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Cuore d’Europa hai battuto un secondo.. di Fabio Bellan su Tommie

Tommie Lindh, 19 anni, è stato assassinato in Svezia da un immigrato l’11 maggio. 
Era intervenuto in difesa di una ragazzina che stava venendo violentata, è stato accoltellato a morte. 
Tommie era un patriota ed è morto da eroe. 
Non si sono visti servizi televisivi, né titoloni sui giornali, per i media una notizia del genere non era di rilievo, meglio dare spazio alle solite notizie “politicamente  corrette”, magari condite di messaggi arcobaleno inneggianti alla ” fratellanza universale ” e al villaggio globale. Guai poi a dire che un immigrato stava violentando una ragazzina, e che magari questo aveva anche precedenti specifici, guai a dire che un ragazzo svedese, un nazionalista, impegnato nel sociale, si è voluto opporre alla violenza e per questo ha pagato con il bene più prezioso che abbiamo, ha pagato con la propria vita. 
L’Europa ha un nuovo martire, l’Europa ha un nuovo eroe, Tommie Lindh. 
La nostra Europa, l’Europa dei popoli e delle tradizioni, da non confondere nemmeno lontanamente con quell’unione europea che in realtà è proprio l’anti Europa, con i suoi burocrati, le sue leggi, i suoi lacchè, l’istituzione di quelle lobbies e di quei poteri forti contro i quali bisogna ribellarsi. 
Il 21 maggio a Parigi un uomo entra nella chiesa di Notre-Dame e si spara, quell’uomo è Dominique Venner, storico, saggista, già militante di Jeune Nation, dell’OAS, del GRECE ed anche fondatore e animatore di altre iniziative. 
Un gesto estremo, spiegato in queste parole. 
“Io mi do la morte al fine di risvegliare le coscienze assopite. Mi ribello contro la fatalità del destino. Insorgo contro i veleni dell’anima e contro gli invasivi desideri individuali che stanno distruggendo i nostri ancoraggi identitari, prima su tutti la famiglia, intimo fondamento della nostra civiltà millenaria. Mentre difendo l’identità di tutti i popoli a casa propria, mi ribello nel contempo contro il crimine che mira alla sostituzione dei nostri popoli.”
Dominique Venner, in occasione dell’inaugurazione della grande moschea di Roma nel 1994, salutata con ammirazione dalle autorità civili e religiose, così scrisse “ Non sono cattolico e quanto all’Islam lo rispetto ma è cosa che interessa i musulmani e soltanto loro. Dico però che quando un popolo accetta di vedere sfidati a casa sua i propri Dèi senza gettarsi alla gola dello straniero che vuole imporre i propri, questo significa che quel popolo è destinato alla sconfitta”.

Lo spirito d’Europa, della nostra Europa, è quello di quanti ci hanno preceduto, di quanti ci sono stati punti di riferimento, come quello dei volontari francesi della Charlemagne, che combatterono fino alla fine a Berlino contro il comunismo, alcuni di loro dopo essere stati fatti prigionieri dagli americani, vennero consegnati ai loro connazionali, agli inizi del mese di maggio in Baviera. Leclerc, il generale francese chiese loro per quale motivo indossassero una divisa tedesca, gli risposero chiedendogli perché lui ne indossasse una americana. 
Vennero fucilati senza nemmeno un processo. 
Lo spirito dell’Europa, della nostra Europa, nonostante questi tempi in cui viviamo, deve esistere ancora, e sta a noi mantenere accesa idealmente la fiaccola dell’Europa dei popoli liberi e delle tradizioni, in contrapposizione all’unione del libero mercato e del villaggio globale. 

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