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Il raglio degli asini di F.Bellan

La recita “antirazzista” degli esponenti della sinistra governativa, capitanati dall’ex presidente della camera, in parlamento ha dimostrato, per l’ennesima volta, tutta la bassezza del melodramma messo in scena da questi patetici politicanti. La settimana precedente era stata una giornalista a prendere le luci della ribalta dell’ipocrisia politicamente corretta, questi hanno voluta superarla in una sorta di gara mediatica. 
In un discorso senza capo né coda, dove sono stati accomunati disabili, omosessuali, ebrei, musulmani, …, questi hanno voluto mettere in scena una recita antirazzista, nel parlamento di uno stato, l’Italia, che non è, e non è mai stato, razzista. Dimostrando ancora una volta di essere proprio loro quelli che creano divisioni e fomentano le discriminazioni, in una sceneggiata al limite del delirio. 
Quel che è accaduto a Minneapolis non c’entra nulla col razzismo, se Floyd fosse stato bianco non sarebbe successa nessuna rivolta: accomunare tutto in un gran calderone dai disabili ai gay, è pura e stomachevole ipocrisia, oltre ad essere la dimostrazione di una buona dose d’ignoranza, è anche la dimostrazione che sono proprio loro quelli a cui servono delle vittime da sacrificare sull’altare del politicamente corretto, senza farsi scrupoli di strumentalizzare una questione delicata come quella della disabilità. 
Questo accade mentre c’è un paese in crisi, dove, dopo il lockdown,  la gente aspetta ancora i soldi della cassa integrazione, chi possiede un’attività è stato praticamente abbandonato a se stesso, tanti cassaintegrati non sanno nemmeno cosa gli riserva il futuro, mentre questi mettono in scena le loro boiate, sembra evidente che a nessuno di “lorsignori” importa di adoperarsi per una ripresa, tantomeno di fare qualcosa per chi si trova in uno stato di incertezza totale riguardo il futuro. Certo, i loro culi, sono al sicuro, a scaldare quelle poltrone che gli permettono di campare alla grande e senza problemi, vita natural durante, a spese dei contribuenti, e grazie agli utili idioti che li hanno votati. Così adesso vediamo proposte da cerebrolesi in nome dell’antirazzismo politicamente corretto e demente, come quella di voler rimuovere la statua di Indro Montanelli, tempo fa a Trieste, la statua dedicata a Gabriele D’Annunzio era stata al centro di analoghe polemiche.
Oggi, questo accade sulla scia delle proteste che negli Stati Uniti sembra si stiano concentrando sulla distruzione e sui danneggiamenti delle statue, in particolare quelle di Cristoforo Colombo. Lo stesso accade in Gran Bretagna, dove si sono viste le mobilitazioni dei tanto vituperati hooligans in difesa di quello che è il patrimonio storico di un popolo. 
Mentre tutto sembra dover passare sotto la lente d’ingrandimento della loro “società civile”, dal film Via col vento ai cioccolatini, questi stanno pianificando gli attacchi a tutto quel che dovrebbe essere naturale. 
Ho visto in rete la foto di una debit card del circuito Antifa, con la dicitura antifamily e antifascist, se non si tratta di un falso, vuol dire che qualcuno sponsorizza, e pure tanto. Ve l’immaginate in Italia un movimento di protesta con tanto di proprio bancomat? 
Il fatto di osteggiare la famiglia tradizionale, e ricordiamo la questione di Bibbiano o quella del Forteto, e di promuovere la cosiddetta ” educazione” gender, le tanto acclamate leggi contro la discriminazione dei transgender, l’omofobia, l’ “antirazzismo”, o in favore della legalizzazione delle droghe, la beatificazione della legge sull’aborto, presentata come una conquista, ed anche la questione degli uteri in affitto, e qui ricordiamo come certi compagni, di vita come anche di partito, si siano ordinati ed acquistati i figli, sono la dimostrazione del tentativo sempre più pressante d’instaurare quel villaggio globale tanto caro a Soros e alla sua Open Society. 
Oggi non ci sono dubbi, ci troviamo in una situazione dove la linea del fronte è ben delineata: da un lato ci sono i progressisti, i fautori della cosiddetta ” società civile “, dall’altro dall’altro, invece, chi non intende rinunciare ai principi e ai valori dell’ordine naturale, chi ha ancora delle idee da contrapporre ad una società che si basa sul nulla e vede i popoli sostituiti da masse di consumatori. 
Dalla loro parte le loro bandiere arcobaleno, il loro black lives matter e il loro antifascismo con cui si arrogano il diritto di giudicare e condannare, grazie anche ai favori di una magistratura impegnata politicamente come abbiamo visto di nuovo recentemente. Dalla nostra parte le bandiere della giustizia sociale, quella stessa che loro si sono impegnati a smantellare e a sostituire con i cosiddetti ” diritti civili “, dell’identità nazionale, della storia e delle tradizioni che questi vogliono negare, e dell’ordine naturale, che ” lorsignori ” vorrebbero stravolgere.

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