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Halloween e le maschere di A. Bosna

La festa di Halloween, di origine celtica e che oggi ha assunto una veste per lo più consumistica, è qualcosa che può ricollegarsi al carnevale e in più in generale all’uso della maschera. L’uso più antico che si conosca della maschera è quello associato ai culti ed ai riti delle società arcaiche, di cui un’eco la si può rinvenire in antiche forme teatrali, sia di oriente, che di occidente.

L’idea fondamentale che fu alla base di tali forme cultuali prima, e teatrali dopo, consistette nell’arcaica convinzione che l’uomo che avesse voluto conoscere quale fosse il corretto modo di vivere, avrebbe dovuto connettersi con la volontà di Potenze superiori alla propria individualità. Quindi il sacerdote nel culto, l’attore nel teatro, secondo la prospettiva del modo di pensare e di sentire del mondo arcaico, con l’uso della maschera intendeva mettere da parte la sua persona individua, per far sì che fosse il dio a parlare attraverso di essa.

In seguito, molto tempo dopo, nacquero delle feste annuali nel mondo antico, ad esempio i Saturnalia della prisca romanità, durante le quali si tolleravano, per un periodo breve di giorni, episodi di vario disordine che rovesciavano l’ordine consueto imposto dalle leggi: gli schiavi comandavano ai padroni e questi li servivano, si davano le insegne della regalità a criminali (salvo poi a condannarli in seguito) ecc. Anche nel medioevo cristiano durante il carnevale, che come si sa è un periodo che precede la quaresima, si permettevano episodi di apparente sacrilegio, come ad esempio introducendo un asino (simbolo satanico) nel coro di una Chiesa, dove veniva onorato ed osannato. Sempre nel medioevo, durante la festa dei folli si permetteva al basso clero di abbandonarsi a tutta una serie di sconcezze, facendo la caricatura della liturgia e della gerarchia ecclesiastica, mascherandosi con lunghe orecchie ed altri elementi che richiamavano la figura dell’asino.

Come mai tutto ciò, viene naturalmente da chiedersi? La spiegazione più plausibile è che nel permettere in un periodo limitato di giorni all’anno (semel in anno licet insanire) un modo di vivere alla rovescia, rompendo ogni norma morale e giuridica in queste antiche società, si riteneva di dare libero sfogo a tendenze impulsive ed istintuali, le quali se tenute sempre a freno avrebbero potuto causare effetti di gran lunga più negativi, sia per l’individuo che per l’intera società. Era un modo, in altri termini, di tenere a bada l’irruzione di Forze infere nel resto dell’anno con il ritorno al caos.

In seguito, nella storia, tali concezioni sono state via via abbandonate essenzialmente perché, con l’affermarsi progressivo di una cultura materialistica, non si è data più importanza alla sfera infera che abita in ciascun soggetto, ritenendola solo frutto di superstizione. Però di recente, anche grazie alle scoperte della psicologia del profondo di Freud, di Jung, di Adler ed altri ricercatori, il problema dell’influenza della sfera del sub-conscio nella vita e nelle esperienze dell’uomo, è ritornato in auge, sia pure in una visione limitata alla dimensione della psiche individuale. Difatti, se si studiasse con accuratezza l’enorme patrimonio spirituale e culturale racchiuso nelle Sacre Scritture sia cristiane, che induiste, buddiste, taoiste e islamiche, nonché tutto ciò che i grandi miti dell’area mediterranea e nordica ci hanno lasciato in eredità, e ancora l’altrettanto maestoso patrimonio che ci deriva dalla riscoperta delle tradizioni spirituali dei popoli arcaici senza scrittura, la Conoscenza di ciò che l’individuo è nella sua totalità, si allargherebbe a dismisura.

Volendo fare solo qualche considerazione sull’aspetto “infero” alla coscienza, è bene sapere, per chi volesse prendere sul serio la realtà delle cose, che in ciascun uomo, anche quello che sembra essere il più santo, alberga il suo contrario, cioè una serie di Forze istintive e caotiche che comunemente chiamiamo “demoni”. Nei riguardi di queste Forze, di solito l’uomo, che vive una vita ordinaria, è spesso e volentieri come un burattino che viene mosso da esse, al di là del suo apparente volere. Inoltre, ciò costituisce la cosa più grave, nelle nostre società moderne, che si ritiene siano molto più evolute delle precedenti, si fa di tutto perché tali Forze temibili possano essere messe liberamente in circolazione, causando danni incalcolabili sia sugli individui singoli, che sull’intera collettività e anche sull’ambiente fisico.

Le migliaia di pellicole filmistiche che presentano quotidianamente storie di violenza efferata, di sessualità morbosa, di insopportabile stupidità, di menzogne evidenti e così via, non fanno altro che fornire una potente energia alle Forze demoniche e del caos.

E per concludere, anche se l’argomento avrebbe bisogno di una più lunga trattazione, le maschere e halloween contribuiscono notevolmente all’irruzione delle Forze del Caos in tutta la società, perché (basterebbe osservare l’aspetto malefico e diabolico che hanno le maschere) con l’uso sconsiderato che si fa di esse, si produce un’incauta e stolta evocazione di Forze infere.

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