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Dagli Stati Uniti all’Italia, l’esercito della democrazia di F. Bellan

Il trans, il gay, la femminista nera, il nero, il “latinos”, l’ispanica, l’asiatica, la nativa, l’emigrato; metà donne e metà di colore: ecco l’amministrazione Biden dosata secondo il manuale del politically correct. Si governa con le figurine e gli stereotipi”.

Queste le parole di Marcello Veneziani, in commento alla nuova era statunitense dopo l’insediamento alla Casa Bianca di colui che un giornalista di Rai 2 in una gaffe tutta italiana ha ri-nominato Bin Laiden, e, guarda caso in Siria hanno fatto poco dopo ingresso le forze armate a stelle e strisce. 

Acclamato in patria da attori e cantanti famosi, il jet set deve pure servire a qualcosa, in Italia non poteva mancare la hola dei paladini della democrazia per osannare il neo presidente: politicanti e pennivendoli si sono sperticati in lodi ed ammiccamenti, con l’ho “opinionista” statunitense Friedman che dava della escort alla moglie del presidente precedente, senza che la famosa e famigerata “società civile” avesse nulla da obiettare. Infatti in Italia guai a fare discriminazioni e dire quel che si pensa a meno che non si tratti di chi non è gradito alla “cul tura” del pensiero unico. 

Guarda caso le femministe, impegnate in questi giorni assieme ad esponenti del partito democratico in un’offensiva contro la campagna antiabortista di un’associazione, a proposito Kamala Harris si occupava tra l’altro proprio di pianificazione delle nascite, si sono ben guardate dal dire mezza parola, eppure questo ha dato tranquillamente della mignotta ad una donna solo perché sposata ad un personaggio pubblico. La solita ipocrisia democratica. 

Intanto certi giornalisti, in ossequio alla “teoria” gender hanno cominciato ad usare gli asterischi al posto della vocale finale che indica il genere femminile o maschile, probabilmente anche questi hanno voluto omaggiare così l’avvento dell’era Biden. 

Dopo l’ennesima pagliacciata democratica vista con la fiducia a Conte, mentre continua una profonda crisi economica come continua la questione dell’Italia suddivisa in zone colorate, restrizioni e coprifuoco, l’intoccabile presidente del consiglio si è affrettato a blindare i vertici dei servizi di sicurezza nominando il suo consigliere diplomatico Pietro Benassi, definito da alcuni media addirittura come uomo della Merkel ed “europeista convinto, o meglio filo Unione europea, quell’unione europea del ” libero mercato “dove spopolano gli esponenti del partito democratico, ed oltre a lui, i suoi uomini più vicini, l’ammiraglio Carlo Massagli, il generale dei carabinieri Carlo De Donno ed il generale della guardia di finanza Luigi Della Volpe. 

Con l’occupazione dell’intelligence, oltre a rafforzare il suo potere potrebbe anche prepararsi alla creazione di una sua forza politica, centrista, filo Unione europea e liberal, questo potrebbe essere uno scenario futuro. Di certo, non sembra affatto intenzionato a farsi da parte dal centro della scena politica. 

È passato poco tempo dalle parole dell’ex presidente del consiglio Monti, e dei suoi ” consigli ” al governo di far chiudere le imprese in crisi e di riprendere la sua ricetta di tassare gli italiani, ed ora anche un altro ” politico ” del passato fa sentire la propria voce, si tratta di un altro ex presidente del consiglio Letta, del Bilderberg e del Partito Democratico.

“Non torneremo alla società del 2019. È finito il tempo in cui si andava a scuola, all’università e poi si lavorava. Ora per tutta la nostra vita dobbiamo adattarci, cambiare ed essere pronti al cambiamento. E il sistema deve aiutare tutto questo.”

Sono le parole di Enrico Letta, pronunciate in quel circo globalista che è Propaganda Live. 

Era in compagnia, con un tal Diego Bianchi con tanto di maglietta con pugno alzato, e sotto lo sguardo del “giornalista” Marco Damilano e del vignettista antifasciorazzisessista Makkox. Insomma: un bel quadro della sinistra italiana odierna, la stessa che sta finanziando, con i soldi degli italiani, le celebrazioni per il centenario della nascita del partito comunista in Italia, del resto come disse un camerata tempo fa i comunisti erano gli eterni vivandieri della massoneria, ed oggi i risultati li abbiamo sotto gli occhi, li stiamo vivendo. 

La palla dei “diritti civili”: non si tratta altro che del cavallo di Troia di poteri forti e lobbies economiche per pianificare e controllare la nostra vita, mentre loro comandano e si arricchiscono. 

A chi, oggi, parla ancora di democrazia e di libertà per continuare a giustificare tutto quel che sta accadendo, bisogna solo ridere in faccia, anche se uno sputo sarebbe meglio. 

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