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Lacrime di coccodrillo di Fabio Bellan

Le lacrime di coccodrillo di un ministro: è successo di nuovo al parlamento, dopo il famoso pianto della Fornero, ora sotto a chi tocca. Lo spettacolo deve continuare. 
Lacrime versate per la regolarizzazione di 600.000 immigrati, dopo che avevano appena messo in piedi lo show per la “liberazione” della Romano al fine di autocelebrare un governo di incapaci & cialtroni, di bibitari, dj fofo, grande fratello, e via dicendo.
Sembrerebbe più la compagine di un circo, ma invece è questo governo.
Quello che invece di preoccuparsi per l’emergenza sanitaria, la crisi economica ed il futuro dell’Italia, pensa, solo all’autocelebrazione e alla regolarizzazione degli immigrati, mentre attraverso la rotta balcanica il flusso migratorio sì riversa sull’Italia come un fiume in piena, di giorno in giorno. 
Sì sono presentati come quelli che avrebbero avuto a cuore le istanze del popolo, quelli delle riforme, quelli che parlavano di non fare compromessi né clientelismi, ed una lunga lista di belle parole e bei propositi. Per poi mettersi con quel partito democratico che ha abbondantemente contribuito a consolidare questo letamaio. Ora che nel direttivo della onlus coinvolta nella ” vicenda Romano ” ci sarebbe anche la moglie di un deputato targato 5 stelle, sembra proprio una “fatal combinazione”.
Ci sarebbe da sperare solo che a questi brillanti rappresentanti della casta del sistema non venga in mente qualche nuovo show da mettere in scena, ma del resto c’è ben poco da sperare, lo spettacolo deve continuare. 
Se oggi in Italia e nel mondo globale, i Soros, i poteri forti e le lobbies economiche sembrano essere sempre più radicati nelle istituzioni e nel tessuto sociale, ricordiamo come il m5s sia stato votato da una parte di quel popolo che oggi si lamenta, un esempio ci viene da quelle zone rimaste meno contaminate dalla ” cultura del villaggio globale “.
L’altro giorno la polizia montenegrina ha arrestato sette sacerdoti della Chiesa ortodossa serba di fronte alla casa parrocchiale di Niksic.
Un video dei sacerdoti ortodossi della comunità serba del Montenegro, che cantano le loro canzoni mentre sono in stato di fermo nella stazione di polizia è comparso sui social network.
Dalla fede, dalla fede che abbiamo nei nostri valori e nei nostri ideali, devono venire fuori la forza e l’esempio che ci devono contraddistinguere dalla loro ” società liquida, civile ed aperta “, con lo sguardo rivolto al futuro pur restando sempre fedeli al nostro passato. 

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