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FOIBA DI JAZOVKA, RIESUMATI I CORPI DI 814 PERSONE di F.Bellan

Lunedì scorso, le operazioni di recupero delle vittime dei partigiani di Tito dalla Foiba di Jazovka, nei pressi di un villaggio nel Comune di Žumberak, in Croazia, non poco lontano dal confine sloveno.

Sono stati riportati in superficie i resti di 814 corpi, riferiti a ustascia, domobranci, civili, medici, infermieri e suore di diversi ospedali di Zagabria, gettati nella cavità alla fine e dopo la seconda guerra mondiale dai partigiani comunisti: rirovati anche i resti di donne e bambini, vittime dei boia con la stella rossa.

Sarebbe interessante cosa avrebbero da dire in merito quanti hanno appena negato pubblicamente le foibe nei giorni del “regalo del Balkan” agli sloveni da parte di Mattarella & company: quello storico e quell’autore, entrambi sloveni, ai più sconosciuto e che è stato premiato con le onorificenze da questa repubblica che nei confronti delle genti e delle terre della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia si è sempre comportata in maniera vile e rinunciataria. 

Se del Balkan abbiamo già parlato diverse volte, è sempre bene ricordare che i “risarcimenti” gli sloveni li avevano già ricevuti negli anni ’60, e un secondo risarcimento, stimato oltre i 20 milioni di euro, in un momento di crisi come questo, solo per partecipare ad un mercato delle vacche ed assicurarsi l’appoggio sloveno per la candidatura di Milano come sede dell’agenzia del farmaco, candidatura puntualmente persa da parte “italiana”, rappresenta solo l’ennesimo tradimento da parte delle istituzioni verso la nostra gente e la nostra storia. 

Se per gli italiani dei territori orientali i massacri delle foibe, gli annegamenti nelle acque dalmate, le torture, gli stupri e gli omicidi sono stati una vera e propria pulizia etnica, nemmeno i serbi, i croati e gli sloveni sono stati risparmiati dai metodi assassini delle bande partigiane di Tito: è stata pulizia etnica ed è stata anche l’eliminazione di tutti gli anticomunisti. Con la complicità dei loro alleati inglesi, americani, resistenza ” italiana ” e regio esercito, la soldataglia comunista iugoslava, si è resa responsabile di quei massacri che si sono replicati nel corso della guerra nei Balcani negli anni ’90. 

Siamo scesi in piazza due settimane fa contro la “visita dei due presidenti”, militanti di Avanguardia Nazionale, del VFS e del GUD assieme agli altri camerati triestini, per protestare contro il risarcimento del Balkan, contro l’equiparazione tra gli infoibati e i 4 fucilati di Basovizza del 1930, che si battevano per l’annessione di Trieste e Gorizia al Regno di Jugoslavia, e ci muoveremo sempre nella direzione della verità, della libertà e della giustizia. Tre parole che ancora oggi, per le istituzioni di questa repubblica, non valgono nulla quando si parla delle genti e della storia della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. 

Noi invece non abbiamo dimenticato, non crediamo alle loro “riconciliazioni” a senso unico, non dobbiamo scuse a nessuno, e non dimenticheremo mai. 

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