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“Io coltivo”, la campagna governativa a favore della legalizzazione di F.Bellan

Giovedì 25 giugno, fuori da Montecitorio, l’ennesimo show dei deputati della maggioranza di un governo d’incapaci, di dilettanti allo sbaraglio e di politicanti di professione. 
Va in scena la campagna ” Io coltivo ” in favore della legalizzazione delle droghe leggere, una campagna cominciata lo scorso 31 maggio con l’ “autodenuncia” di alcuni parlamentari che hanno comunicato di aver piantato semi di cannabis per sensibilizzare la questione della legalizzazione in parlamento. 
All’esterno di quel palazzo che qualcuno dichiarava di ” voler aprire come una scatoletta di tonno “, erano presenti parlamentari ed associazioni. “In un momento di fragilità economica come quello che stiamo attraversando non possiamo permetterci di ignorare i benefici che la legalizzazione porterebbe al nostro paese. “, a dichiararlo è stata Antonella Soldo, coordinatrice di Meglio Legale. 
Io invece dico esattamente l’opposto, in un momento di crisi come questo, la preoccupazione di ” lorsignori ” sarebbe la legalizzazione? Viene da vomitare! 
Non poteva mancare l’amichetta di Soros, Emma Bonino, già protagonista della campagna in favore dell’aborto, da sempre a favore della legalizzazione, la responsabile di + Europa ha detto “Penso che legalizzare la cannabis sia meglio che proibire. E legalizzare non vuol dire incentivare il consumo ma far venire meno un apporto finanziario a chi specula sul proibizionismo. Legalizzare vuol dire mandare la mafia in bancarotta. “
Il deputato-scrittore Leonardo Penna, in un confuso discorso ha parlato di una sentenza della cassazione riguardo la coltivazione di una pianta ad uso personale lamentandosi della paura nella gente di fronte alla consueta trafila denuncia, processo, sentenza, ed ha quindi fatto il paragone con la cannabis terapeutica, per motivare la campagna in favore della legalizzazione. “Possiamo arrivare, come in altri stati del mondo, ad una forma di regolarizzazione”, ha dichiarato. 
Una trentina d’anni fa ad Amsterdam, una sorta di paradiso, ovviamente artificiale, per i consumatori di sostanze, ho personalmente constatato gli effetti della legalizzazione delle droghe leggere: una fogna a cielo aperto, e la teoria che le sostanze leggere una volta legalizzate farebbero da argine all’uso di quelle pesanti ed allo spaccio in generale è una menzogna colossale. 
Nemmeno si tratta di essere degli alfieri del proibizionismo ad oltranza, anche se personalmente non ho mai visto un tossico iniziare direttamente a farsi di roba pesante e generalmente il rapporto con le droghe inizia gradualmente da quelle ” leggere “.
Questi portano avanti la loro campagna in favore della liberalizzazione per dare un ulteriore distrazione di massa in pasto alla gente, fregandosene altamente di tutti gli effetti che ne potrebbero conseguire. 
Nei progetti della ” società aperta ” sponsorizzata da Soros, la questione della legalizzazione è uno dei capisaldi. Il ” villaggio globale ” voluto da lobbies e poteri forti si basa oltre che sulla società multirazziale e sulla lobby LGBT, sui cosiddtti ” diritti civili “, e non poteva mancare quindi anche il diritto allo sballo. 
Una sentenza di cassazione non diventa automaticamente una legge, e alla paura di Pinna riguardo denunce, processi e sentenze, non si può che reagire con una grassa risata: se commetto un qualsiasi reato so perfettamente quali potrebbero essere le conseguenze nel caso venga scoperto. Chi vuole trasgredire, e fare il “ribelle del sabato sera”, può tranquillamente andarsene incontro alle conseguenze delle sue gesta. Piuttosto Pinna farebbe meglio a preoccuparsi di tutta la malagestione del sistema giudiziario e carcerario, amnistia e indulto non vengono concessi da anni, la cosiddetta rieducazione è un’altra colossale ed ipocrita menzogna, ma è evidentemente più comodo preoccuparsi di creare “categorie protette”.
Quanto alle dichiarazioni della Bonino, riguardo il ” mandare la mafia in bancarotta “: una cagata pazzesca.
Non ha mai sentito parlare degli investimenti in affari perfettamente legali da parte di organizzazioni mafiose? Non ha mai sentito parlare delle cosiddette ” infiltrazioni mafiose ” all’interno delle istituzioni?
Non diciamo cazzate! 
La lotta alla droga va condotta con fermezza non con permissivismo e tolleranza. Vanno incentivate le comunità sul modello di San Patrignano, unica soluzione vista fino ad oggi per una piaga che ha distrutto famiglie intere, oltre alle vite di chi ha fatto uso di quelle sostanze che si sono rivelate un’autentica arma di distrazione di massa e che sono state usate per controllare intere generazioni, per impedire di pensare e per salvaguardare una società marcia e corrotta. 

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