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La rotta balcanica di F.Bellan

La rotta balcanica con i suoi flussi giornalieri d’immigrati che si riversano giorno dopo giorno su Trieste, sta prendendo sempre più la forma di quella che sembra un’inarrestabile invasione, l’arrivo dei periodi più caldi coincide sempre con l’impennata degli arrivi grazie alle favorevoli condizioni climatiche. 
Li vedi camminare per le strade, oppure fermi a riposare, a volte anche a dormire nelle prime ore del mattino, sono stati trasmessi servizi sulle televisioni nazionali, a riguardo, ed anche in questi ultimi giorni. 
Il confine è un colabrodo, e quelli che arrivano non sono proprio quei profughi che fuggono da guerre, carestie, e varie catastrofi, come vorrebbero farci credere quegli incapaci che siedono al governo, coadiuvati da chi si preoccupa esclusivamente di fare gli interessi di quelle lobbies e di quei poteri forti che vogliono imporre quella società “aperta” dove tutto viene concesso, dalla cosiddetta “accoglienza”, alle questioni di quei famigerati ” diritti civili ” con cui stanno smantellando ogni parvenza di giustizia sociale. 
Lo stiamo vedendo, e lo stiamo vivendo, in questo periodo “emergenziale” dovuto al covid. 
A Trieste, come in altre città, dalle cronache si vede come i cosiddetti profughi, richiedenti asilo, o come si vuole chiamarli, continuano a bighellonare in giro, a molestare le donne, a spacciare droga: a proposito, a Trieste, tra giovedì e venerdì, sono stati sei gli arresti per spaccio riguardanti albanesi, ed altri provenienti da Nigeria, Senegal, Iraq,…, cosa del resto che si è potuta constatare anche dalla televisione con le ripetute aggressioni alla troupe di Striscia la notizia. Cambiano le città, ma il copione resta lo stesso, e questi spacciano la loro merda ai figli di questa società malata. 
Qualche anno fa trovandomi in città nel pieno pomeriggio con un conoscente che lavorava nell’ambito della cosiddetta “solidarietà”, perché non aveva la possibilità di trovare altri lavori, incontrando vari gruppi d’immigrati che stazionavano per il centro, mi raccontava le storie di quelli che riconosceva: da uno che era fuggito dal suo paese per evitare la vendetta dei familiari di quello a cui aveva rotto la testa con una mazza da cricket, al componente di quello che al suo paese era un gruppo terroristico, è stiamo parlando di gente che non viveva in povertà nel proprio paese d’origine stando a quanto loro stessi gli avevano raccontato. 
A tutto questo si può aggiungere anche la questione delle malattie, a maggior ragione oggi, infatti hanno anche allestito una sorta di ospedale da campo per quelli che vengono intercettati, ma tutti quelli che passano senza essere individuati? 
Certo, si potrà obiettare che non tutti gli immigrati sono propensi a delinquere, che non tutti sono ammalati, ma questi sono i classici discorsi degli ipocriti, politicamente corretti a senso unico, che parlano perché la situazione non li tocca minimamente, oppure perché sul business dell’immigrazione magari ci campano. 

Sappiamo benissimo che non si può generalizzare, ma non si può nemmeno fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di non vedere quel che sta accadendo. Non è razzismo, è semplicemente buon senso. Quel buon senso di cui sono privi i politicanti di professione che partoriscono sanatorie mentre l’Italia intera si trova alle prese con una crisi senza precedenti. 
Forse verrà il giorno in cui l’intera casta assieme a questa società ” civile ” comincerà a vacillare, a non essere più arrogante e sicura di se stessa, allora sarà finalmente una buona giornata per l’Italia. 
Fabio Bellan

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