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Articolo di Renzo de Vidovich, TREMUL A TUTELA DEGLI SLOVENI E NON DEGLI ITALIANI

Articolo di Renzo de Vidovich, rappresentante degli esuli dalmati, sulla questione del Balkan, della minoranza slovena e sul rappresentante degli italiani “rimasti” nell’ex Jugoslavia

Maurizio Tremul, invece di rappresentare gli italiani nell’ex Jugoslavia si propone come patrocinatore degli sloveni in Italia

Si è conclusa alle ore 17 di quest’oggi presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati l’audizione del Presidente dell’Unione italiana dei “rimasti” Maurizio Tremul che, curiosamente, ha sostenuto la necessità che il Parlamento italiano riservi un seggio garantito agli sloveni del Friuli Venezia Giulia ed ha espresso il proprio compiacimento per la ventilata consegna dell’ex Balkan alla comunità slovena il prossimo 13 luglio. 

Nel spiegare il fatto che esiste un seggio garantito agli italiani sia nel Parlamento sloveno che in quello croato, il Tremul ha omesso di precisare che, a fronte dei 350.000 esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia, risulta che gli italiani ancora presenti in Slovenia si sono ridotti a 2.977 persone e quelli in Croazia sono molto meno dei 27.000 che risultano sulla carta. Non possiamo non rilevare con amarezza che l’Unione italiana, scarsamente impegnata nella difesa della lingua e della cultura italiana nell’ex Jugoslavia interviene, invece, in appoggio agli sloveni in Italia senza avere né il titolo né la facoltà statutaria per poterlo fare. 

In particolare, si fa presente che Maurizio Tremul si è presentato quale candidato al seggio garantito al Parlamento di Lubiana nelle elezioni dello scorso anno ed è stato sonoramente battuto dal dott. Felice Ziza che è attualmente l’unico rappresentante degli italiani in Slovenia, mentre Tremul non ha alcun titolo per parlare a loro nome. 

Secondo voci ufficiose, ancora ignorate dal Sito dell’Ui, si è svolto in precedenza un incontro a Roma al Ministero degli Esteri tra il Min. Plen. Francesco Saverio De Luigi ed il Tremul in cui sarebbe stato auspicato il rinvio della fine del commissariamento dell’Università popolare di Trieste, perché non sarebbe stato confermata la presenza tra i rappresentanti del Maeci nel Consiglio d’Amministrazione dell’UpT dello stesso Min. Pl. De Luigi che, da quasi dieci anni, occupa questo incarico in violazione della prassi ministeriale che limita ad un massimo di quattro anni la permanenza di un funzionario nello stesso incarico. Da parte di FederEsuli è stata avanzata la richiesta che la revisione dei conti dei 2 milioni e 200 mila euro stanziati annualmente dallo Stato italiano attraverso la FederEsuli, il Presidente Antonio Ballarin, il cui mandato è scaduto da due anni e da un anno non ha avuto neppure una proroga formale ancorché dubbia ed ingiustificata, ha richiesto che il controllo di merito e di legittimità delle spese delle Associazioni degli esuli siano sottratte alla competenza dei Revisori dei Conti dell’Università popolare di Trieste nominati dal Ministero degli Esteri e presieduti dal dott. Eduardo Brunetti, che è niente di meno che il Direttore Generale per l’Amministrazione, l’Informatica e le Comunicazioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Nel mentre chiediamo quale gruppo parlamentare abbia consentito l’audizione alla Camera del Tremul e dell’Ui, che non hanno alcuna competenza in materia giurisdizionale italiana, facciamo voti affinché il Ministero degli Esteri nomini i suoi due rappresentanti nel Consiglio d’Amministrazione dell’UpT, scongiurando ogni proroga della gestione commissariale e che la normativa prevista dalla legge per i controlli amministrativi non solo di legittimità, ma anche di merito, sia mantenuta nell’ambito delle disposizioni delle leggi vigenti.

Il Direttore de Il Dalmata libero
On. Renzo de’Vidovich

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