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Cambiamenti e nuovi equilibri ad est.Di F.Bellan

È di poco tempo fa la notizia di un vertice negli Stati Uniti, riguardo i rapporti tra Serbia e Kosovo.

Il presidente serbo annunciava da subito che la Serbia non avrebbe riconosciuto il Kosovo, pur riconoscendo agli USA i meriti di aver escluso dall’incontro la questione di un riconoscimento reciproco, mentre da parte kosovara l’obiettivo era proprio il riconoscimento dell’indipendenza.

Trump in cerca di risultati diplomatici ha ottenuto da entrambe le parti in causa l’apertura dei rispettivi uffici diplomatici a Gerusalemme, nell’ottica dei rapporti USA – Israele un successo statunitense, inoltre la svolta “storica” nei rapporti tra i due stati balcanici, l’inizio di rapporti economici, tra i quali la costruzione dell’autostrada “della pace” Belgrado – Pristina, collegamenti ferroviari e aerei: il raggiungimento di quella che è stata definita una mini Schengen tra due stati da sempre ai ferri corti. A discapito di quell’unione europea del libero mercato presieduta dal piddino italiano Sassoli ed impegnata in tutti i sensi a sponsorizzare Puidgemont, l’indipendentista catalano rifugiatosi sotto le sottane di Bruxelles per sfuggire alla giustizia spagnola, e a boicottare il risultato delle elezioni presidenziali in Bielorussia, minacciando anche sanzioni. Sia tra gli “indipendentisti” della regione spagnola della Catalunya che tra l’opposizione bielorussa, sembra esserci la lunga mano del solito filantropo finanziere Soros, quello delle “rivoluzioni arancioni”, del Black Lives Matter e dell’Antifa, della ” società aperta “. Ossia la società dei ” diritti civili “, quindi multirazziale, lgbt, con l’educazione gender, la liberalizzazione delle droghe, la pianificazione delle nascite e la distruzione della famiglia naturale intesa come primo nucleo sociale. Una combinazione che il piddino italiano sia su questa stessa lunghezza d’onda e sulle stesse posizioni nei rapporti diplomatici con altri stati? Non crediamo proprio.

Tornando alla questione della Serbia, in seguito al vertice statunitense, si possono delineare nuove prospettive: dalla mancata partecipazione, per la prima volta, alle esercitazioni militari della ” fratellanza slava ” assieme alla Russia, storico partner di Belgrado per motivi storici e religiosi, e, guarda caso alla Bielorussia: l’annullamento della partecipazione sarebbe dovuto alle pressioni dell’Unione Europea stando alle dichiarazioni di Belgrado, fino alle tensioni diplomatiche con Israele nel caso questo riconoscesse il Kosovo, per poi invece mettere al bando dal territorio serbo Hezbollah, il partito di Dio acerrimo nemico dello stato d’Israele, in virtù degli accordi di Washington, che prevedono tra l’altro che la Serbia smetta la sua attività di ostruzionismo nei confronti dei paesi sul punto di riconoscere la regione del Kosovo come uno stato.

Questi la scena delle ultime due settimane. Una situazione che ancora una volta vede coinvolti uno stato artificiale islamico creato dalla Nato e dai poteri forti al centro di una questione internazionale. Mentre l’UE politicamente corretta, da parte “italiana” targata PD, segue unicamente le indicazioni di determinate lobby di potere, e sulla scacchiera si muovono più personaggi. Ognuno a svolgere il proprio ruolo ed i suoi e altrui interessi.

Appare evidente che sullo scenario manca proprio la voce di un’Europa che dovrebbe essere una nazione di popoli liberi, mentre oggi con l’UE rappresenta solo gli interessi economici di lobbies economiche e poteri forti, un’Europa libera, forte e indipendente, capace d’intraprendere un cammino e di essere artefice del proprio destino. La nostra Europa, un mito, un sogno, un’idea.

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