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GRILLO, L’ORGIA DEL POTERE

di Gigliola Medici

“Quello che so, e considero non tollerabile, a prescindere dal caso specifico, è che una persona con questa visibilità faccia passare come se nulla fosse concetti di una gravità e di una violenza spaventosi:1. Che una donna che non denuncia immediatamente uno stupro sia meno vittima, come se esistesse una scadenza, un termine biologico per elaborare una violenza fisica e psicologica del genere. E, se anche esistesse, certo non toccherebbe a un uomo stabilirlo, e meno che mai a un consanguineo del presunto carnefice.2. In pochi lo hanno sottolineato, ma quel passaggio sui “ragazzi che si divertono saltellando col pisello in mano” è figlio, padre, fratello, parente stretto di una incultura maschilista talmente radicata nella nostra società da passare quasi inosservata, come rumore di fondo nella sterile faida politica tra pro e contro Grillo, tra garantisti e giustizialisti. A prescindere dalle responsabilità penali, non c’è nulla di divertente in quatto ventenni in mutande attorno a una coetanea sola, in posizione di estrema sudditanza fisica e psicologica, ma solo la rappresentazione fallocentrica di una società che nel 2021 stiamo lottando per cancellare. No, mi spiace, per quanto mi sforzi, non riesco a capire o a condividere un padre che urla per difendere all’estremo un figlio a suo dire ingiustamente accusato di stupro. Non è sacrosanto come scrivono alcuni che un padre difenda sempre e comunque il proprio figlio, a prescindere. È sacrosanto, piuttosto, che lo ascolti e lo supporti, e che sappia riconoscerne gli eventuali errori e a pretendere che se ne assuma sempre la responsabilità. E aiutarlo e supportarlo, in un caso così delicato, significa restare in silenzio e rispettare il lavoro degli inquirenti. Se non lo riesce a fare come padre, lo faccia per il suo ruolo pubblico, per il rispetto della ragazza coinvolta (verso la quale non ha mostrato la minima traccia di empatia) e per tutte le donne vittime di violenza che non meritano di vedere banalizzati e offesi la propria storia, il proprio dolore”

Gigliola Medici

9Vincenzo Nardulli e altri 8Commenti: 6Mi piaceCommenta

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