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CSM e Magistratura

Caos nel mondo dei magistrati con indagini e intercettazioni che fanno affiorare scandali a più riprese,
mettendo in evidenza un sistema a dir poco preoccupante per chi dovrebbe, con equità, giudicare il
suo… prossimo. Il Csm ha deciso di aprire una pratica su alcuni magistrati e ad occuparsene sarà la
Prima Commissione, a cui il Comitato di presidenza ha inviato gli atti relativi a questi nomi. E non manca
il lavoro per la Procura di Perugia dove sono giunti ulteriori fascicoli relativi all’inchiesta aperta sul pm
romano Luca Palamara, la cui valutazione, come spiega la Procura generale della Cassazione, è
“indispensabile ai fini delle considerazioni conclusive sulle azioni disciplinari esercitate e sulle eventuali
nuove azioni da assumere”. Una vicenda che ha anche coinvolto la politica con reazioni di sdegno da
parte di alcuni, tipo il leader della Lega Matteo Salvini e anche una sorta di ‘terremoto’ all’interno
dell’Associazione nazionale magistrati i cui vertici si sono dimessi. Dal canto suo, il senatore Salvini
chiede che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sciolga il Csm, nonostante dal Colle non
giungano dichiarazioni in merito e quindi la vicenda diventa ancora più sconcertante. E altri magistrati
rischiano di essere sanzionati per le chat emerse con Luca Palamara. Non fornisce ulteriori dettagli e
non fa ancora nomi precisi la Procura generale della corte di Cassazione, ma a chiare lettere lascia
intendere che sul tavolo della Cassazione stessa, sono arrivate da Perugia, dove il pm capitolino oltre
che sospeso è indagato – numerosi nuovi atti. Atti che comunque non riguardano, al momento, nuovi
processi nei confronti dei giudici (il processo a carico del pm e degli altri indagati, se ci sarà, verrà
celebrato nel capoluogo umbro), ma solo ed esclusivamente sulle possibili sanzioni nei confronti di
coloro che, pur non indagati, intrattenevano uno scambio di vedute con il pm Palamara sulle nomine
nelle varie procure. Intanto sono state aperte anche alcune valutazioni nei confronti di cinque consiglieri
del Csm che sono stati costretti a dimettersi perché comparivano nelle carte degli uffici perugini: Corrado
Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepre, Gianluigi Morlini e Luigi Spina. Non si esclude comunque a
breve anche la comparsa di altri nomi in questa lista. Non manca neppure il materiale sul quale la
procura della Suprema corte è chiamata ad indagare a fondo e sul quale deciderà possibili nuovi
provvedimenti disciplinari in tempi rapidi. Si tratta di un numero impressionante di chat e di sms, da
scandagliare frase per frase e rigo per rigo. La speranza è che il tutto non finisca in ”tarallucci e vino”,
secondo l’usanza dell’Italia dove affiora uno scandalo e poi si insabbia il tutto. Qui siamo di fronte ad un
caso gravissimo, perchè concerne proprio coloro che dovrebbero garantire la giustizia e l’emanazione di
sentenze eque. Chi ha sbagliato, dopo attente analisi e accertamenti dei fatti, deve pagare di fronte alla
legge stessa.

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