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Colombo e i corvi progressisti(di marcello Veneziani)

C’è una banda di cretini globali che ha preso in ostaggio Cristoforo Colombo e decapita la sua statua. Non è una banda di indios ma di idioti progressisti e antifascisti. Considerano Colombo un precursore dei razzisti e degli sterminatori, una specie di Hitler ante litteram da esportazione. O di Trump in versione ligure. E vogliono abbattere statue, monumenti, revocargli vie in sua memoria. Si profila un’altra banda di cretini che vorrebbe redimere Colombo considerandolo il primo degli emigrati italiani in America, una specie di Santo Protettore dei migranti. Non si rendono conto gli uni e gli altri, che Colombo era un esploratore, un navigatore, non un emigrato; non cercava accoglienza e pane ma portava la civiltà, portava la cristianità, se volete portava l’impero, le missioni e il colonialismo. Entrambe le bande, guarda un po’, sono radical, progressisti, umanitari, insomma de sinistra.
Se fossi scemo come loro direi che Colombo è piuttosto un sovranista, nel senso che navigava nel nome del suo sovrano, Isabella di Castiglia. Ma non abbocco alla stupida tendenza di attualizzare la storia del passato, di adattarla ai temi del presente. Anzi quest’abuso di storia per giustificare il presente è una vera e propria miseria di questo tempo storto e piccino che distorce e rimpicciolisce.
Non mancano infatti precedenti all’abuso di Colombo “ad usum cretini”. Enea è stato visto a teatro, in tv, in alcuni testi, come profugo e precursore degli immigrati clandestini, dimenticando che era principe e venne a fondare Roma, non a vendere fumo alla stazione Termini. Ulisse che naviga su un barcone nel Mediterraneo è stato visto come un antefatto dei migranti salvato da ong mitologiche e avversato da mostri con le fattezze di Salvini. O al contrario, Dante e Shakespeare sono stati censurati per le loro aspre opinioni sui giudei… A Milano si stanno accanendo con Indro Montanelli, vorrebbero rimuovere la sua statua e il giardino che porta il suo nome. Su altri fronti, come denunciano perfino i Vescovi, difendere la famiglia sta diventando con la scusa dell’omofobia, un reato di opinione, in base alle leggi grillosinistre o scemocomuniste. E si potrebbe continuare sulla mania nociva e demente di attualizzare la storia e ridurla nelle piccole gabbiette del politically correct.
Da quando è perdente la sinistra progressista e “antifa” è convinta che le maggioranze siano composte da pericolosi imbecilli, mentre la verità, il buon senso, la memoria storica è appannaggio delle minoranze intelligenti, come si autoproclamano essi stessi. Alla luce dei precedenti, dementi abusi di storia passata, ricordo quel che scrisse Ennio Flaiano ne La solitudine del satiro: “In ogni minoranza intelligente c’è una maggioranza di imbecilli”. L’unico dubbio è che si tratti di una minoranza davvero intelligente, o solo presuntuosa.
MV, 11 giugno 2020

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