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Bergoglio e i migranti: il filo conduttore del suo pontificato

Non tocca a noi certo stare a stabilire se a livello teologico sia un buon Papa o meno, per questo ci sono numerosi studiosi del settore che sicuramente ne sanno più di noi e in modo impeccabile. Semmai quello che ci preme sottolineare è questa, per così dire, fissa che Bergoglio ha per coloro che prendono la nave o l’imbarcazione dall’Africa e decidono di recarsi in Italia. Palestrati o meno, capelli fatti o in disordine, volti smagriti o belli paffutellic he siano, i migranti continuano ad essere al centro dei pensieri di Bergoglio: e lo si evince da numerosi indizi che, tutti sommati, formano una prova (se non di più). Intere omelie dedicate al tema, fin troppe, dimenticando spesso il tema principale che per lui dovrebbe essere la spiegazione del Vangelo, oppure accostare la fuga in Egitto della Sacra Famiglia al fenomeno attuale dell’immigrazione, facendo appunto passare Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù come una famiglia di migranti (paragone fra i più azzardati e che non sta nè in cielo nè in terra), vie Crucis interamente riservate ai migranti (per la prima volta nella storia) e addirittura un Sinodo dei Vescovi italiani a Bari dello scorso 19 febbraio, dove Bergoglio disse a chiare lettere che il futuro del Mediterraneo è e sarà il miscuglio dei popoli e l’abbandono del concetto del nazionalismo. E questi sono solo alcuni dei tanti esempi che fanno comprendere come questo Papa sia ossessionato da questo tema che, si per certi aspetti potrebbe anche essere incastonato in un passo del Vangelo di Matteo (”Ero forestiero e mi avete accolto”), ma non deve certo essere l’unico tema portante di un ministero petrino. Esiste un dogma risalente al 1870, quello dell’infallibilità del Pontefice in materia di fede, introdotto da Pio IX in seguito alla convocazione del Concilio Vaticano I,  fra l’altro un concilio molto tribolato in seno alla Chiesa. Secondo tale dottrina il Papa deve quindi essere considerato infallibile quando parla ”ex cathedra”, ovvero quando lo stesso, stando alle parole del dogma, esercita il «suo supremo ufficio di pastore e di dottore di tutti i cristiani» e, proseguendo sempre nell’interpretazione del principio cardine, «definisce una dottrina circa la fede e i costumi». Quindi il Pontefice quando stabilisce qualcosa in questi termini,  il suo dettato «vincola tutta la Chiesa». Bene, fede, morale, costumi religiosi: ma non politica. Dato che il fenomeno dell’immigrazione si sposa a pieno titolo con le scelte della sinistra, da sempre prodiga ad accogliere chiunque in suolo patrio, è evidente la marcata simpatia di questo Papa verso una certa parte politica, mentre allo stesso tempo si nota una certa antipatia verso coloro che mettono al primo posto nazionalismo e tutela dei propri confini come punti cardini. Tutto questo non ha fatto altro che provocare, come effetto domino, la nascita di una serie di personaggi all’interno del clero che hanno approfittato delle posizioni del loro capo per prendere la palla al balzo e tirare fuori il loro animo… sinistro. Ed ecco che le varie cantate di ”Bella ciao” in Chiesa si sprecano, così come hanno sostituito il Cristo sulla Croce con un salvagente dei migranti (obbrobrio puro), oppure hanno realizzato presepi sui barconi. Esisterebbe anche una prassi canonica per cui tutto quello che non è liturgico, quindi di utilizzo per la liturgia, non dovrebbe entrare all’interno di una Chiesa, questo vale sia per la sinistra che per la destra. Quindi cantare in Chiesa ”Bella ciao”, oppure sostituire Gesù con un salvagente e via di seguito, va contro senza mezze misure a quello che impone la liturgia per il rispetto della sacralità dell’edificio e del sentimento religioso di ognuno. Semmai c’erano alcuni temi importanti che Bergoglio ha sì affrontato, ma non con un tono perentorio: la tutela della famiglia basata sul diritto naturale e quindi uomo-donna, la famiglia tradizionale di cui parla anche la Chiesa stessa, la lotta al gender, all’aborto. Temi che questo pontificato ha affrontato come se fossero argomenti di secondaria importanza, mentre sono di fondamentale tutela. No, solo migranti e fenomeni migratori. Adesso siamo in piena pandemia, per cui la nostra Nazione è stata considerata zona rossa e a rischio di forte contagio, prima ovviamente di passare ad una caotica ”Fase 2″. Tutti in casa, state in casa, ma… i migranti sono arrivati ugualmente. E il ”disco rotto” (o incrinato che dir si voglia) di Bergoglio ha perfino benedetto e ringraziato pubblicamente Luca Casarini, noto esponente dei centri sociali. Insomma, sbagliare è umano e capita a tutti, ma perseverare su certe strade è diabolico.

Alessandro Sansoni

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