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Fedele alla Repubblica.Di Barbara Spadini

«Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.»
(Legge 23 agosto 1988, n. 400, articolo 1 comma 3)
Questa è la formula con la quale i ministri e il presidente del consiglio in Italia prestano giuramento prima dell’inizio del loro mandato.
La repubblica italiana è nata dalla macelleria di piazzale Loreto, dagli stupri alle ausiliarie della RSI, dalle marocchinate, dai bombardamenti alleati a tappeto, dagli omicidi partigiani a danno della gioventù italiana inquadrata nei ranghi della RSI, dai famigerati tribunali speciali ed era già lorda di sangue quando era ancora in fieri;
la costituzione italiana è fondata sull’antifascismo, vedi :«È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dalla entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.»
(XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana) e vedi anche la legge 20 giugno 1952, n. 645 (cosiddetta legge Scelba) in materia di apologia del fascismo,che sanziona «chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e «chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».
In virtù di queste “certezze” istituzionali, anche questa volta mi sono astenuta dal voto, poichè NESSUN PARTITO, NESSUNA ISTITUZIONE ITALIANA potrà mai rendere giustizia ai Caduti della RSI nè riconoscerne il valore ed il sacrificio.
In questo mondo italico che non ha più bisogno di eroi, perchè gli antieroi vincono sempre, a partire dai politici non eletti che si ritrovano al governo, la mia coscienza di cittadina libera da briglie mi impone una precisa condotta etica, per il bene della verità storica e della tutela del valore immenso che per me ha la cura della res publica, che dovrebbe essere assolutamente gestita senza ideologie di alcun tipo.
Dicono che chi non vota non deve poi lamentarsi: infatti è verissmo. Ho esempi davanti e parlo di soldati della RSI, che non si lamentarono, ma presero lo zaino in spalla ed andarono a cambiare l’Italia per emendare un tradimento e di questa azione fecero una bandiera, quella tricolore con l’aquila al centro, quella dei combattenti che nulla avevano da guadagnare, ma anche la vita da rischiare, per puro amore di patria.
Sono le rivoluzioni d’amor patrio che cambiano le cose, non le croci con matita copiativa disinfettata nella cabina elettorale.
Astenersi da commenti, grazie!
Su questo punto punto di vista, che è per me vangelo e retta via, non tratto nè discuto con alcuno.
Una certezza in mezzo a tanti dubbi. Una guida nelle ore buie.

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