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Dalla Farnesina, il nulla. di F.Bellan

Dalla Farnesina, il nulla
Dal confine orientale i rapporti tra Italia e Slovenia continuano a dimostrare la politica fallimentare dell’Italia a cinque stelle. Incapacità ed inadeguatezza sembrano essere il leitmotiv ereditato direttamente da quelli che erano un tempo i rapporti tra l’Italia della prima repubblica e la Jugoslavia di allora, con la differenza che certi politici dell’italietta imbelle e rinunciataria di allora erano nettamente superiori a quelli attuali, e questo riconoscimento non va frainteso con la nostalgia per chi si rese protagonista dell’infamia del Trattato di Osimo, con cui l’Italia rinunciava alla Zona B, lasciando così i territori orientali sotto l’occupazione comunista iugoslava, nel 1975; tantomeno vanno dimenticati, a proposito dei “rapporti” con la Jugoslavia, l’omicidio del pescatore gradese Bruno Zerbin, nel 1986, “reo” di fare il suo lavoro, venne colpito dalle raffiche di mitra sulla sua imbarcazione, secondo la sbirraglia con la stella rossa si trovava in acque iugoslave; o le carcerazioni, in Jugoslavia, di due camerati triestini nel 1987 e nel 1988, il primo per aver “osato” ripristinare i nomi delle località italiane con la vernice, il secondo per essere stato coinvolto in un incidente stradale in cui non aveva nessuna responsabilità. 
La Slovenia, paese membro dell’unione europea, continua con una politica che definire di “buon vicinato” sarebbe un eufemismo. All’inizio dell’emergenza Covid la chiusura dei confini, anche con i massi lungo la strada, come se si trattasse di una situazione di guerra, mentre i flussi migratori della rotta balcanica si riversano in Italia senza che ci sia un’effettiva azione da parte delle autorità slovene, capacissime invece di annunciare un “giro di vite” verso gli italiani che sconfinano mentre passeggiano sul Carso senza rendersene conto, dal momento che non ci sono indicazioni, perché potrebbero essere portatori del virus, oppure di puntare le armi verso una coppia che stava passeggiando, come è successo pochi giorni fa. 
Infine, non vanno dimenticate nemmeno le proteste in occasione del giorno del ricordo dell’esodo e delle foibe, giustificate con la solita menzogna antifascista e anti italiana. 
Mentre dalla Farnesina tutto tace, il nulla al Ministero degli Esteri, nell’italietta a cinque stelle e sinistroide, capace solo di danneggiare la popolazione e di condurre una politica senza senso, se non quello dei poteri forti e delle lobbies. A proposito, sono di questi giorni, le manovre a favore di trasgender e del business dell’ utero in affitto da parte di quella che lo scorso anno si era fatta ritrarre con il cartello “Dio patria e famiglia che vita di merda”, ed a proposito appunto del mercato dei neonati, la nuova frontiera del politicamente corretto, la foto dei bambini nelle culle parcheggiati in un hotel dell’Ucraina è altamente simbolica.
Simboleggia tutto il marciume della loro cosiddetta ” società civile “.

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