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Analisti indipendenti avvisano: sta arrivando una crisi profonda e il crollo del sistema esistente”di L.Lago

Previsione a breve scadenza: “è in arrivo una crisi profonda e non si può escludere il crollo del sistema esistente”. Prepararsi al peggio e fare scorte alimentari e di medicinali.
Al momento, ognuno di noi può osservare con i propri occhi dagli avvenimenti e dalle turbolenze in corso in molti paesi , così come anche dagli editoriali di giornali e portali Internet, quanto l’umanità nel suo stato attuale stia entrando in una profonda crisi economica, sociale che rischia di sconvolgere gli equilibri preesistenti. Mikhail Delyagin, un economista, pubblicista e politico russo, fondatore e direttore del “Institute of Globalization Problems” (IPROG); ha parlato ad Andrey Kovalev di questo argomento e di come gli avvenimenti prossimi influenzeranno la vita di milioni di persone.

Secondo lui, i tassi di entropia socioeconomica stanno crescendo, il che significa che il peggio deve ancora venire, e forse a settembre si attendono gravi shock, se non nel mondo intero, siuramenti in diversi grandi stati.
Da diversi mesi stiamo assistendo alle proteste negli Stati Uniti con episodi di violenza e di anarchia (saccheggi ed aggressioni) in diffusione in molti stati.

L’esperto li chiama prodomi di guerra civile e prevede che le elezioni presidenziali di settembre negli USA segneranno l’apice di questa stessa guerra.
Allo stesso tempo, le esenzioni fiscali e altre esenzioni introdotte in precedenza in relazione al coronavirus finiranno per molte aziende americane. Questo influenzerà anche le persone comuni: saranno queste persone che smetteranno di ricevere benefici statali e si troveranno in forte difficoltà.

Inutile dire che questo aggraverà ulteriormente la situazione socio-economica del Paese e, molto probabilmente, susciterà una nuova ondata di disordini interni.

Per evitare che tutto questo accada, secondo Delyagin, ci vorrà niente meno che un miracolo. Sì, e al resto del mondo non sembrerà poco se gli Stati Uniti inizieranno a divampare al loro interno: l’economia di questo paese è troppo strettamente intrecciata nelle interconnessioni globali e i riflessi saranno inevitabili sugli altri paesi.

In ogni caso, è ora necessario prepararsi mentalmente e finanziariamente a un periodo di turbolenze, da cui usciranno paesi diversi con perdite diverse.
La Russia, che ha stabilito una rotta anticipata sull’abbandono del dollaro e sulla diversificazione dell’economia, sarà in grado di far fronte alla crisi meglio dei paesi che ancora ruotano attorno all’economia statunitense e che sono vincolati con l’area del dollaro. ( Fonte: Rusvesna.ru)


Per l’Europa si prevedono tempi difficili ed altri analisti indipendenti sostengono che non saranno sufficienti le misure che la UE ha predisposto per fronteggiare la crisi del Lock Down. In particolare si prevede che la UE sarà costretta a cercare investitori internazionali nui mercati nel momento peggiore per assicurarsi i fondi che serviranno a erogare i finanziamenti agli stati . La crisi del debito sovrano sarà impossibile da fronteggiare visto l’enorme esposizione di tutti i maggiori paesi.
I paesi che dispongono di una propria moneta e di una propria banca centrale potranno meglio affrontare le turbolenze ma non sarà lo stesso per quei paesi che hanno affidato la loro gestione monetaria ad organismi esterni come avviene nell’area euro.

Le banche centrali dovranno inventarsi una manovra aggiuntiva per iniettare liquidità nel sistema e questo lo potranno fare in quei paesi dove esiste una Banca centrale indipendente (come in Giappone) ma non nella UE dove la Germania si andrà ad opporre a manovre finanziarie della BCE non autorizzaze dalla Bunderswag. Questo porterà ad una crisi dei debiti per i paesi mediterranei che a sua volta determinerà grossi sconvolgimenti sociali in quei paesi con un ascesa dei movimenti populisti ed anti UE.
In sostanza lo scenario sarà molto mutevole e turbolento nei prossimi mesi e cadranno le vecchie certezze ed i dogmi consolidati del sistema neoliberista e del capitalismo finanziari

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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