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AGENDA 2021. di R.Mancini

Nelle lettere “dei caduti della Repubblica Sociale Italiana”, volumi curati da Don Scarpellini, risuona una sola parola: “Viva l’ Italia “.
Oggi, finalmente dopo molti decenni di menzogne, vengono rispolverati nuovi documenti di famiglia che insieme a storici più coraggiosi contribuiscono a riportare alla luce una verità per troppi anni sepolta dalla polvere della paura. Una paura che doveva allinearsi alla vulgata del pensiero unico. Ecco quindi che tornano alla luce personaggi come Giuseppe Solaro, figura centrale di quel fascismo repubblicano
fortemente impegnato in una serrata lotta contro la borghesia, nel nome di una autentica giustizia sociale, tesa ad accorciare le distanze .Solaro, che era il più giovane federale della RSI, non si fidava più di quella borghesia che aveva già una volta tradito il fascismo il 25 luglio del 43 e si stava preparando per tradirlo di nuovo.
L’ operazione, alla quale si accingeva Solaro, insieme a Bombacci era praticamente impossibile dal punto di vista pratico, nel contesto di una guerra civile nella quale fascismo e comunismo erano considerati agli antipodi proprio da un punto di vista sociale. Solaro, al contrario aveva intenzione di lanciare un messaggio a tutti quei comunisti onesti a non farsi intrappolare dalla propaganda borghese, a non servire il
padrone sbagliato. Come era possibile infatti che il comunista vero, potesse allearsi con le democrazie del mondo occidentale? Da sempre legate al liberismo più sfrenato? Questo si chiedeva Solaro senza trovare la giusta risposta. Come è noto a tutti il sogno del giovane federale torinese si infranse contro il livore ideologico di un antifascismo nascente che caratterizzerà da allora in poi tutti gli anni della storia italiana. In ogni caso, resterà lo sforzo di un uomo onesto e coraggioso, teso ad
evidenziare la vera natura di un fascismo anti- borghese e rivoluzionario, sempre vicino al mondo operaio .Proprio per questo motivo, Solaro sarà sempre molto vicino a quella socializzazione che avrebbe dovuto fare del lavoro l’ unico soggetto dell’ economia A questo proposito il 14 ottobre del 44 Mussolini così scriveva:
“La socializzazione non è se non la realizzazione italiana, romana, nostra, effettuabile del socialismo; dico nostra in quanto fa del lavoro il soggetto unico dell’ economia, ma respinge la livellazione di tutti e di tutto, livellazione inesistente nella natura umana e impossibile nella storia.”
In quegli stessi giorni il ministro dell’ economia Angelo Tarchi precisava:
“La socializzazione non è un improvviso ripiego destinato a restituire al fascismo la verginità rivoluzionaria perduta in vent’anni di compromessi, ma un altro passo in avanti per creare un autentico Stato sociale.”

In ogni caso per Solaro, amico di Pavolini, anche se tutto dovesse andare male, sarà importante morire bene per essere d’ insegnamento alle generazioni che sarebbero venute dopo.
Accanto a Solaro, in questo fascismo sociale della RSI citerei il grande poeta americano Ezra Pound che nella sua costante collaborazione con la Repubblica Sociale si chiedeva spesso perché tutti gli usurai sono liberali:
“L’ usuraio distruggerà ogni ordine sociale, ogni decenza, ogni bellezza. Discutere dei governi delle cosiddette democrazie: Inghilterra, Francia, Stati Uniti è una semplice perdita di tempo, sino a quando non si distingue tra teoria e fatto. Questi tre Paesi sono controllati dagli usurai, sono usurocrazie, ed è perfettamente inutile di parlarne come se
fossero controllati e governati dai loro popoli e dai delegati che rappresentano i loro popoli o nell’ interesse dei loro popoli. Nel mondo moderno, ci si dimentica troppo facilmente che la base di uno Stato è la giustizia sociale.”
Pochi sanno che la Repubblica Sociale Italiana era uno Stato davvero rivoluzionario che partiva dal presupposto che la proprietà privata non doveva essere più qualcosa di assoluto ma di contingente .L’ economia nazionale, avrebbe dovuto essere controllata dallo Stato, o meglio da un piano programmatico che risultasse centralizzato e integrale, con una classe lavoratrice che avrebbe dovuto partecipare direttamente alla gestione delle imprese, dovendo essere il lavoro l’ unico sostentamento per l’ individuo. In questa maniera il valore dell’ individuo e della
categoria avrebbe dovuto essere giustificato solo in relazione al suo effettivo contributo all’ interesse nazionale.
Tenendo conto di tutto questo Gentile affermava che nella RSI si sarebbe dovuto puntare ad un socialismo nazionale, dove l’ unico valore come abbiamo già scritto più volte avrebbe dovuto essere il lavoro; il lavoro umano che è attuazione della vita spirituale nel complesso dei suoi beni economici e delle sue idealità etiche, al punto che si sarebbe potuto tranquillamente affermare “che chi parla oggi di comunismo
non è altro che un corporativista impaziente”.
Nel mondo contemporaneo, oggi avviene l’ esatto contrario, prevale il liberismo più sfrenato e la giustizia sociale sembra morta per sempre. A questo proposito per avallare quello che ho appena scritto basterebbe ricordare che il primo documento emanato il 25 aprile del 45 da parte dei CLNAI prevedeva l’ abrogazione della socializzazione. All’ articolo 1 di tale documento si poteva infatti leggere: “Il decreto legislativo del 12 febbraio del 44, n. 75, e quello del 12 ottobre, n. 861, promulgati dal governo fascista repubblicano, sono abrogati.”

Su questa abrogazione della socializzazione da parte di quel mondo che almeno in teoria ma anche in pratica avrebbe dovuto essere il rappresentante del mondo operaio un giorno bisognerà scrivere una approfondita analisi .In ogni caso, con questo provvedimento i lavoratori perdevano la possibilità di poter partecipare agli utili delle aziende per le quali lavoravano,non solo, ma non erano più compartecipativi delle stesse .Gli utili secondo le nuove disposizioni che in precedenza venivano attribuiti ai lavoratori sarebbero stati adesso versati ad uno speciale fondo unico di solidarietà nazionale, da impiegarsi in opere di assistenza e di previdenza sociale nell’ interesse delle masse lavoratrici. In realtà, i lavoratori venivano nuovamente sindacalizzati dal punto di vista politico, tornando ad essere sudditi del padronato .Tutto questo avveniva per caso?Erano le brigate partigiane ad aver vinto la guerra in Italia o gli interessi delle oligarchie economiche delle democrazie occidentali? Nel frattempo per contentino al mondo partigiano veniva concessa libera mattanza contro tutto il fascismo ormai vinto e disarmato. Un fascismo repubblicano che nonostante tutto continua a far paura per le sue idee
autenticamente rivoluzionarie, si pensi per esempio alla visione europea di un Fascismo che avrebbe avuto l’ intenzione di abbattere il capitalismo finanziario, cioè quel dominio impersonale dell’ economia che continua a schiacciare gli uomini del XXI secolo.

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