Crea sito

Alla piemontesina di Barbara Spadini

( di Barbara Spadini)

25 luglio 1944: termina la giovane esistenza dell’ausiiaria Franca Barbier, di anni 21, di Saluzzo (Cuneo),

classe 1923, figlia di un Colonnello degli alpini

Bella, minuta ma piena di coraggio. Assegnata ad un reparto speciale in regione Valle D’Aosta, col
compito di localizzare alcune basi partigiane della zona, viene catturata – attraverso un vigliacco
espediente- dai partigiani capeggiati da un ex maresciallo dell’esercito Cesare Olietti, nome da killer “

Mesard”.

La giovane Franca subisce il solito processo infame, senza capi d’imputazione, senza colpa alcuna: faceva

semplicemente il suo dovere verso la propria Patria.

Condannata a morte, di fronte al plotone d’esecuzione mostra coraggio e ardimento e grida:” Viva
al’Italia! viva il Duce!”: lo sconcerto partigiano di fronte ad una fanciulla così determinata blocca il
plotone d’esecuzione e le armi tacciono. Il capo killer non ravvisa alcun motivo per avere rispetto o pietà:
la finisce sul posto con un colpo di pistola alla testa. Cesare Olietti detto Mesard è il carnefice vigliacco,

ne ricordo ancora il nome.

In una toccante lettera del 24 luglio, solo il giorno prima, consapevole della sua prossima esecuzione,
scrive alla mamma una lettera toccante e forte , lucida e schietta. In questa lettera esprime rammarico
per non poterla riabbracciare, poi una raccomandazione al fratello Mirko, anch’egli soldato che Franca
incoraggia a compiere il proprio dovere; un grande stupore nel considerare la caducità della vita, perchè –
dice Franca- non le sembra vero di dover morire domani.Fra le altre cose scrive:” Non chiedo di essere
vendicata, non ne vale la pena, ma vorrei che la mia morte servisse di esempio a tutti quelli che si fanno

chiamare fascisti e che per la nostra Causa non sanno che sacrificare parole”.

Medaglia d’oro al valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione:”“Catturata dai partigiani
manteneva un contegno deciso, rifiutando di entrare a far parte della banda e riaffermando la sua

intransigente fedeltà all’Idea”.

Ecco la risposta di una ragazza italiana di solo ventun anni, fragile e minuta, bellissima, dolce ma

coraggiosa e coerente nell’assolvere il proprio dovere verso la Patria.

Questi esempi devono essere tramandati dalla Storia con il nitore e la freschezza ideale che
rappresentano e che devono servire ai giovani di oggi per una motivata riflessione .

Nessuna vendetta, non ce n’è bisogno, ci ricorda Franca.

Ma un chiaro e nettissimo sostegno storico, culturale, morale a ciò che Franca Barbier e tutta la
Repubblica Sociale Italiana ha rappresentato è un intento da perseguire oggi più che mai, senza l’ipocrisia
buonista di false pacificazioni e ricordando sempre che considerarla “la parte sbagliata” è un concetto

INSOSTENIBILE, alla luce dei molti fatti storici che ogni giorno emendano e correggono una visione

storica falsa e bugiarda.

La salma di Franca fu ritrovata solo due anni dopo la truce e vigliacca esecuzione e ora ha trovato pace
nella tomba di famiglia: il Tempo restituisce ogni cosa, dando ad ogni cosa la giusta dimensione.

In questo crediamo e speriamo. Per questo combattiamo.

Onore a tutti i Martiri Caduti della Repubblica Sociale Italiana, ai Reduci ed in particolar modo alle

Ausiliarie, duramente punite per essere gigli d’italianità.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: