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ANDIAMO OLTRE

DOCUMENTO PROGRAMMATICO

Andiamo… Oltre, il moto che ci accompagna

PRINCIPI IDEOLOGICI- PREMESSE

Lo scopo del nuovo movimento vuole essere quello di risvegliare nei giovani i valori della Nazione, non disgiunti dalle radici culturali collegate alle grandi tradizioni della civiltà europea che ha le sue origini nel mondo greco- romano.

Nel corso della storia, spesso gli italiani sono statti suddivisi in due grandi categorie: i guicciardiniani, superficiali, individualisti, insensibili alla Comunità e i mazziniani, idealisti, altruisti, eroici .La Comunità di Avanguardia ha l’ ambizione di contribuire negli anni a cercare di forgiare questo uomo nuovo, che era il grande desiderio del sindacalismo rivoluzionario .Questo che potrebbe apparire un miraggio di palingenesi morale, dovrà trasformarsi in un concreto obiettivo politico da perseguire negli anni con pazienza e dedizione.

La Comunità, ha intenzione nel corso dei prossimi mesi di organizzare dei corsi di preparazione politica per i dirigenti, in modo che possano dare tutta una serie di indicazioni ai militanti e a tutti i simpatizzanti che avranno il desiderio di avvicinarsi al movimento .Si dovrà partire dalle nozioni fondamentali sulla Nazione, per passare successivamente a studiare a fondo il grave problema sociale, caratterizzato da una difficilissima crisi economica che sta attraversando il nostro paese. A questo proposito, saranno particolarmente graditi tutti i suggerimenti che i militanti vorranno dare Siamo tutti profondamente turbati dalla grave crisi economica scaturita dal covid- A questo proposito, va tenuto però conto del fatto che la crisi era in realtà pregressa, con la crescente dipendenza dei politici dal dominio del denaro, dalla disoccupazione di massa che costringe migliaia di nostri ragazzi ad emigrare all’ estero .Enormi problemi che discendono quasi tutti dall’ incapacità da parte dei governi liberal- democratici di questa Europa di mercanti a raccordare produzione e bisogni in un sistema mondiale dove la sovranità monetaria è stata sottratta ai poteri nazionali per consegnarla ai mercanti dei debiti, con il denaro creato dal nulla.

Questa situazione, produce una dimensione di liquefazione delle sicurezze sociali,di conseguenza si restringe sempre di più la speranza per il lavoratore di poter condurre una vita tranquilla, tutto questo si chiama precariato .Le sinistre, nel corso degli anni si sono inserite in un sistema politico- finanziario che di fatto non produce più nulla al di fuori di una montagna di debiti .Questo, dimostra una volta di più che la crisi dei nostri giorni non è nel sistema ma del sistema L’ usura produce infatti una costante precarietà economica e morale che tende a sradicare ogni essere umano.

Chi è amico del radicamento, chi crede che l’ esistenza umana guadagni senso, anziché perderlo, attraverso la continuità e la stabilità, non può non individuare in questa nostra battaglia di informazione politica un fattore positivo e ineludibile. .Queste analisi richiederanno la massima attenzione da parte di tutti i dirigenti e militanti per sottrarre l’ argomento alle interpretazioni banalmente economicistiche, materialistiche, piagnucolose, bassamente rivendicative con le quali il tema è declinato da parte da quella rara estrema sinistra che ancora crede di poter combattere battaglie sociali.

Questa analisi economica che in questo documento programmatico potremo appena accennare, presenta il grande vantaggio di poterci consentire positive alleanze anche con eventuali formazioni democratiche che possano avere la netta sensazione che se non si correrà al più presto ai ripari la fine sarà molto vicina per tutti.

Il problema di fondo è rappresentato dal fatto che il liberal- capitalismo non è più in grado di far sopravvivere tutta la popolazione del pianeta. Tutte le democrazie occidentali, sono profondamente in crisi, non solo sul piano dei valori, ma anche e soprattutto sul piano economico .In questa maniera si sta per concludere il grande inganno, quando nel millenovecentoquarantacinque, si fece credere che con la “liberazione americana” sarebbe arrivato il benessere per tutti .In realtà, sta avvenendo l’ esatto contrario con distanze sociali che vanno progressivamente allargandosi tra ceti sociali.

La preparazione, di cui parlavamo prima, punterà proprio a formare dei dirigenti profondamente sensibilizzati su questi temi, che credano nella possibilità di arrivare un giorno ad una autentica socializzazione, facendo del lavoro l’ unico soggetto dell’ economia.

Venendo ad un aspetto più politico va ricordato a tutti che la Nazione è una realtà etnica e culturale che si colloca nella storia attraverso una fondamentale unità di destino. Un agglomerato di uomini su un pezzo di terra non è infatti una nazione se non aggiunge alla storia un proprio capitolo esistenziale ed, in questo, il proprio genio, vale a dire uno specifico modo di vivere e di concepire la stessa esistenza.

La nostra visione del mondo, che cercheremo di trasmettere ai giovani adepti è l’ unione di prassi e pensiero,solo in questa maniera si potrà davvero forgiare l’ uomo nuovo, fortemente radicato nei suoi valori spirituali che dovranno servire a lui per tutta la vita come costante punto di riferimento .Non si agisce spiritualmente nel mondo come volontà umana dominatrice senza un concetto di realtà transeunte e particolare su cui bisogna agire .Per conoscere gli uomini bisogna conoscere l’ uomo; e per conoscere l’ uomo bisogna conoscere la realtà e le sue leggi .Non c’ è concetto di Stato che non sia fondamentalmente concetto della vita:filosofia o intuizione, sistema di idee che si svolge in una costruzione logica o si raccoglie in una visione o in una fede, ma è sempre, almeno virtualmente, una concezione organica del mondo.

Noi ci ispiriamo ad una concezione spiritualistica che combatte strenuamente il fiacco e materialistico positivismo dell’ ottocento. Il centro della vita non può esistere fuori dell’ uomo che attivamente cerca di mutare la realtà che lo circonda.

La nostra visione del mondo è fortemente anti individualistica, tutta imperniata nella concezione dello Stato etico .Il moderno liberalismo democratico è storicamente al suo tramonto perché ha costantemente negato lo Stato e l’ interesse di tutta la comunità, per occuparsi esclusivamente dell’ individuo particolare .Solo nello Stato completa davvero se stesso.

Parafrasando Hegel :”il seme è in potenza una pianta ( tesi, soggettività astratta,ma deve uscire fuori di sé, ( antitesi, per poter divenire effettivamente pianta.( sintesi, pensiero e azione.

Quello che stiamo cercando di prospettare in questo breve documento programmatico non è assolutamente una astratta concezione filosofica per addetti ai lavori, ma al contrario una precisa concezione del mondo, secondo la quale non sono gli individui a formar gli stati, ma è proprio lo Stato nella sua concezione organicistica a formare gli individui .Questo risulta assolutamente necessario per superare l’ egoismo del singolo, da sempre legato solo al proprio interesse particolare .Bisogna uscire dal proprio interesse particolare per un fine che possa comprendere la collettività.L’ individuo deve poter coincidere con lo Stato nella sua esistenza storica.

La disuguaglianza tra gli uomini è un fatto assolutamente naturale, nello sforzo costante di innalzarci dal rigido ancoraggio della propria vita .L’ interesse del singolo anche a livello strettamente economico deve essere sempre subordinato a quello della produzione nazionale.

La Nazione, come Stato è una realtà etica, che esiste e vive in quanto si sviluppa .Il suo arresto è la sua morte. Perciò lo Stato non solo è autorità che governa e dà forma di legge e valore di vita spirituale alle volontà individuali, ma è anche potenza che fa valere la sua volontà all’ esterno, facendola riconoscere e rispettare, ossia dimostrandone col fatto l’ universalità in tutte le sue determinazioni necessarie al suo svolgimento.

Il nostro movimento Comunità di Avanguardia, cercherà costantemente di andare oltre le vecchie contrapposizioni di destra- sinistra, ormai categorie vuote e prive di significato .Noi avremmo l’ ambizione di arrivare a tutti gli strati sociali, ma anche e soprattutto a tutti coloro che hanno perso tutto o che non hanno mai avuto niente. .In questo ambito voglio riproporvi la vecchia concezione economica di Ugo Spirito,filosofo, prima seguace di Gentile, poi divenuto comunista dopo la guerra, per cui non riferibile all’ ideologia.fascista.

“Il concetto di proprietà e di iniziativa del singolo è definitivamente tramontato..Secondo la concezione liberale, la proprietà può immaginarsi come un campo chiuso circondato completamente da un muro che nettamente la distingue dai terreni confinanti .Quella proprietà è privata, vale a dire che in essa nessuno può entrare al di fuori del proprietario, il quale ha il diritto di disporre come meglio crede, secondo i suoi fini privati .Secondo il corporativismo, al contrario quel campo deve trasformarsi in uno strumento di interesse nazionale .L’ organizzazione della produzione deve trasformarsi, diventare funzionale dell’ interesse nazionale e il proprietario deve considerarsi come il responsabile della produzione di fronte allo Stato.”

Ci rendiamo conto che qualcuno a sentire queste parole di Ugo Spirito pronunciate al congresso di studi corporativi a Ferrara del  trentadue,potrebbe storcere la bocca, ritenendolo una tipica analisi comunista, ma non è così.

Secondo il nostro punto di vista, il movimento, la Comunità di Avanguardia ,deve poter essere in grado di spiegare a tutti le vere motivazioni della nostra lotta politica, tesa al recupero di quel proletariato che è uscito fuori dal nostro controllo da molti decenni.

In questo momento storico,bisogna far sapere al popolo che noi siamo dalla parte degli ultimi che probabilmente a settembre o a ottobre non avranno i soldi per riaprire le loro attività imprenditoriali .Bisogna soprattutto far capire alla gente che questo governo di sinistra o centro sinistra, non ha proprio niente di sinistra, al contrario è perfettamente inserito nel sistema di questo turbo- capitalismo, basato su un usura ormai istituzionalizzata,.

A questo proposito, l’ attacco al Sistema va pianificato e preparato con cura, nel senso che può anche risultare divertente ridicolizzare un politico di oggi, propugnatore del nulla assoluto, ma più che ironizzare, l’ attacco andrebbe debitamente spiegato sulla base di un ragionamento storico, politico e ideologico.

Nel campo dei ruderi della società moderna, si scorge con una certa difficoltà ciò che merita df essere conservato .Il crollo di ogni principio esige il radicalismo delle intenzioni .Noi siamo rivoluzionari .Distruggere ciò che non è degno di sopravvivere, impedendo l’ avvento di una nuova illusione e trasformare ciò che si può: questa è rivoluzione.

Negli ultimi decenni, non c’ è stato film, telefilm, serie televisiva, che nell’ immaginario collettivo non abbia presentato l’ avversario del comunismo, o meglio del sistema, come un cretino, un ignorante e un violento .Questo è un aspetto al quale ci siamo ormai abituati, ma che va invece assolutamente respinto, cercando di divulgare al massimo le poche grandi opere che hanno cercato di contrastare questa tendenza. A cominciare naturalmente da quelle di De Felice, per continuare con quelle di Emilio Gentile e di Parlato. In questo contesto,abbiamo l’ intenzione di portare avanti l’ obiettivo secondo il quale non è solo importante fare nuovi proseliti, ma soprattutto infondere una vera fede rivoluzionaria in quanti già appartengono alla nostra area .Alla quantità, noi preferiamo la qualità. Al gregge obbediente, rassegnato, che segue il pastore e si sbanda al primo grido dei lupi, noi preferiamo il piccolo nucleo che sa dare una ragione alla propria fede.

La Rivoluzione è un tentativo per sfuggire all’ affossamento, in una esistenza umana senza armonia e senza speranza, con la ferma volontà di costruire un futuro teso ad un Ordine Superiore del vivere. La Rivoluzione è ricerca ardente di un principio nuovo e di una volontà per applicarlo .Essa, è il risultato di tutte le esperienze accumulate .E’ un cambiamento che permette agli uomini di allontanarsi dalle verità morte e cercare in altre direzioni la loro realizzazione. Il primo grande errore che si commette nelle rivoluzioni è quello di credere che sia una prerogativa marxista nelle sue molteplice tendenze .La storia ha dimostrato spesso come abbiamo anche tentato di spiegare in precedenza che ci sono state rivoluzioni nazionali, per recuperare il senso dell’ onore e della dignità .Al termine della I guerra mondiale vittoriosa, i soldati italiani dovevano ritornare a casa di notte, perché un vecchio socialismo internazionalista, rimasto ancorato ad un pacifismo astratto ed inconcludente continuava ad odiare quei soldati che avevano sopportato l’ inferno delle trincee, riuscendo a conseguire i giusti confini per una Italia che ritrovava finalmente le sue frontiere naturali. Esisteva però un altro socialismo, di stampo nazionale che proveniva da Pisacane e da Corridoni che aveva perfettamente compreso che quel pacifismo avrebbe condannato l’ Italia all’ immobilismo perpetuo e aveva giustamente visto quella guerra come il preludio per una rivoluzione sociale, già anticipata in quei mesi del millenovecentodiciannove dal fiumanesimo. Il secondo errore  può essere quello di credere che le rivoluzioni scoppino per un improvvisa e spontanea esplosione popolare .Si pensi a questo proposito alla rivoluzione bolscevica, preparata e pianificata decenni prima da Lenin.Un Lenin, che aveva compreso per realizzare il suo scopo che avrebbe dovuto rompere con gli anarchici. E con i menscevichi. .Questo, dimostra in maniera inconfutabile che le numerose rivoluzioni   che hanno scosso la Storia sono sempre state organizzate da minoranze ardite, mosse da idee precise .I bolsceviche nel 17 rappresentavano una sparuta minoranza della sinistra russa, dove la maggioranza era rappresentata dai menscevichi Martov e dai socialisti rivoluzionari.

Non esiste Rivoluzione se non vi è meditazione

Una Rivoluzione vera deve partire sempre dalla coscienza di ogni singolo individuo. Fare la Rivoluzione significa soprattutto saper guardare all’ interno della propria anima, saper ritrovare nel vivere la giusta armonia del bello e del sacro, credere nella propria specie, distinta ma non superiore alle altre.

L’ uomo, deve essere spesso violentato per realizzare dei fini nobili .In caso contrario avrebbe pensato sempre solo a se stesso, negando per principio quello che non gli avrebbe fatto comodo .Nello Stato platonico, al quale noi facciamo spesso riferimento, al contrario l’ uomo rinuncia a se stesso in nome di un valore più alto che possa davvero comprendere tutti. In questa maniera ben si capisce la rinuncia a qualsiasi bene personale nel nome di una collettività da ritenersi sacra .Nasceva in questa maniera lo Stato etico, al quale la Comunità di Avanguardia guarda con molta ammirazione per una visione del mondo aristocratica e rivoluzionaria.

Il pensiero politico di Platone, come ci spiegava negli anni 70 Adriano Romualdi, ha sempre fatto paura perché portava a fare delle riflessioni pericolose per l’ uomo contemporaneo, che si crede spesso invincibile con la sua tecnologia ma che spesso come diceva Nietzsche è del tutto privo di idee .Da sempre si dice che il concetto di democrazia sia attaccato da sinistra per la sua atavica incapacità di produrre una società davvero basata sulla giustizia sociale, per cui si tratterebbe di appunti riguardanti esclusivamente la sfera economica, l’ economia di mercato, la concorrenza e le periodiche crisi ritenute del tutto fisiologiche. Nei secoli queste critiche della sinistra sono state analizzate e vagliate in profondità, e malgrado le premesse, quella sinistra ha finito per identificarsi, come abbiamo già scritto in altra parte di questo documento programmatico nel liberismo economico, liberismo che ha sicuramente aumentato il divario tra le classi. Il sistema contemporaneo, si difende dicendo che nel mondo moderno le classi non esistono più, che siamo tutti dei borghesi appartenenti al ceto medio .Questo può essere valido da un punto di vista morale, nel senso che in tutta onestà possiamo ritenerci vittime di una cultura omologante, che ci ha livellato da un punto di vista delle aspettative con l’ unico obiettivo del denaro, rimasto tuttavia un semplice miraggio per milioni di uomini .In realtà,invece, le classi esistono ancora, solo che non si chiamano più così .Lo svuotamento della politica infatti è divenuto aberrante e la morte delle ideologie ci ha reso davvero più poveri .Inoltre, in quanto incapaci di pensare con la nostra testa, siamo tutti più o meno costretti a muoverci nell’ ambito del politicamente corretto.

La critica delle destre alla democrazia è al contrario di carattere politico. Si afferma infatti che prevale la quantità sulla qualità, che i politici democratici sono prevalentemente uomini mediocri, generalmente ricchi, senza ideali, corrotti e legati al solo tornaconto personale .Il sistema politico mondiale, globalizzato li usa come semplici marionette che ci mettono la faccia..Il sistema, con gli anni si è poi del tutto automatizzato, pertanto i cambiamenti reali divengono impossibili .Il potere economico si coagula in lobby che di fatto controllano tutto. Si pensi solo per un attimo a quello che sta accadendo in questi giorni con il corona virus, siamo tutti schiacciati da questa dittatura mediatica, che in realtà non esiste solo da oggi.

In realtà però anche le destre si sono spesse limitate ad opposizioni formali e virtuali, perché in fondo inserite nello stesso sistema che in di fatto combattono solo a parole. Tra l’ altro tutte le destre sono terrorizzate   dall’ essere credute fasciste, tendono pertanto a definirsi rispettose della Costituzione e soprattutto anti- fasciste.A partire dagli anni 70, tutti i partiti di centro- destra hanno sempre fatto esplicito riferimento al liberalismo economico, questo le ha rese incapaci di portare avanti un autentico progetto di giustizia sociale .La Patria che dicono tanto di amare si difenda in ben altra maniera. In conclusione, si limitano ad un verbalismo sterile ed inconcludente..

Al contrario, tutti gli avversari del sistema democratico, vengono progressivamente messi fuori dalla storia. Una storia che nel corso dei decenni li ha prima sconfitti militarmente, poi politicamente e ora vengono criminalizzati, perché devono essere considerati i cattivi per antonomasia,cattivi maestri come vengono comunemente definiti perché non accettano le regole del politicamente corretto.

La tattica è sempre la stessa, il politico che tende a respingere il sistema viene prima brutalizzato psicologicamente, poi si organizzano in nome della democrazia e della libertà delle grandi manifestazioni di massa contro di lui e poi viene abbattuto.

Ora a dire il vero, la politica vera non esiste più, perché essendo defunte le ideologie, a cosa servirebbe quella politica legata ad idee e principi? Tutto deve essere subordinato all’ economia, una economia tra l’ altro che ha definitivamente perduto le stimmate della nazionalità.

Proprio per questo, uno dei primi obiettivi che il nostro movimento si propone sarà quello di ripristinare il primato della politica sull’ economia,sarà un cammino lungo e difficile, perché bisognerà capovolgere gli obiettivi sui quali è basata questa materialistica e deterministica società moderna.

Noi, Comunità, dobbiamo reagire contro la decomposizione di questo mondo,.La salvezza deve essere rappresentata dal ritorno dell’ Idea, quale Idea? Quella di un nuovo Stato organico, basato sul corporativismo delle varie categorie e sulla socializzazione con la divisione degli utilli tra gli operai

.Naturalmente, queste nostre riflessioni prevalentemente filosofiche andranno attualizzate e rese concrete nel mondo contemporaneo .La società deve tornare ad essere meritocratica e per raggiungere questo obiettivo non si potrà non partire dalla scuola .Una scuola, di cui parleremo anche in seguito all’ interno di questo documento, che dovrà tornare ad essere selettiva, dove dovranno emergere i migliori che affineranno successivamente le loro conoscenze nelle varie università specialistiche.

In base a quello che stiamo proponendo, penso si possa ben capire perché il nostro movimento deve andare oltre la destra e la sinistra .Questo perché nell’ attuale sistema democratico- parlamentare, le contese elettoralistiche sono assolutamente sterili, perché tutti i partiti da destra a sinistra sono inseriti in uno stesso sistema che non potrà mai proporre riforme reali e necessarie .Per questo Ugo Spirito diceva sempre che se votare servisse davvero a qualcosa non ci farebbero votare .Ma al di là della battuta, la democrazia come riconosceva lo stesso Platone immobilizza il sistema e le contese elettorali riguardano esclusivamente il tornaconto personale dei vari leader politici.

I partiti dei nostri giorni, assomigliano molto a quelli del tardo ottocento, quando con il Parlamento unico centro del potere legiferavano nell’ assoluta indifferenza dei cittadini, in una fase di totale distacco tra il paese reale e paese ideale .I partiti politici, in realtà erano nati per un altro scopo, quello appunto di far diventare la politica una cosa che potesse davvero riguardare tutti, dalle basi ai vertici, dalle metropoli al più oscuro paese di campagna .Ma in realtà, tranne qualche eccezione, nel corso degli anni i partiti hanno miseramente fallito nel perseguire questo obiettivo e si sono nel tempo trasformati in vere e proprie consorterie, in grado di favorire solo i loro adepti con prebende milionarie.

Il liberalismo, già sconfitto o quasi in Italia al termine della I guerra mondiale, per la sua incapacità a cogliere i profondi cambiamenti, avvenuti soprattutto nel proletariato che chiedeva finalmente di assumere un ruolo da protagonista nella società, sembra oggi incredibilmente ritornare in auge, con partiti che  non rappresentano altro che i loro interessi particolari .Probabilmente, la spiegazione storica e politica di questo fenomeno, potrebbe essere rappresentata dal fatto che in realtà non si è mai completamente realizzato il passaggio tra il liberalismo e la democrazia, che è rimasta una parola vuota, anelante ad una libertà astratta perché non coniugata con la giustizia sociale .Tutte le campagne elettorali sono solo fumo per far credere quello che non potrà mai essere.

In ogni caso, a nostro avviso risulterà fondamentale, nel corso degli anni recuperare la propria libertà d’ azione, nel senso di parole che devono riacquistare il loro vero significato.

Nel vuoto di idee del nostro tempo, si sviluppa il capitalismo che assegna al liberalismo il suo stesso grossolano scopo : il profitto.

Sorel,è stato sicuramente uno dei primi a percepire la crisi del liberalismo, un’ involuzione che lo rendeva ormai del tutto inadeguato a reggere la sfida della modernità, dopo le esperienze totalizzanti che il proletariato europeo aveva vissuto con la Grande Guerra .L’ Internazionale socialista era miseramente crollata, ma con essa era crollato anche un certo socialismo parlamentare e soprattutto per la prima volta nella storia si stava sviluppando una sinistra nazionale che aveva compreso che la classe non poteva uccidere la Nazione .In parole povere, serviva un nuovo tipo di socialismo, quello del popolo, un movimento del tutto diverso rispetto al passato, che riuscisse finalmente a coniugare il sociale con il nazionale .Anche il marxismo, era ormai profondamente in crisi, perché non era riuscito a produrre una vera emancipazione del proletariato .Il partito socialista, era ormai moribondo perchè negli anni si era andato ad ingabbiarsi in un movimento di intellettuali che si stava dimostrando assolutamente incapace di incidere sulla società civile.

La società di oggi diviene di giorno in giorno sempre più ingiusta, basata su una usura colossale .All’ apice del capitalismo il vero titolare della proprietà oggi non è più l’ individuo, ma una astrazione rappresentata da pezzi di carta, si tratta del potere finanziario, gestito dalle banche mondiali .Nasce la società anonima .Al contrario, il capitale non dovrebbe essere uno strumento di manovra finanziaria, di interessi occulti e che aumenta grazie ad un salario non riconosciuto in ragione dell’ apporto produttivo, ma in funzione di uno spropositato accrescimento .In altre parole, il lavoratore salariato, soprattutto nella famiglia monoreddito non ha speranze e riesce a stento a sopravvivere senza poter programmare il proprio futuro né per se stesso, né per il proprio nucleo .Una famiglia che stenterà sicuramente a crescere per l’ incertezza del futuro, con un lavoro che fa ormai del precariato una vera e propria regola.

Destra e Sinistra sono come abbiamo già scritto    contrapposizioni assolutamente teoriche, facenti parte dello stesso sistema .Le democrazie parlamentari dei nostri tempi, non solo spengono negli uomini l’ idea della Rivoluzione, vista come il male assoluto, teso ad un sovvertimento generale, ma impediscono anche di portare a termine delle vere riforme strutturali .Questo, perché in democrazia non è previsto un vero cambiamento, ci sono solo parole, promesse, illusioni .L’ umanità ne è ormai consapevole, riprova ne sia che in molti dei paesi più industrializzati del mondo vota appena la metà degli aventi diritto .Questo significa che molte persone si sono rese conto che nella cabina elettorale non si potrà mai fare la rivoluzione, intesa semplicemente come cambiamento radicale.

In Italia, questa nostra democrazia parlamentare si è potuta reggere per degli anni perché ha fatto credere alla popolazione che con la libertà, politica e sindacale gli uomini avrebbero progressivamente migliorato la loro condizione economica, diventando alla fine tutti proprietari di beni di consumo .Forse, questo è stato anche vero per qualche anno, ma poi la tendenza è radicalmente cambiata e le industrie nazionali non si sono dimostrate in grado di confrontarsi con il mundialismo economico .La conseguenza è stata disastrosa ed è davanti agli occhi di tutti: disoccupazione, lavori precari, perdita della stabilità lavorativa, contratti a progetto, fuga all’ estero dei nostri migliori cervelli, nella speranza di poter trovare migliori condizioni di lavoro .E’ nata così la tipica figura americana del “ tagliatore di teste”la persona delegata a licenziare per far sopravvivere le aziende.

NELLA GUERRA RIVOLUZIONARIA I POPOLI DOVREBBGERO TORNARE A disporre di se stessi .Tornare ad essere per esempio padroni della propria moneta .Rifondare l’ economia su basi corporative.

La base a nostro avviso dovrebbe essere quella di edificare un socialismo non democratico, imperniato sulla mobilitazione delle masse .L’ obiettivo, non dovrebbe essere soltanto quello di migliorare la condizione di vita degli operai e degli impiegati, ma attraverso una vera socializzazione bisognerebbe arrivare a concepire una nuova visione del lavoro, capace di sviluppare un senso di appartenenza, di solidarietà e di responsabilità. Un ethos, capace di rivoluzionare  il rapporto tra cittadini e quello tra popolo e Stato .Il lavoro dovrebbe spiritualizzarsi poiché il peso fondamentale non dovrebbe essere attribuito alla semplice materialità del possesso dei mezzi di produzione .Il capitale, dovrebbe uscire dal circuito decisionale per essere relegato in quello passivo ed esterno della semplice partecipazione all’ utile ..Questa trasformazione dovrebbe portare a due conseguenza:il passaggio del controllo del capitale dagli azionisti, soggetto passivo in ottica di produttività e lavoro, ai lavoratori dell’ azienda;il trasferimento dei mezzi di produzione, e quindi della stessa proprietà dell’ azienda alla corporazione .In questa maniera si potrebbe fare del lavoratore un autentico protagonista dell’ azienda nella quale, a parità di diritto sono di fatto  soci tutti coloro che vi esplicano una attività produttiva .In questa maniera il capitale potrebbe passare dagli azionisti ai lavoratori.

Nell’ opera” Capitalismo e corporativismo”del millenovecentotrentaquattro Ugo Spirito precisava:

“Proprietari della corporazione per la parte loro spettante in conformità dei particolari gradi gerarchici.”

Questa proposta dei Spirito, che andrebbe naturalmente attualizzata rientrava nella continuazione di uno Stato nazional-popolare di collaborazione di classe, in opposizione sia alla lotta di classe marxista, che al liberalismo capitalista .Eliminando la distinzione tra lavoratore e datore di lavoro, ci si può pienamente inserire nella concezione di Stato etico, prospettando un progressivo esaurimento della proprietà privata nell’ esercizio pubblico dell’ azienda .Anche quest’ ultima visione deve rientrare nella concezione gentiliana del rapporto tra individuo e Stato compartecipi di una medesima entità, in quanto lo Stato corporativo deve organizzare e disciplinare al suo interno tutta la vita della società .D’ altronde questa concezione economica rientrava perfettamente nel paragrafo VII della Carta DEL Lavoro che così recitava:

“L’ organizzazione dell’ impresa è responsabile dell’ indirizzo della produzione di fronte allo Stato .Risulta pertanto giusto che i tecnici, gli impiegati, gli operai, i quali sono chiamati a realizzare un dato progetto, siano considerati come collaboratori attivi e intelligenti, e che da ciò derivi una somma reciproca di doveri e

di diritti.”

Ci rendiamo perfettamente conto del fatto che questo discorso andrebbe approfondito e spiegato nel dettaglio, tenendo soprattutto conto del fatto che la società negli ultimi decenni è profondamente cambiata, in un mondo dove le fabbriche sembrano non esistere più e il potere vero sembra essere incentrato esclusivamente nelle banche e nelle società per azioni.

Europa

Oggi tutti parliamo del nostro continente .Tutti sbandierano l’ unità dell’ Europa, se ne fanno vessilliferi senza però conoscerne la storia e le tradizioni  .E’ evidente, che questa Europa che è stata costruita è molto lontana dalla nostra visione del mondo, poiché è stata edificata da mercanti che hanno contribuito a distruggere tutte le ideologie e le spiritualità dell’ essere umano per mettere insieme un sistema economico, dove dominano i più ricchi e i più potenti e che di fatto ha riportato l’ Italia al ruolo di colonia .Ora, tutti noi abbiamo commentato gli avvenimenti di questi ultimi mesi dal covid al Mes.Il problema resta in ogni caso sempre lo stesso, ritornare proprietari della propria sovranità monetaria per poter recuperare in pieno la nostra libertà.

Le ideologie che avevano prevalso al termine della II guerra mondiale sembravano o meglio volevano far credere di essere in grado di portare nuova linfa vitale alle popolazioni del nostro continente: libertà, democrazia, tolleranza, sembravano concetti che avrebbero potuto ridare gioia e felicità a tutti .Ma la realtà si è dimostrata presto molto diversa, si sono affermate classi politiche corrotte e mediocri, spesso dimostratesi incapaci di governare .In questi ultimi decenni sono stati capovolti tutti i valori del vivere civile, si è affermata una strana tolleranza nei costumi che ha coperto le manchevolezze di sistemi che hanno ripristinato un po’ in tutta Europa delle oligarchie economiche che hanno costantemente privilegiato solo i più ricchi .In ogni caso, il capitalismo di Stato sembra essere agonizzante a causa della sua desolante oppressione burocratica e poliziesca: miseria, costantemente coperta da mezzi audiovisivi totalmente asserviti al potere, disordine costante, penuria di beni di consumo più elementari, milioni di famiglie che non arrivano a fine mese e che in qualche maniera se ne vergognano perché non sono più in grado di assicurare un futuro dignitoso alle loro famiglie. La trasformazione dei valori del nostro tempo ha elevato la povertà a vergogna che deve essere a tutti i costi occultata con balli e suoni..La crisi è davanti agli occhi di tutti quelli che hanno ancora il coraggio di guardare e di cercare la verità delle cose.

Siamo passati nel corso degli anni dai fatti d’ Ungheria del 56 a quelli di Praga del 68, per arrivare alla contestazione giovanile che voleva abbattere al di là delle ideologie il marcio di un sistema che si serviva del popolo soltanto per blandirlo ed illuderlo .Tutto questo è un fatto che i giovani d’ Europa dovrebbero analizzare attentamente per prenderne coscienza e ribellarsi .Oggi, la massima preoccupazione che dovrebbe coinvolgerci tutti, non dovrebbe essere tanto quella di distruggere le società industrializzate dell’ Occidente, ma al contrario rendere queste società più efficienti e funzionali, rompendo il laccio che ci affoga, al livello delle decisioni generali, dovuto alla permanenza di strutture politiche arcaiche rappresentate dal parlamentarismo, dalla partitocrazia e dal potere economico.

Domina incontrastato il mito della democrazia americana che illude gli uomini e isterilisce gli animi, facendo credere che non esistono alternative e che la libertà debba necessariamente produrre la meritocrazia .Si afferma invece l’ esatto contrario: con una selvaggia economia di mercato; in questa maniera siamo divenuti tutti succubi delle banche, che si servono di noi soltanto per perpetrare i loro interessi .La democrazia, in realtà sembra davvero abbattere le classi, ma in realtà compie soltanto delle rivoluzioni parolaie, creando il mito dell’ imprenditore, ma soprattutto quello di un sistema dove gli ideali sembrano diventare assolutamente inutili, appiattendo gli essere umani che avevano creduto in una facile ricchezza che non potranno più raggiungere, una specie di corso all’ oro, quando il metallo prezioso non c è più.

La prima tappa per una vera rinascita europea dovrebbe essere quella di allontanare dai poteri tutti i parassiti e gli incapaci, permettendo così l’ accesso delle responsabilità a quelle nuove forze che, uscite da tutti gli strati sociali, possano dimostrare qualità e capacità .Naturalmente, non si tratta semplicemente di una società dove dovrebbero emergere soltanto i migliori, di questo parleremo nell’ ultimo tratto di a questo documento programmatico, quando parleremo della scuola, ma di preparare queste nuove generazione, attraverso una vera e propria mistica del pensiero.

Naturalmente, come abbiamo già scritto questo non potrà avvenire da un giorno all’ altro, servirà in ogni caso una inversione di rotta integrale nella politica .Bisognerà partire dalle basi e ricreare una nuova fede per la Nazione che dovrà essere proposta da una minoranza onesta, forte e organizzata .Come diceva sempre Guido Pallotta vi è un solo modo di essere mistici: quando la Patria chiede sangue offrirlo. Le giovani generazioni dovranno essere educate al recupero di una Idea rivoluzionaria che sia in grado di proporre una giusta connessione tra pensiero e azione, in grado di intervenire nel profondo della società italiana .L’ opportunismo politico deve essere bandito, i giovani liberi finalmente dalle pastoie di questa falsa democrazia parlamentare devono potersi proiettare oltre, verso una nuova dimensione dello spirito, nel recupero della tradizione rivoluzionaria europea.

La società italiana del nostro tempo è soffocata dagli scandali, la tanto decantata libertà individuale, dono grazioso ed esclusivo della democrazia, viene continuamente soffocata dalla disciplina di partito che impone a tutti i suoi associati, la tirannica decisione che la segreteria, frutto di equilibri di potere e non di tesi, ha impartito ex cathedra.

I sindacati, da parte loro sono ormai di fatto scomparsi, non solo non sono mai riusciti a svincolarsi dalle direttive dei partiti di riferimento, ma oggi, si sono ormai perfettamente inseriti nel sistema liberal- capitalista e non sono ormai da decenni più in grado di difendere gli interessi dei lavoratori .Questi ultimi, angariati ed emarginati sono ormai messi ai margini del progetto politico nazionale; nazionale si fa per dire, perché la nostra fiorente industria è stata quasi tutta svenduta, si pensi all’ Alitalia.Tutto questo, fa venire in mente il triste episodio di Marcinelle, quando negli anni 50, il governo De Gasperi vendette i nostri minatori al Belgio per avere uno sconto sul costo del carbone .La tragedia successiva era solo una triste conseguenza di un governo che vendeva i suoi figli .Questo accadeva, perché il lavoro non era più soggetto assoluto dell’ economia, i lavoratori erano semplice merce da scambiare al migliore offerente.

La Comunità di Avanguardia, si appella a tutte le classi, dall’ alto in basso della scala sociale .Escludiamo soltanto i profittatori, i parassiti, i banditi della finanza, la cricca dominante, i capitalisti rapaci, i proprietari in terrieri reazionari. Il nostro progetto per la società futura non prevede affatto la soppressione del capitale di per sé, considerato ricchezza nazionale passibile di socializzazione ma più precisamente prevede la liquidazione dei capitalisti e degli speculatori finanziari di tutte le razze come fattori politici operanti, sopprimendo il loro ruolo di intermediari nel benessere nazionale .Questa misura, da un lato dovrebbe evitare le storture depauperanti del capitalismo di Stato alla sovietica, e dall’ altro, porre le capacità imprenditoriali dei singoli non al servizio dei propri interessi privati ma di quelli della comunità, collocando il proprietario dei mezzi produttivi, il vecchio padrone, tanto per intenderci, nel ruolo di manager pubblico, efficiente, perché in caso contrario, il campo agricolo, tanto per fare un esempio sarebbe stato espropriato, come avvenne durante la bonifica dell’ Agro- pontino da parte dell’ ONC.

La storia, diceva Pareto non è che una successioni di èlite dominanti .Come la borghesia si è sostituita al clero e alla nobiltà nel possesso della ricchezza e nel dominio politico, così la borghesia sarà sostituita dal proletariato Mentre la Rivoluzione borghese ha mantenuto le classi, la rivoluzione proletaria le sopprimerà .In ogni caso, oggi il quadro storico e politico è completamente mutato rispetto a questa analisi di Pareto risalente ai primi anni del novecento. Nel nostro tempo infatti, il proletariato di fatto non esiste più e la stessa borghesia si è frantumata in una miriadi di sottoclassi o meglio sotto- categorie. Il vero potere economico, come già scritto più volte non è più identificabile, si vive spesso in un mondo virtuale, con tutta una serie di bisogni indotti che non saremo più in grado di soddisfare .Per tutto questo, risulterà di fondamentale importanza istillare nei giovani un idealismo rivoluzionario .Tutti i dirigenti e i militanti della Comunità di Avanguardia, dovranno costantemente stare accanto a questi ragazzi disorientati e strumentalizzati dal sistema per stimolare in loro uno scatto d’ orgogli, in modo che in un futuro non troppo lontano possano essere in grado di esprimere la propria volontà di potenza. .La cultura, può infatti contribuire a sollevare l’ animo dell’ uomo dalla vita banale di tutti i giorni .In questo ambito, tutti noi dobbiamo rivendicare il diritto all’ eresia, come appunto quella dell’ interventismo nel 14 e nel 15

Per cercare di capire questo mondo in continua evoluzione, forse sarebbe meglio scrivere dissoluzione, dobbiamo tutti noi fare un grande sforzo per capire questa strana società .Tra l’ altro, dobbiamo smetterla con certi moralismi che rappresentano soltanto la punta dell’ iceberg ,I mali del nostro tempo sono pregressi, non sempre nel nostro estremismo manicheo siamo stati in grado di coglierli .Mi limito ad un solo esempio, ma se ne potrebbero fare migliaia .Un certo anticomunismo di maniera,. non serve più, perché non possiamo continuare ad usare termini vecchi per cercare di penetrare nuovi fenomeni. Mi rendo conto di aver già sottolineato quest’ aspetto, ma poiché lo riteniamo particolarmente importante, ci torniamo ancora sopra per una ulteriore spiegazione .Tutte le forze di sinistra, da molti decenni a questa parte hanno cavalcato il sistema, facendo costantemente riferimento alla democrazia parlamentare libertaria e antifascista, supportata ovviamente da un lavaggio del cervello che hanno indirizzato gli animi e le coscienze della popolazione .Partendo da questo assunto bisognerebbe avere la capacità di contrastare con tutti i mezzi che potremo avere a disposizione queste tendenze dell’ uomo moderno, che parafrasando Nietzsche è totalmente tecnicizzato ma è totalmente privo di idee. Spiegare per esempio i mali di una certa democrazia che nascondendosi sotto parole auliche produce solo il nulla. A nostro avviso, si dovrà partire dal recupero della memoria storica per dare a tutti i giovani e anche ai meno giovani il senso della continuità.  .Il sistema, oggi usa con molta spregiudicatezza e opportunismo il potere della magistratura, con disposizioni assurde, indicando il male assoluto nei confronti di tutti coloro che non si vogliono piegare a questa dittatura mediatica. Una buona proposta in tal senso, per cercare di modificare questo andazzo potrebbe essere la separazione delle carriere .La sfrontatezza e la viltà sono i volti di questo Giano della nostra epoca .Infiltrazioni assai pericolose si sono avute in tutte le istituzioni.

Il popolo italiano, necessita di una Rivoluzione Nazionale per poter rifondare una nuova realtà sociale ed economica.

La morte della Patria è purtroppo cosa antica, il grande storico Renzo De Felice la fa per esempio risalire all’ 8 settembre del 43.Oggi, la situazione è ulteriormente peggiorata da una visione europeista che è stata costruita su basi esclusivamente economiche .Da troppi anni, la nostra Patria è ridotta a modesta comparsa

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Concludiamo questo breve documento programmatico che speriamo possa essere approfondito da vostri suggerimenti e proposte parlando della scuola e dell’ Università, sicuramente il compito più urgente al quale dovranno dedicare le maggiori cure tutte le forze nazional- rivoluzionarie e soprattutto la nostra Comunità di Avanguardia.

La scuola italiana, a nostro avviso dovrebbe poter tornare alle sue grandi tradizioni che in ambito umanistico- letterario, storico e filosofico l’ avevano portata a raggiungere negli trenta un primato mondiale.

Giovanni Gentile, deve essere considerato il vero continuatore della filosofia hegeliana, respinge infatti i distinti crociani, poiché compromettevano la continuità della dialettica .Tra l’ altro, la distinzione tra Attività teoretica e Attività pratica, contraddiceva secondo Gentile il vero e proprio carattere dell’ idealismo che si era già affermato in Europa con l’ idealismo tedesco di Fichte ed Hegel.Ci scusiamo con tutti i presenti per questa digressione filosofica, ma siamo convinti che anche questa parte del nostro documento possa avere la sua importanza per far capire su quali basi etiche dovrebbe costruirsi uno Stato.

Mussolini, definì la riforma della scuola del 23 la più importante tra tutte le leggi fasciste varate nel ventennio .In realtà quella riforma di cui tra un po’ parleremo brevemente, non aveva proprio niente di fascista, ma si limitava a rivendicare un ruolo e soprattutto la grande importanza che la scuola dovrebbe rivestire in una società    e in uno Stato civile .La scuola gentiliana, al momento ci viene per un attimo da ridere, pensando alla situazione attuale della scuola italiana guidata da una incompetente ed ignorante. La scuola, doveva rispecchiare in pieno la visione organica di un vero Stato etico, non più infangato dalle tradizionali distinzioni dei partiti contaminati dal positivismo: il politico,l’ economico, il sociale, il pubblico e il privato si fondevano tutti insieme in una sintesi suprema   subordinata ad una visione del mondo .La scuola, doveva definitivamente superare qualsiasi forma di trasformismo politico.

Si partiva da una scuola elementare che doveva essere aderente al sentimento e ai costumi, alla lingua, all’ anima del popolo,. Religiosa e poetica.

Scrivendo queste brevi note, continuiamo a ridere per non piangere pensando a quel mondo che sembra davvero lontano anni luce rispetto a quello nel quale siamo costretti a vivere .Questo, sia ben chiaro non è assolutamente nostalgismo ,ma al contrario rappresenta la capacità nel rispetto delle tradizioni di sapersi proiettare verso il futuro. Dopo la scuola elementare, quattro percorsi pedagogici a cui corrispondevano quattro distinti ruoli sociali .All’ educazione del popolo si sarebbe provveduto con i famosi tre anni di scuole complementare, si trattava del famoso avviamento professionale .Questo, era forse l’ unico vero limite di quella grande riforma che costringeva i bambini a scegliere in qualche maniera il loro futuro all’ età di 10 anni, di fatto al termine della licenza elementare.

Ora, sarebbe troppo lungo e forse anche noioso ripercorrere tutte le fasi di quella riforma, restava però il fatto che era altissima la qualità dell’ insegnamento .La scuola genti liana era fortemente selettiva. Al termine del ciclo didattico era previsto un esame di maturità molto difficile, dove di fatto si dovevano portare tutte le materie degli ultimi tre anni. A Gentile, si deve la famosa frase che giunge fino ai giorni nostri: l’ umanità si divide in due categorie, tra chi ha fatto il liceo classico e chi non lo ha fatto .L’ esame veniva poi gestito da una commissione quasi tutta esterna con commissari che provenivano da altre città per assicurare il massimo dell’ imparzialità durante lo svolgimento dello stesso .Questa riforma, influenzerà moltissimo la società italiana, anche dopo la caduta del fascismo, e a questa riforma si sentiranno legate intere generazioni di italiani, che in realtà non avevano avuto nulla a che fare con il fascismo .Il grande pregio della riforma gentile della scuola era rappresentato dal fatto che il tutto era basato su metodi talmente selettivi e rigorosi che legavano strettamente il titolo di studio al lavoro che si sarebbe fatto nel corso della vita .In altre parole, chi arrivava a prendere un titolo di studio aveva un futuro assicurato.

Proprio per questa ultima considerazione ho ritenuto opportuno sinteticamente riportare alcuni aspetti di questa riforma, che a differenza dell’ americanismo di oggi che teoricamente da tutto a tutti, per non dare niente a nessuno, con titoli di studio fortemente svalutati e depauperati culturalmente che di fatto però non qualificano più nessuno, perché di fatto sono alla portata di tutti .L’ alfabetizzazione di massa portata avanti dalla democrazia parlamentare italiana a partire dalla fine degli anni cinquanta ha prodotto soltanto ignoranza e posti di lavoro diventati chimerici perché non più legati ai meriti della scuola .Negli anni trenta, quando nacque a Roma la Sapienza, prima città universitaria, l’ esame universitario più difficile era una sciocchezza rispetto all’ esame di maturità .A quell’ epoca non servivano numeri chiusi per accedere a certe facoltà universitarie, tra l’ altro se proprio si volesse inserire questo meccanismo di marca americana si sarebbe dovuto introdurre per tutte le facoltà e non solo per quelle scientifiche che ha prodotto negli anni la totale svalutazione delle facoltà umanistiche .Questa svalutazione è un altro aspetto che a nostro avviso andrebbe approfondito per capire l’ indirizzo di un’ epoca a creare automi che non sappiano pensare con la propria testa. Il proliferare delle scuole tecniche del nostro tempo è una pericolosa tendenza. Tecnica significa infatti creazione di forme concrete su applicazione, creazione di forme concrete su applicazioni di principi e norme di carattere scientifico in base a criteri di carattere economico.,

Il sistema democratico- parlamentare basato sui partiti e i gruppi di pressione esterni all’ apparato statale è una delle cause principali della grave crisi dell’ università italiana. Incapace di indirizzare l’ attività degli atenei verso quegli obiettivi il cui raggiungimento rappresenta una delle funzioni base dell’ Università, il sistema dimostra l’ inesistenza di una sua funzionalità .L’ università viene ormai considerata un semplice riempitivo per ritardare il più possibile l’ inserimento del giovane nella società .Un inserimento sempre più difficile, che costringe molti giovani a fare dei lavori sottopagati che magari non hanno niente a che vedere con gli studi fatti .Molti ragazzi, non riescono a trovare nemmeno questi lavoretti e come nell’ ottocento sono di fatto costretti ad emigrare all’ estero.

Concludendo, lo Stato dovrebbe al più presto recuperare il suo ruolo, dove tutte le molteplicità convergano verso l’ unità. Ma le democrazie parlamentari che a parole hanno basato tutta la loro politica sulla libertà propongono solo parole, un fiume di parole dove la più importante che dovrebbe riguardare la libertà dei cittadini deve avere cambiato il suo vero significato .Le leggi che dovrebbero essere fatte per il popolo, in realtà difendono solo lobby oligarchiche che servono ad eliminare la povertà a deputati, ministri, senatori che in realtà non rappresentano più niente e nessuno al di fuori dei loro interessi particolari.

Il nostro uomo nuovo al quale aspiriamo tenacemente deve ritrovare la via della Tradizione, una tradizione che deve alimentare l’ attività del presente e, arricchendosi delle sue manifestazioni contingenti, si proiettarsi nel futuro senza che vi sia rottura tra passato e avvenire .La Tradizione, è infatti legge spirituale e non economica, essa nulla a che vedere con il significato di conservazione.

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