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DI “BUONISMO” MORIREMO TUTTI.di A.Sinagra

A Como il Sacerdote Don Roberto Malgesini è stato ucciso a coltellate da un africano.
Il responsabile della Caritas di Como, tale Roberto Bernasconi, ha commentato che il barbaro omicidio sarebbe “frutto di odio e intolleranza”. Quindi il responsabile non sarebbe l’autore dell’omicidio (anche perché affetto da “problemi psichici”: formula ormai sperimentata dalla magistratura palamarizzata) bensì il contesto ambientale in cui si trovava l’assassino, e cioè colpa degli italiani. Ora è chiaro chi fomenta odio e intolleranza.
Tale Roberto Bernasconi non merita risposta per le stramberie da lui dette anche perché risposta adeguata sarebbe ben altra.
Non sto a ricordare gli efferati omicidi commessi da clandestini in Italia che ormai caratterizzano tragicamente la quotidianità.
Voglio solo osservare che se fosse come si dice, e come dice certa magistratura, noi importeremmo una quantità inimmaginabile di disturbati mentali. A meno che non si tratti della “nuova cultura” e del “nuovo stile di vita” di boldrinesca memoria.
La seconda osservazione è che quando l’assassino è italiano o comunque bianco di pelle, si è sempre in presenza di soggetti mentalmente sanissimi e, in più, anche fascisti.
Al riguardo, la Sen. Liliana Segre ha perso un’occasione per tacere quando ha commentato come crimine “fascista” il barbaro assassinio a Colleferro del giovane capoverdiano e già cittadino italiano Willy, commesso da quattro farabutti che andrebbero messi al muro e fucilati all’istante.
La morale che si trae dalla situazione ormai diffusa in Italia è che o si prendono le dovute iniziative secondo quello che la legge prevede, oppure moriremo tutti per mano di “buonisti” a cominciare da chi sta al governo e in particolare dalla inqualificabile e impresentabile Ministro dell’Interno che ancora tace su quale sia l’attività lavorativa dei suoi figli.
Augusto Sinagra

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