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Alla riscoperta del fascismo di prof.Roberto Mancini

ALLA RISCOPERTA DEL FASCISMO

Quando avevo vent’ anni provavo una profonda irritazione quando dopo qualche fatto tragico, sentivo presentare il fascismo come la guardia bianca della borghesia, come fenomeno di destra in difesa del capitale .Da allora ho cominciato a riflettere molto, a leggere e a studiare .Dopo anni, ho capito che per far conoscere il vero fascismo rivoluzionario, anti- borghese e anticapitalistico bisognava approfondire meglio la fase del socialismo massimalista di Mussolini, sfociato poi nel socialismo nazionale, dove l’ anticapitalismo non si concluddeva nell’ anti Stato. Già a partire dalla seconda metà del XIX secolo, si era cominciata a formare soprattutto in Germania una sinistra nazionale disposta a cooperare con la Nazione .Venendo ora specificatamente alla storia italiana, possiamo affermare che almeno molte correnti del fascismo provenivano dal socialismo nazionale di Pisacane, arrivando fino a Filippo Corridoni .Ora in Germania, questo socialismo nazionale si contrapponeva al pangermanesimo, legato al mito della razza, collegandosi al contrario al mito della Nazione, con uomini come Lassalle che aveva collaborato per molti anni con Bismark e che aveva portato tutto il socialismo tedesco il 4 agosto del millenovecentoquattordici a votare per i crediti di guerra, decretando praticamente la fine della II Internazionale socialista .In Italia, al contrario il socialismo nazionale tardava a delinearsi per l’ ottusità di un socialismo ufficiale che difendeva ad oltranza un pacifismo che non riusciva a cogliere la portata rivoluzionaria di quella guerra, una guerra che avrebbe dato al proletariato un nuovo ruolo, dove finalmente avrebbe colto il senso della Nazione .Questo perché la classe non poteva uccidere la Nazione. Mussolini, insieme a quel socialismo nazionale che cominciò ad affiancarlo era stato sicuramente il primo a cogliere questa nuova dimensione del proletariato.La nostra area ha commesso spesso l’ errore di non aver dato la giusta importanza al fattore cultura, a questo proposito vorrei ricordare a tutti i gentili lettori che quando Togliatti arrivò in Italia nel 44, dopo 20 anni di soggiorno in URSS, prima di partire ebbe un lungo colloquio con Stalin .Quest’ultimo, gli fece capire che in Italia non ci sarebbe mai stata una rivoluzione d’ Ottobre, ma il potere si sarebbe potuto ottenere conseguendo il monopolio della cultura .Questo, nel corso degli anni è puntualmente accaduto, il social- comunismo ha infatti invaso tutte le leve del potere a livello culturale, arrivando alla conclusione che l’ intellettuale non poteva non essere di sinistra .Tutti gli altri, oppositori vari erano solo forza bruta che con la violenza provavano ad opporsi alla ragione.Il mio articolo di oggi è soprattutto rivolto a tutti quei giovani che in qualche maniera in questi anni hanno cominciato a vergognarsi di quello che sono In questo ambito, spesso sono state usate delle formule di copertura, per potersi mantenere alla ribalta, non rendendosi conto che queste formule di coperture che apparivano più democratiche e quindi più conciliabili con il politicamente corretto, erano in realtà vecchie e hanno a mio avviso contribuito a farci precipitare in tematiche reazionarie che ci hanno fatto perdere la nostra grande valenza sociale inter- classista..A questo proposito in un momento particolarmente difficile che ognuno di noi vive nella propria anima, voglio ricordare qui ai giovani e ai meno giovani l’ opera e le gesta di Giuseppe Solaro, il più giovane federale della RSI .Un uomo che lottando davvero contro tutto e tutti non ha mai rinunciato a rimanere se stesso, dando la vita per l’ idea. Solaro, era davvero un fascista al 100% vissuto per il Duce e per il regime, ma è anche un personaggio che alle parole ha sempre fatto seguire i fatti .Il federale di Torino, è un vero rivoluzionario che va oltre gli stessi fascisti di sinistra, oltre i sindacalisti come Manunta, come Spinelli che nel dopoguerra si rifugerà nell’ Argentina peronista .Questa sinistra sindacale del fascismo a suo avviso era rivoluzionaria solo a