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Il nuovo “rappresentante speciale” per l’Iran nominato da Trump: il noto criminale di guerra Elliot Abrams di L.Lago

Lo scorso 6 agosto ° , Brian Hook, già rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Iran e Senior Advisor del Segretario di Stato, Mike Pompeo, si è dimesso dal suo incarico.
Come si legge nella dichiarazione del Segretario di Stato americano Mike Pompeo:
“Hook è stato il mio punto di riferimento sull’Iran per oltre due anni e ha ottenuto risultati storici (?) contrastando il regime iraniano.
Ha negoziato con successo con gli iraniani il rilascio di Michael White e Xiyue Wang dalla prigione. Il Rappresentante speciale Hook ha anche servito con distinzione come Direttore della pianificazione politica e ha avviato una serie di nuove strategie che hanno portato avanti gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei nostri alleati. È stato per me un fidato consigliere e un buon amico. Lo ringrazio per il suo servizio. “

Allo stesso tempo, risulta chiaro che, all’apparenza, Hook non ha fatto abbastanza nel tentativo di cambiare il “comportamento” dell’Iran e non ha ottenuto alcuna parvenza di cambio di regime nonostante la massiccia pressione esercitata dagli USA su Teheran, per tutto il 2019 e nei primi 8 mesi del 2020.

Il nuovo rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Iran, tuttavia, è un famigerato “falco” con un’ampia esperienza nei tentativi di cambio di regime.

Elliot Abrams è meglio conosciuto per il suo coinvolgimento nello scandalo Iran-Contras che avvenne durante l’amministrazione Reagan e che aveva portato alla sua condanna nel 1991 per due reati di illecita diniego di informazioni al Congresso. Successivamente era stato graziato da George HW Bush.

Elliott Abrams, nel 1991 è stato sottosegretario di Stato ed è stato condannato per aver negato le prove dello scandalo ma, dopo un patteggiamento, gli era stata concessa solamente una pena di due anni di libertà vigilata, e successivamente era stato graziato dal presidente George HW Bush.
Abrams è comunque un criminale di guerra già condannato per i crimini commessi in Iraq durante l’invasione del 2003.

Abrams era stato uno dei pianificatori chiave dell’invasione e dell’occupazione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003.

Più recentemente, Elliott Abrams ha servito (e continua a servire, sì, assumerà entrambi i posti) come rappresentante speciale degli Stati Uniti in Venezuela negli sforzi per il cambio di regime iniziati nell’aprile 2019 e fino ad oggi del tutto falliti.

“La nomina di un uomo, noto per il suo odio nei confronti dell’Iran e per la sua esperienza delle tecniche di sobillazione e di ricerca per un cambio di regime, sia in America Latina che in Medio Oriente, può essere vista solo come un segnale che Trump è determinato a un confronto sconsiderato con l’Iran, se davvero intende o no arrivarci”, ha detto l’ex ambasciatore del Regno Unito in Siria Peter Ford.

L’ex diplomatico delle Nazioni Unite Jim Paul ha affermato che la nomina di Abrams da parte di Trump è un segno che una nuova fase dell’intervento statunitense in Iran potrebbe essere in procinto di iniziare.
A prima vista, ha spiegato Paul, potrebbe sembrare strano che ad Abrams venga assegnato il portafoglio dell’Iran quando è già inviato per il Venezuela, ma i due incarichi sono molto simili.

“Per decenni, Abrams è stato una figura di spicco a Washington associata all’organizzazione e alla promozione dell’intervento statunitense. Sebbene abbia lavorato soprattutto in America Latina, è stato coinvolto anche in Medio Oriente, soprattutto a sostegno di Israele ”, ha detto Paul. “È un ideologo falco neocon che ci si può aspettare che lancerà iniziative di cambio di regime contro l’Iran”.

Ford ha detto che la nomina di Abrams non spaventerà né scoraggerà certamente l’Iran, che ha dimostrato nel Golfo di non essere intimorito e di poter rispondere “con veleno contro l’aggressione”.

Ford ha detto che “il risultato meno negativo” sarebbe che l’Iran leggesse la mossa di Trump come uno stratagemma elettorale e non gli prestasse molta attenzione.

“Il peggio sarebbe che fosse un vero presagio di una guerra calda in Medio Oriente che renderebbe l’Afghanistan e l’Iraq simili a campi da gioco”, ha detto l’ex ambasciatore del Regno Unito in Siria.

Ford ha detto che l’incarico di Abrams è un segnale preoccupante, per dirla alla leggera.”Mettere Abrams a capo della politica iraniana è come affidare a un incendiario i vigili del fuoco”, ha concluso Ford.

Nota: Nella gestione di Abrams si fanno risalire una serie di atrocità e di massacri compiuti dai militari finanziati dagli USA in America Latina, in particolare in Nicaragua e in Salvador. In questo Abrams si era distinto per far consegnare segretamente attrezzature militari ai paramiltari “contras” del Nicaragua con il pretesto di aiuti umanitari. Come hanno notato i commentatori , questo è stato particolarmente rilevante adesso, quando l’amministrazione Trump attacca Maduro per aver rifiutato di far entrare gli “aiuti umanitari” dagli Stati Uniti in Venezuela.
Abrams fu accusato di aver coperto lo spaventosi massacro di civili avvenuto a “El Mozote” in Salvador operato dai mercenari assoldati dalla CIA. Altro episodio imputabile ad Abrams era stato l’assassinio nel 1980 dell’arcivescovo Oscar Romero, ucciso per ordine del maggiore Roberto D’Aubuisson, uno dei partner dell’amministrazione USA nel Paese. Allo stesso modo Abrams, nel caso del Guatemala, fu accusato di aver favorito una campagna di genocidio nel paese e si difese sostenendo che il massacro dei civili veniva “ridotto passo dopo passo” e che era un “progresso” che doveva essere “premiato e incoraggiato”.
Nel caso del Venezuela Abrams è arrivato a sostenere che è “sempre la posizione degli Stati Uniti” quella di proteggere i diritti umani, anche in Venezuela, e ha sottolineato che “gli Stati Uniti non volevano armare le forze anti-Maduro”. Si è visto infatti dai tentativi di golpe con il reclutamento di mercenari colombiani e con l’arresto da ultimo di due mercenari di nazionalità statunitense.
Elliot Abrams risulta quindi un criminale di guerra ed un mentitore seriale e non meraviglia che abbia trovato il suo posto nell’Amministrazione di Trump, accanto ai più fanatici neocon come Mike Pompeo e Mike Pence.

Fonte: South Front

Traduzione e nota: Luciano Lago

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