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Irlanda del Nord, molotov contro la polizia.di F.Bellan

Lurgan, contea di Armagh, quella che dall’esercito britannico era definita the bandit country per quanto riguarda la zona a sud verso il confine con la repubblica irlandese, nella mattinata di domenica 23 agosto, una zona del centro abitato è stata evacuata e posta in sicurezza dopo il ritrovamento di un dispositivo sospetto. Poche ore la polizia è stata attaccata con lanci di bottiglie molotov, nel corso di quelli che la stessa PSNI ha definito “disordini”, in una roccaforte repubblicana. 

I vertici della polizia di Armagh City dopo aver diramato la richiesta di evitare la zona dopo gli scontri, avrebbero ringraziato i cittadini che hanno collaborato all’opera di controllo per un allarme rivelatosi falso, dichiarando anche che i responsabili dell’attacco agli agenti impegnati nel raid di controllo non rappresenterebbero tutta la comunità dei residenti nella zona. 

Un copione già visto molte volte nelle città dell’Ulster, sospetti allarmi bomba, irruzione della polizia nelle zone repubblicane, e quindi gli scontri, tutto “sotto controllo” sulla via della normalizzazione, per come può essere inteso il termine “normale” in Irlanda del Nord. 

Nell’arco della settimana precedente, un raid congiunto della polizia nordirlandese e di quella della repubblica aveva portato ad una serie di perquisizioni e a nove arresti. Nel mirino delle forze di sicurezza potenziali elementi, ed eventuali fiancheggiatori, di quella che viene definita New IRA, la formazione repubblicana e dissidente rispetto al processo di pace, che al momento sta più preoccupando le forze di sicurezza, anche in vista dell’imminente Brexit.

Risale al giorno prima, invece, la notizia di un’operazione di polizia contro la criminalità collegata all’Irish National Liberation Army, una fazione repubblicana che si rifà direttamente al marxismo, conclusasi con un sequestro di droga e denaro a Belfast. 

Brexit: un’altra situazione che sembra non accontentare nessuna delle due comunità nordirlandesi. Quella cattolica/repubblicana non vuole nemmeno sentir parlare di ritorno dei confini sull’isola, mentre quella protestante/lealista vede qualsiasi “apertura” da parte britannica come una concessione all’IRA, e come un tradimento da parte del governo nei confronti del lealismo e dell’unionismo. Del resto come i primi si sentono irlandesi, i secondi si sentono, a tutti gli effetti, britannici. 

Intanto le prossime parate lealiste per le celebrazioni del Black Saturday, originariamente in ricordo della fine dell’assedio della città di Derry/Londonderry da parte delle truppe cattoliche alla fine del 1600, previste in parecchie località dell’Ulster, a causa delle restrizioni per l’emergenza Covid avrebbero avuto, da parte della commissione che si occupa delle parate, la restrizione alla partecipazione di 15 persone al massimo. Mentre nella contea di Tyrone è in atto una campagna lealista contro il calcio gaelico, definito “il braccio sportivo dell’IRA”.

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