parole, ma in ultima analisi si palesava riformista poiché preferiva ad una rivoluzione lontana delle riforme vicine e realmente praticabili .Ma Solaro è soprattutto l’ uomo di Alessandro Pavolini, come lui infatti alla vocazione per i deboli, per il mondo operaio, univa una visione aristocratica e letteraria della vita,identica in questo a quella del segretario del PFR. Il partito doveva continuare a marciare per la rivoluzione, una rivoluzione, che doveva proiettarsi verso una religiosità laica ed immanentista e che doveva essere composta da veri e propri martiri .Questa avrebbe dovuto essere l’ unica vera risposta che un fascista avrebbe dovuto dare alla tragicità dei tempi .Il concetto di una morte eroica accumunava in pieno il giovane federale al segretario politico .In questo contesto, ricordo brevemente ai ragazzi di oggi il testamento politico del federale torinese..Si trattava di una conversazione radiofonica che venne qualche giorno dopo ripresa dal giornale “la Riscossa” il 12 ottobre del 44. Si tratta di un un passaggio davvero fondamentale per comprendere la personalità di Giuseppe Solaro che era perfettamente consapevole che la fine fosse imminente, ma non per questo demordeva, anzi continuava a dimostrarsi sempre saldo nei suoi principi e nelle sue convinzioni, a dimostrazione di una fede purissima:“I veri ribelli siamo noi .Noi globalmente chiamati nazi- fascisti In realtà ci ribelliamo all’ opinione pubblica di essere ormai boccheggianti e prossimi alla fine Ci ribelliamo all’ idea che ormai non ci sia più nulla da fare contro un cumulo di nemici potentissimi di armi e di vettovaglie .Come pensare dice l’ uomo della strada, che tedeschi, giapponesi e fascisti possano contrapporsi e resistere ad una America, indisturbata nelle sue fonti di produzione bellica ,alimentate da una quantità incredibile di materie prime, ad una Inghilterra seminatrice di doviziose armate di ogni colore attinte dalle immense colonie, a una Russia formidabile di uomini e di ordigni di guerra, a tre potenze di tutto munite, padrone di trequarti di mondo, credute perfino nel loro programma di liberazione?Nondimeno ci ribelliamo ai colpi avversi della sorte, alla mala fortuna, alla incredulità degli altri, saldi della nostra fede .Noi siamo i veri ribelli! Per gli agli è facile farsi chiamare ribelli, quando i successi degli Alleati incoraggiano, nella fase in cui l’ iniziativa bellica è dalla loro .E’ piacevole farsi chiamare ribelli quando si è circondati dalle premure di tanti pavidi che intendono crearsi benemerenze verso il cavallo vincente, quando si hanno incitamenti ed aiuti dai plutocrati che puntano sull’ affare ritenuto più sicuro .Ma i veri ribelli continuiamo ad essere solo noi, perché siamo soli contro un mondo ostile, noi siamo ribelli contro un mondo vecchio di egoisti, di privilegiati, di conservatori, di capitalisti oppressori, di falliti sistemi, di superate ideologie, di dottrine ingannatrici, dei falsi e dei bugiardi .Ribelli in ultima analisi contro il mondo dell’ ingiustizia .Ribelli in nome di una santa causa, per una società più giusta e ordinata, di rispetto del lavoro, di dignità nazionale, di amore per la Patria .Noi lottiamo a favore dei proletari contro gli affamatori del mondo e affidiamo la nostra salvezza ad una Repubblica che consegna alla storia le leggi dell’ onore, dell’ eroismo, della giustizia sociale.”Su queste ultime considerazioni di Solaro, veramente di grande attualità si dovrebbe scrivere un libro Resta in ogni caso il fatto che viviamo in una epoca    dove la società di giorno in giorno diviene sempre più ingiusta dalla giustizia all’ economia .I lavoratori sono tornati ad essere schiavi proprio come accadeva nel XIX secolo, semplice merce Studiamo e approfondiamo questi aspetti sociali di un fascismo immenso e rosso come dicevano Brasillach e Giano Accame e rispondiamo con orgoglio di essere quelli che siamo a tutti quei nemici che senza conoscere minimamente la nostra storia vorrebbero farci vergognare delle nostre origini .Ma noi sono sicuro che continueremo sempre a lottare contro tutto e tutti, come uniche realtà anti- sistema.prof ROBERTO MANCINI

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