La nostra Europa.Di F.Bellan

Quante volte sentiamo dire “dell’Europa non me ne importa nulla”, ” bisognerebbe uscire dall’Europa “, ed altri luoghi comuni sulla stessa linea. 

Certo l’Unione europea, quella del ” libero mercato “, quella del piddino Sassoli, della von der Leyen, della Bonino e di tutto il solito variopinto carrozzone politicamente corretto, dei diritti lgbt, dell’accoglienza dei ” poveri profughi “, degli islamici che chiedono alla Svezia di riscrivere la propria costituzione, della Merkel e di Macron, della Banca Centrale Europea, del Mes, delle lobbies economiche, dei poteri forti, della ” società civile ” di Soros & company non ci piace nemmeno un po’, tantomeno ci piacciono certe manovre come quelle descritte sulla pagina Geopolitical News pr

“Il Parlamento Europeo ha approvato una durissima risoluzione ufficiale concernente il caso #Navalny in cui si parla di:

-sospendere il #NordStream2 quale rappresaglia per il presunto avvelenamento

– creare un’università russa “in esilio” in un Paese dei 27 nella quale formare i giovani russi ai valori europei

– per il punto sopra si chiedono meccanismi per incentivare l’emigrazione dei giovani russi in #UE, studenti da iscrivere nell’università russa in esilio e in altri istituti europei

– fornire supporto ad ogni oppositore/dissidente russo che si batte per la democratizzazione della Russia

– scrivere ex novo la strategia dell’Ue per la Russia alla luce dei fatti recenti: meno dialogo e cooperazione, più sanzioni e isolamento

– invito ai 27 a rivedere interamente le loro relazioni bilaterali con la #Russia, soprattutto per quanto concerne la coop nella politica estera, facendo il possibile affinché avvenga isolata in ogni forum internazionale”.

Questa non è l’Europa, questa è proprio l’antieuropa, e a questa bisogna opporsi! 

La nostra Europa è quella dei popoli, delle identità nazionali, una nazione libera, forte e indipendente che dovrebbe essere artefice del proprio destino, e non al servizio dei mercanti della globalizzazione. 

Piaccia o non piaccia, oggi nel mondo in cui viviamo sarebbe impensabile l’isolamento dei singoli stati, e già nella prima metà del secolo scorso c’era stato chi aveva visto nell’unificazione dell’Europa, un terzo blocco, un’alternativa al capitalismo selvaggio e apolide, quello che sta mantenendo il monopolio del potere oggi nel tempo in cui viviamo, ed al comunismo internazionale uscito sconfitto dalla guerra fredda. 

Oggi è lo stesso: l’unica alternativa al globalismo ed alla sua “società civile”, rimane l’Europa delle identità nazionali. Europa nazione rivoluzione, uno slogan che un tempo urlavamo nelle strade, un sogno, un mito, un ideale. 

L’Europa dei nazionalismi, unita, un sogno da rincorrere ancora: l’Europa di Leon Degrelle e di Primo de Rivera, l’Europa della giustizia sociale e dei popoli liberi. 

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