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Dublino 13 agosto di F.Bellan

A Balbriggan, una cittadina metropolitana ad una trentina di chilometri da Dublino divampa un incendio. Il pronto intervento dei vigili del fuoco è riuscito a limitare i danni.

E’ da tempo che nella periferia della capitale irlandese è in corso una guerra fra gang africane per il controllo del mercato della droga.

I residenti sono in ostaggio di ogni genere di violenza, una violenza degna delle “migliori” metropoli, armi da fuoco, armi bianche, attentati, intimidazioni.

La Garda, la polizia irlandese sembra inefficiente nell’affrontare l’ondata di violenze, al momento non vi sono state operazioni di rilievo.

Il problema droga è da decenni presente nella capitale della repubblica irlandese, con lotte tra i vari signori della droga di Dublino, in passato a pagare con la vita è stata una giornalista impegnata nel contrastare l’ascesa dei baroni della droga, Veronica Guerin, sulla sua storia era uscito un famoso film intitolato a suo nome, ora la storia sembra ripetersi in peggio.

In passato anche l’IRA, l’esercito repubblicano irlandese, era scesa in campo, anche se i media e le istituzioni propendevano ad un interesse di taglieggiamenti verso gli spacciatori, quel che è certo, è che anche suoi elementi sono stati presi di mira e, in passato, sono caduti per questi fatti, ed ultimamente anche a Belfast, ci sono stati degli omicidi, di un esponente di una gang dublinese in una roccaforte repubblicana e dopo qualche mese di distanza ci sarebbe stata la rappresaglia nei confronti di un esponente repubblicano, stando a quanto dichiarato dalle indagini di polizia, a Falls Road, la più famosa area repubblicana della capitale nordirlandese.

In questo caso lo scenario è diverso, Dublino città cosmopolita si sta scontrando con la società multirazziale, ed i suoi effetti, le gang d’immigrati e lo spaccio di droga, le violenze e gli omicidi.

Anche a Dublino negli ultimi mesi sull’onda delle proteste cominciate dagli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd, è sbarcato il Black Lives Matter, quel movimento finanziato dal cosiddetto deep state, da lobbies economiche e poteri forti che vogliono instaurare quella “società aperta” che vede la sua realizzazione nella società multirazziale, nella legalizzazione delle droghe, nei “diritti” lgbt, nell’educazione gender, nella pianificazione delle nascite, nella disintegrazione della famiglia,…e tutto in nome dei loro loro interessi a discapito di tutto quello che dovrebbe essere naturale, in nome del loro “progresso”.

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