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A proposito della finale di Coppa Italia di F.Bellan

Non ho visto la partita di Coppa Italia di ieri sera e, mannaggia, mi sono perso l’esecuzione dell’inno nazionale eseguita dell’ospite di turno. 
Ho visto in rete, invece, tutte le lamentele a riguardo. 
Nulla di cui stupirsi, è la cosiddetta società aperta che avanza. 
È l’effetto di quel black lives matter, il cui eco è arrivato dagli Stati Uniti in Europa, e nell’Italia “governata” da DJ Fofo, grande fratello, nani e ballerine, non c’è tanto da stupirsi per la messa in scena volta a sponsorizzare la società multirazziale. Quella società, di cui abbiamo appena visto i benefici in Francia, con le sommosse messe in atto da magrebini e ceceni, impegnati in una loro guerra personale a colpi di machete e raffiche di AK47. 
I media, i “grandi giornalisti”, quelli della lobby di Lotta Continua, alla Gad Lerner, si sono ben guardati dal raccontare quel che accade, eppure una sorta di guerra civile che ha preso in ostaggio delle città francesi, dovrebbe essere una notizia di rilievo. 
A nulla serve lamentarsi sui social, bisognerebbe piuttosto boicottare la visione di certi spettacoli, purtroppo chi tiene le regole del gioco sa benissimo che il calcio è una sorta di oppio dei popoli e così lo spettacolo deve continuare. 
La linea del fronte si fa ogni giorno più evidente, da una parte ci sono una casta politica di incapaci e di scaltri opportunisti, i media, personaggi “famosi”, istituzioni, come la magistratura, e tutta la loro ” società civile ” e progressista con i dogmi dei suoi “diritti civili “: dall’altra parte, sotto le bandiere della giustizia sociale e dell’identità nazionale va concentrato l’impegno di quanti hanno ancora idee e valori da contrapporre al loro marcio sistema. 

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