottobre, che, in effetti, fu quella nella quale la mobilitazione iniziò.
In realtà, ancora al 30 le colonne erano ferme alle porte di Roma, in una grande incertezza sul comportamento delle Forze Armate che, sole avrebbero potuto fermarle, in un bagno di sangue.
Due testimonianze: oggi quella di Perrone Compagni riferita ai fascisti toscani accampati a Santa Marinella, domani quella di Bottai riferita ai fascisti laziali, umbri e abruzzesi accampati a Tivoli:

“Ore 10,00: Tutto si svolge per ora tranquillamente. Stanotte ad ogni costo riattiverò la ferrovia. Sono arrivati oggi tutti i fascisti di Carrara. Meravigliosa falange. Vi è Renato Ricci. Un ragazzo che farà strada. Ha tardato perché impegnato a Carrara e Massa. Ha risolto tutte le situazioni con energia non comune e tatto. Il Sottoprefetto di Civitavecchia è fuggito a bordo di un rimorchiatore fin dal giorno del nostro arrivo. E’ stato prudente…..
Ore 18,00: Giungono in auto da Roma Marinelli e Postiglione. Confermano le voci. Ogni pericolo di lotta fraterna scompare. Sarà un bene? Il sangue consacra la lotta e le vittorie. Sarà consacrazione il martirio dei nostri ragazzi….
Parto per Roma con postiglione e Marinelli a sorvegliare l’entrata delle camicie nere nella Capitale. Vitali ha dato l’ordine di disporre la partenza della colonna. A Roma! Arrivederci, fratelli amati ! Tutta la Toscana è fascista. Tutta l’Italia con le buone o con le cattive dovrà esserlo !”
(dal Diario di Dino Perrone Compagni, in: “Gerarchia”, ottobre 1927)

Vi è, in questo brano, una singolare contraddizione. Da una parte il sollievo per lo scampato pericolo di “lotta fraterna”, dall’altro il dubbio che la soluzione pacifica e concordata vanifichi la lotta e la vittoria che solo il sangue può consacrare.
Perrone non era certo uno “sterminista”, ma intuiva intelligentemente il difetto di origine di ciò che sarà….

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