BREVE RIPASSO DI STORIA ITALIANA prof. R.Mancini

La crisi italiana è molto antica, risale ad un insufficiente processo unitario che evidenziò tutti i suoi limiti sin dalle guerre d’ indipendenza e dalla spedizione dei mille, dove con l’ evidente aiuto del governo inglese si volle distruggere il Regno Borbonico che infastidiva gli interessi marittimi del Regno Unito .Già tra il 1864 e il 1865 in ottemperanza della Convenzione di Settembre stipulata con il II impero francese di Napoleone III, mentre ci si preparava al trasferiment6o della capitale da Torino a Firenze, l’ improvviso crollo degli immobili della capitale sabauda aveva dimostrato l’ affarismo e la consorteria di una classe politica impegnata soltanto a tutelare i propri interessi. I successivi governi dapprima della cosiddetta destra storica e poi quelli della sinistra risorgimentale continuarono per decenni le loro politiche imbelli e rinunciatarie, andando incontro ad umiliazioni internazionali di portata storica che, erano iniziate con le dolorose ed evitabili sconfitte militari di Custoza e Lissa nel corso della terza guerra d’ indipendenza nel 1866. Si continuò con l’ annosa questione romana aggravata da un liberalismo massonico e anticlericale, che come è noto sarà risolta molti anni dopo dal fascismo di Mussolini nel 1929 .Si arrivò poi all’ eccidio perpetrato da lavoratori francesi ai danni di poveri migranti italiani che si erano recati in Francia per cercare di sbarcare il lunario a metà prezzo rispetto ai francesi nelle saline di Aigues- Mortes. Nell’ estate del 1893, la compagnia des salines cominciò ad assumere lavoratori per la raccolta stagionale del sale dalle vasche di evaporazione delle saline .Gli stagionali furono suddivisi in tre categorie: gli ardechois, si trattava di contadini che provenivano in prevalenza dal dipartimento francese dell’ Ardeche, dagli italiani, provenienti quasi tutti dal Piemonte e dai trimards ( vagabondi .Le squadre di raccolta formate dai caporali, come venivano chiamati i reclutatori di manodopera erano miste, formate sia da francesi che da italiani. La mattina del 16 agosto scoppiò una rissa tra i lavoratori delle due comunità che degenerò ben presto in una questione d’ onore .I contadini francesi che lavoravano nella zona avevano trasmesso la falsa notizia che gli italiani avevano ucciso lavoratori francesi .Un gruppo di lavoratori italiani venne improvvisamente attaccato e nel tentativo di sfuggire alla vile aggressione si rifugiarono in una panetteria. I francesi tentarono invano di dare fuoco al locale .Il prefetto richiese subito l’ invio di truppe, la richiesta era stata fatta alle 4 del mattino, ma l esercito arrivò con sensibile ritardo soltanto alle 18. Al mattino la situazione degenerò .I rivoltosi francesi si diressero alle saline Peccais, dove era concentrato il maggio numero di lavoratori italiani, ma proprio mentre i poveri contadini italiani emigrati per “ un pezzo di pane “si stavano dirigendo alla stazione per tornarsene in Italia, furono attaccati dagli inferociti francesi. Iniziò così la strage dei contadini italiani che vennero bastonati, affogati e colpiti con armi da fuoco .La strage ebbe vasto eco in Italia, scoppiarono rivolte anti- francesi in diverse città italiane, alcuni tram di proprietà di una società francese a Napoli furono incendiati, a Roma la stessa ambasciata francese a Palazzo Farnese fu assaltata .Il governo italiano cercò a tutti i costi un compromesso .Il processo in Francia ebbe una conclusione davvero vergognosa, non venne infatti condannato nessun francese, la giuria assolse tutti gli imputati che uscirono acclamati dal pubblico che aveva ascoltato la sentenza .Il commento della stampa italiana fu unanime .Il corrispondente da Parigi Jacopo Caponi dichiarò che dopo questa sentenza politica la Francia non poteva più contare sull’ Italia come nazione amica. Quando il 10 giugno del 40 l’ Italia dichiarò guerra alla Francia, non stava affatto infliggendo un colpo alla schiena alla sorella latina, come alcuni storici dichiararono, ma cercava al contrario di recuperare dignità ed orgoglio dopo moltissimi anni di sudditanza politica che aveva portato a moltissimi contrasti, facendo diventare la presunta sorella latina nel principale nemico dell’ Italia fascista. Sarebbe davvero opportuno studiarla bene la storia senza i pregiudizi ideologici de,l nostro tempo.
Qualcuno, che avrà avuto la bontà di leggermi fino a questo punto potrà chiedersi quale possa essere stato il mio intento in questa che può sembrare a prima vista una lunga e inutile divagazione,rispetto a tutto quello che sta accadendo in questi giorni in Italia per i provvedimenti del governo Conte .In realtà a mio avviso non è affatto una divagazione, in primis perché dimostra quanto fossero tesi i rapporti con la Francia fino dagli ultimi anni dell’ ottocento .Gli avvenimenti di questi giorni parlano per esempio, di una colpevole inerzia da parte del governo italiano ad aver ceduto una parte del territorio nazionale inerente alla cima del Monte Bianco .L’ Italia qualche anno dopo, nel corso della I guerra mondiale mandò molti reparti dell’ esercito italiano a morire in Francia, per difendere la ,libertà delle frontiere d’ oltralpe dall’ attacco tedesco. Mussolini in un famoso discorso del 1935 parlava dei seimila morti di Bligny che la Francia non avrebbe mai potuto dimenticare, ma come è noto la storia andò in maniera molto diversa .Tralascio di parlare di Adua del 1896 perché voglio arrivare all’ oggi.
Oggi, ci troviamo di fronte ad una ben strana pandemia che serve sicuramente per coprire i guasti finanziari di un liberismo selvaggio che ha tormentato l’ Europa e il mondo negli ultimi decenni .Oltre settanta anni di democrazia hanno anestetizzato il popolo italiano, incapace fino a qualche giorno fa di reagire, a provare almeno a parole per protestare contro una politica che ci risparmiava forse dal virus ma ci farà morire di fame .In questi ultimi giorni la situazione sembra però cambiata, si ha l’ impressione che alcune frange della popolazione colpite nel profondo dei propri interessi, abbia cominciato a ribellarsi .Le piazze d’ Italia, si sono riempite di gente che in alcuni casi si scaglia anche contro le forze di polizia per rivendicare i propri diritti alla libertà .Ora a dire il vero non ho nessuna idea di quello che potrà accadere nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, spero tanto che la protesta possa assumere una valenza politica con la consapevolezza che questo sistema non è più in grado di rappresentare nessuno, in Parlamento si continua a parlare snocciolando cifre e dati di ogni genere, le opposizioni protestano ma in fondo non conoscono affatto il popolo che dicono di voler rappresentare, dimostrandosi in questa maniera colluse con quel sistema che dicono di voler abbattere, parlano di una maggioranza attaccata alle poltrone del potere, ma in fondo anche loro, tutte le opposizioni , in genere, aspirano ad arrivare a quelle stesse poltrone che adesso attaccano.
Concludo questo mio strano pezzo, appellandomi ancora una volta ai giovani, disorientati e confusi, mi affido a loro affinchè con uno scatto di orgoglio possano recuperare una certa dignità per loro stessi e per il Paese in cui sono nati, ricordando sempre a loro che qui è nata la civiltà del mondo .Questi uomini del governo piccoli e mediocri non sono degni di rappresentare niente e nessuno al di fuori dei loro interessi, difesi con forza spasmodica .Questa società diviene di giorno in giorno sempre più ingiusta con differenze economiche abissali tra i vari ceti sociali. ..Chiudiamo quindi tutti per un attimo i telefonini e i computer, apriamo gli occhi e al di là di un benessere soltanto apparente che ci costringerà tra pochissimo a non poterci nemmeno avvicinare a tutti quei negozi pieni di mercanzie,e recuperiamo quella dignità di popolo che nei secoli ha fatto grande questo Paese.
prof. ROBERTO MANCINI
resp. CULTURA della COMUNITÀ di AVANGUARDIA

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