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Ingroia, condannato per peculato.

Ingroia, condannato per peculato. 1 anno e 10 mesi. 35mila € in hotel di lusso
Non c’è pace per l’ex procuratore Antonio Ingroia. Dopo le sfortunate vicende politiche, con i flop di Rivoluzione civile prima e Azione civile poi e la mancata nomina a sindaco in un paesino del Trapanese (Campobello di Mazara), ecco che arriva anche una condanna a 1 anno e dieci mesi di carcere (pena sospesa) per peculato. “Il compenso è superiore ai limiti previsti dalla legge”, hanno scritto i pubblici ministeri. L’accusa – si legge sul Giornale – è di essersi appropriato di indennità non dovute. Avrebbe ricevuto l’indennità spettante all’amministratore (e non al liquidatore) e per soli tre mesi di attività si sarebbe fatto pagare il compenso spettante per l’intero anno. A questi soldi si aggiungono altri 7.000 euro per rimborsi spese di alberghi di lusso.

La condanna, è infatti per la parte relativa ai rimborsi delle spese di soggiorno a Palermo: il giudice ha ritenuto infatti che i circa 35mila euro che l’amministratore della società si fece liquidare per stare nel capoluogo siciliano, quando veniva a svolgere le proprie funzioni, non fossero dovuti, perché assorbiti dalla cospicua indennità (50mila euro all’anno) già pagata all’amministratore. Il giudice – prosegue il Giornale – ha parzialmente accolto le richieste dei pm che avevano chiesto la condanna a quattro anni. Il processo nasce dopo una segnalazione della Ragioneria generale della Regione siciliana relativa al periodo in cui Ingroia, su indicazione dell’ex governatore Rosario Crocetta, era stato nominato liquidatore della società regionale Sicilia e-Servizi (oggi Sicilia Digitale), società a capitale pubblico che gestisce i servizi informatici della Regione

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