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All lives matter! di F.Bellan

Giovedì sera prima dell’inizio della partita di calcio tra Spezia e Frosinone, nel corso dell’inno nazionale italiano, tale Nzola in forze nello Spezia ha ben pensato di non aver nulla di meglio da fare che sputare a terra.

La notizia trovata casualmente in rete, non ha avuto alcun eco mediatico, sarà pure che si trattava di un incontro valevole per la promozione dalla serie B alla A, ma pur ricontrollando la notizia in rete alla domenica sera, non si è visto nessun commento, né reazione in merito.

Eppure con la questione Black Lives Matter, stiamo assistendo al classico bombardamento mediatico a senso unico, basta pensare all’ultima pagliacciata andata in scena in un ristorante dell’Emilia Romagna, per non parlare degli shows in parlamento dei soliti rappresentanti di quella sinistra globalista, antirazzista e ipocrita. Ora il fatto che un giocatore “francese”, di origine angolana, sputi nel corso dell’inno nazionale italiano e nessuno abbia nulla da obiettare rende perfettamente l’idea del punto a cui siamo arrivati, e senza elencare tutte le puntuali levate di scudi dei soliti ipocriti moralisti a senso unico collegate al calcio, basta citare i saluti romani e le dichiarazioni di Di Canio, o le polemiche per il numero 88 sulla maglia di Buffon, per quindi chiedersi ancora una volta fino a che punto dovremo arrivare?

Casualmente oggi ho visto che nel corso di una partita di pallacanestro americana sul parquet campeggiava in bella mostra quell’ipocrita scritta Black Lives Matter: il nome di quel movimento che dagli Stati Uniti è arrivato fino in Europa con la sua ondata di violenze e danneggiamenti.

Quest’ultimo sabato a Portland, USA, c’è stato l’ottantaseiesimo giorno di proteste e violenza, con delle varianti che sembra si siano ripetute anche in altre località statunitensi.

Il Black Lives Matter e l’Antifa sono stati fronteggiati da altri cittadini, centinaia di persone, appartenenti a “una varietà di gruppi con diverse ideologie”, si sono scontrate con l’uso di proiettili, fuochi d’artificio, spray al pepe e spray per orsi.

Il comunicato della polizia di Portland riportava che “non abbiamo dichiarato lo stato di rivolta perché non sono disponibili risorse di polizia adeguate per rispondere a tale situazione”.

Circa un centinaio di persone, armate di fucili, spray, manganelli telescopici e mazze da baseball, con caschi, scudi e pronti per il combattimento corpo a corpo: sarebbero i Proud Boys, un gruppo di autodifesa patriottico.

Alle prime provocazioni di BLM e Antifa i Proud Boys hanno risposto con una carica, gli scontri hanno avuto termine quando le ” truppe antirazziste ” si sono letteralmente ritirate.

“Dai video si nota anche uno stile di combattimento rudimentale ma professionale: uno colpisce e gli altri difendono, uno avanza per “strappare via” un antifa/BLM dal gruppo e portarlo dalla parte dei Proud Boys per picchiarlo e gli altri coprono l’intera operazione.” Questo il commento tratto dalla pagina Geopolitical News PR, dove appunto si può prendere visione delle immagini.

Tornando alla questione italiana, che è quella che ci riguarda più da vicino e che si svolge in un contesto completamente diverso da quello statunitense, per cercare di vivere in un mondo migliore di questo marciume in cui stiamo vivendo grazie alla cosiddetta “società civile”, ripeto ancora una volta la domanda: fino a che punto dovremo arrivare?

https://www.girovagandonews.eu/index.php/news/41991/Girovagando/W-L%27ITALIA/Agosto-20-2020/SPEZIA-FROSINONE%3A-NZOLA%2CCALCIATORE-DELLO-SPEZIA-SPUTA-DURANTE-L%27ESECUZIONE-DELL%27INNO-DI-MAMELI—GUARDA-IL-VIDEO

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