Crea sito

La dittatura del pensiero unico in Germania di F. Bellan

Ursula Haverbeck – ultranovantenne – è stata di nuovo condannata per reati d’opinione. Un anno senza condizionale dal tribunale di Berlino per quanto detto durante una intervista su Youtube data al Volkslehrer . La sentenza non è ancora esecutiva. 

È tornata in libertà dopo due anni di carcere, sempre in merito a reati d’opinione, dal mese scorso, e la “giustizia” tedesca continua ad occuparsi ossessivamente di quanto asserisce la signora Haverbeck, così come in passato si è accanita contro l’avvocato Horst Mahler ed altri per accuse sempre basate su reati d’opinione, in merito a quanto accadde all’epoca del secondo conflitto mondiale. 

In una società basata su un senso di colpa fin dal dopoguerra, e questo grazie alla scomparsa di una generazione, se essere nazionalisti può già essere considerato un reato, ed in questo la prova è evidente dai tentativi del passato di mettere al bando l’NPD, il partito nazionaldemocratico, anche con l’ausilio delle infiltrazioni da parte dei servizi di sicurezza, o le organizzazioni politiche messe fuorilegge in passato, ancora peggio è mettere in discussione la storiografia ufficiale. Le porte del carcere si aprono molto facilmente, alla faccia della libertà d’opinione. 

Accanirsi contro le persone, per di più anziane, sarebbe una prova di civiltà e di libertà, o piuttosto l’ennesima conferma dell’esistenza del tentativo pressante d’instaurare il pensiero unico su quella che è stata la storia della Germania, e dell’Europa intera, da parte di lobbies politiche ben precise? 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: