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Intervista a Oria Gargano : I Grillo e la violenza da padre in figlio.

Oria Gargano che gestisce case rifugio in diverse regioni italiane e che ha raccolto nella sua vita professionale migliaia di denunce e racconti di donne e ragazze violentate:

“Vedere un uomo usare il suo potere mediatico tra urla e occhi di fuori è abominevole. È indegno che lui stia attaccando questa ragazza. La vittima è stata messa alla gogna alimentando una solidarietà imbarazzante. Qui si parla di un reato grave e c’è una persona che sta male. Non possiamo mettere la lettera scarlatta sulle donne vittima di violenza».

Solitamente dopo quanto tempo mediamente una donna o una ragazza denunciano uno stupro?

«Solitamente in tutti i reati ci sono tre mesi di tempo per denunciare. Nel caso dello stupro la legge prevede 12 mesi proprio perché ci si è resi conto che è difficile elaborare una violenza simile. La ragazza ha aspettato di tornare a Milano per denunciare ma c’è chi ci mette più tempo. C’è la vergogna di essere vittime, la paura di denunciare, la mortificazione personale ed interiore per non aver saputo capire il rischio, aver dato fiducia alla gente sbagliata. Ogni donna ha bisogno del suo tempo per capire, comprendere e trovare coraggio e forza di denunciare. Questa cosa degli 8 giorni, ripeto è indegna ed irrispettosa».

Ha ritrovato nella difesa di Grillo qualcosa di analogo ad altri casi di violenza di cui si è occupata?

«Quando Grillo dice che c’è il video in cui si vedono i ragazzi ridere, divertirsi, in mutande dice una cosa che spesso nasconde proprio una violenza. Tutto sembra sereno felice ma in realtà manca ogni tipo di controllo. In più c’è il fattore alcol: Grillo ha affermato che erano ragazzi che si divertivano ma in realtà dovrebbe sapere che per la Legge uno stupro di gruppo è assai più grave dello stupro del singolo individuo. La ragazza sostiene di essere stata costretta a bere wodka, fino ad ubriacarsi e questa è considerata un’altra aggravante per la legge, non un’attenuante».

Cosa pensa del video, da un punto di vista tecnico e comunicativo?

«Nel video il linguaggio è studiato. Ha usato un meccanismo plateale per mistificare la realtà e fare disinformazione sul piano della legge. C’è una costruzione per me dietro a tutto questo per arrivare al cuore dei papà. Il video ha ricevuto oltre 17mila like, una vergogna, per non parlare della serie di commenti che lo hanno accompagnato tutti a favore di Grillo e nessuno per la vittima.».

Cosa dice solitamente alle donne e ragazze che chiedono il suo aiuto?

«Quello che voglio dire è che le donne devono vivere la loro vita senza paura, perché nessuno le deve toccare e devono denunciare. Vivano la loro vita tranquilla».

Riflessioni:

di Antonio Santarelli

c’è un caso nel quale questi “ragazzi” vengono difesi alla pari qualsiasi sia la loro estrazione sociale, nel quale la loro genia guadagna comprensione e indulgenza per via di condizioni economiche, eccesso o carenza di benessere alla pari, padri assenti, in Parlamento o a Regina Coeli, potere di cattivi maestri e di ancora più cattive compagnie. Ed è appunto tutto l’ambito del consumo della merce femminile, dei delitti commessi sulla persona della donna che sui media valgono meno, in alto e in basso, in famiglia e nel lavoro, a letto e in strada, e anche nei tribunali, quelli che amministrano le leggi e quelli che applicano delle convenzioni e delle disuguaglianze.

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