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I cantori della società civile ed aperta. di F.Bellan

Giornalisti, in questa categoria sì può veramente trovare di tutto, dai professionisti appassionati e scrupolosi, fino ad arrivare ad autentici professionisti della menzogna. 

In Italia, purtroppo, quella che dovrebbe essere l’informazione, è troppo spesso, se non quasi sempre, condizionata dell’ipocrisia e dai cosiddetti “valori” che vorrebbe imporre il pensiero unico. 

Sfogliando un giornale a Trieste, in due giorni, due esempi lampanti di condizionamento indiretto e di quella che sarebbe riduttivo definire propaganda del sistema. 

Se la notizia riguardo gli arresti ed il sequestro della caserma dei carabinieri di Piacenza è stata accompagnata da una foto raffigurante un immigrato seduto a terra con le mani legate dietro la schiena, è stato per accompagnarla ad un messaggio forte, seppur indiretto: il povero immigrato vittima degli abusi e della brutalità dei carabinieri. 

In pratica questi professionisti della disinformazione, anche dalla didascalia, mandano il messaggio del “povero” spacciatore brutalizzato e privato della sua “merce” dagli abusi della legge. Mentre sarebbe stato certamente più professionale puntare i riflettori sulla piaga della droga che si abbatte su tante persone, rovinando intere famiglie, e che coinvolge anche rappresentanti di quelle forze dell’ordine che dovrebbero contrastare il dilagare della droga, invece di entrare in un business che definire omicida è riduttivo ed approfittarsi dell’impunità di una divisa. 

Dalle “feste” in caserma con escort e trans, dalle torture allo spaccio di droga, e nel 2018 ai componenti della caserma avevano riconosciuto un encomio solenne il contrasto allo spaccio di droga, sembra un film, invece è la realtà di questo stato. 

Questi sono i risultati delle politiche permissiviste e tolleranti di questo stato riguardo la tossicodipendenza: di uno stato che rappresenta un sistema marcio e corrotto, e questo non è da oggi, non si tratta di una grande scoperta. 

Il giorno successivo invece un articolo di sdegno, da parte di uno dei big di questo giornalismo allineato, per una lettera giunta in redazione riguardo il “povero immigrato” di turno che si è presentato al mare in pantaloni, ed in questo contesto si è scatenata l’apoteosi del politicamente corretto. Una filippica che a leggerla uno si chiede in che città, in che mondo, vive chi sdegnato ed istericamente scandalizzato a momenti, dopo aver tirato in ballo immancabilmente il Terzo Reich, sembrava pronto a scomodare anche il Ku Klux Klan, con le immancabili accuse di razzismo contro chi aveva osato lamentarsi del comportamento dell’immigrato. Va detto anche che sul lungomare triestino, spesso gli immigrati si abbandonano a comportamenti che definire poco urbani sarebbe un eufemismo: lo stesso giorno sui quotidiani on line usciva la notizia di un immigrato ubriaco che si abbandonava ad atti osceni davanti a minori ed anche bambini, in mezzo ai bagnanti. 

Le stilettate politicamente corrette dell’articolo proseguivano, insinuando il dubbio, che il povero immigrato fosse in realtà un viandante, che si sarebbe fermato per rinfrescarsi e poi “proseguire il suo viaggio”, dal momento che, sempre secondo la fervida fantasia buonista ed accogliente, gli immigrati a Trieste non si fermano, sarebbero solo di transito, verso altre destinazioni. Come un treno che passa ad una stazione. 

C’è da chiedersi se il giornalista, si sia mai fatto un giro in città, non c’è posto dove non ci sia la presenza di questi ” ospiti ” intenti a bighellonare nelle strade. Allora le notizie che li vedono protagonisti di spaccio di droga e violenze di ogni genere, sono frutto di fantasie? Fantasie che colpiscono anche i suoi colleghi, quando devono riportare le “gesta” dei “poveri immigrati”.. Allora a cosa servono le varie associazioni accoglienti e buoniste che gestiscono appartamenti e posti letto, e che godono anche di contributi pubblici, se a Trieste gli immigrati non si fermano? Si tratta in realtà di alberghi che hanno trovato una formula diversa per aggirare il pagamento delle tasse e per avere anche delle sovvenzioni a carico dei contribuenti? 

Non diciamo cazzate! 

Il ” gran finale ” da piagnisteo buonista immagina il “povero immigrato” raffigurato a guardare il mare che pensa a quel che ha dovuto sopportare nel viaggio ed alla lontananza da casa, è la sublimazione della fantasia. 

Per dirla con un’espressione fantozziana, è una cagata pazzesca: tutta questa situazione che si è creata, e non a caso, riguardo la questione migratoria ci sta portando, di giorno in giorno, in un mondo peggiore. 

Infatti è del giorno dopo la notizia del fermo a Catania di 28 appartenenti a quella mafia nigeriana che sta imperversando in molte delle nostre città, con traffici di droga ed altre attività criminali, così come dalle cronache si può apprendere di tre afghani che hanno occupato un’abitazione nel pordenonese, questo giusto per fare un paio d’esempi, in realtà si potrebbe scrivere un libro sulle gesta dei “poveri migranti” in Italia. 

Facile, comodo e redditizio, scrivere il “nuovo vangelo” secondo le regole della “società civile”, e aperta, provino ” lorsignori ” a scendere dal piedistallo e a cercare di vivere una vita normale, magari con famiglia a carico, ed uno stipendio solo, poi ne potrebbero riparlare e chissà cosa avrebbero da dire. 

Un’ultima considerazione, chissà se questi lascerebbero tranquillamente qualcuno dei propri cari (moglie, figli, genitori,…) ad aspettare un autobus da soli, o ad attraversare la città a piedi nel buio della sera. 

Viviamo in un mondo destinato a peggiorare, con uno stato assente che pensa a tutelare solo i propri privilegi, una casta che attraversa in maniera trasversale le istituzioni ed i media, dove qualcuno vorrebbe imporre quel pensiero unico che dovrebbe far passare per normale tutto quel che normale non è: questa sarebbe la loro “società civile”.

In realtà si tratta proprio della negazione di civiltà, mentre dalla rotta balcanica ed attraverso gli sbarchi continuano a riversarsi in Italia, giorno dopo giorno, i ” poveri profughi “. Lo spettacolo deve continuare. 

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