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Lancio” ANSA del 6 maggio, ore 21,14: “Giorgio Vale si è suicidato

Questo il risultato dell’autopsia, che capovolge la ricostruzione degli eventi che hanno portato alla cattura e al ferimento del terrorista nero…..”

Questa comunicazione contraddice, a sorpresa quelle del giorno prima (Vale è morto alle 13 circa del 5 maggio):

“Lancio” ANSA delle 11,21: “Un terrorista neofascista è stato arrestato questa mattina nel corso di una operazione della Digos. La cattura è avvenuta dopo una sparatoria in via Decio Mura, al Quadraro, nella periferia sud orientale di Roma. Il terrorista, non ancora identificato, è rimasto ferito, ed è stato condotto all’Ospedale San Giovanni. Secondo la prima impressione degli agenti che lo hanno catturato, sarebbe il neofascista Giorgio Vale….”

“Lancio” ANSA delle 12,17: “I medici dell’Ospedale San Giovanni hanno detto che le condizioni di Giorgio Vale sono gravissime. Un proiettile lo ha colpito alla tempia destra, ed è uscito dalla sinistra. I medici hanno chiamato un prete per dargli l’estrema unzione”

È una vicenda come altre di quegli anni….la versione della polizia non convincerà mai del tutto….sembra strano che dei 150 colpi sparati dagli agenti in uno spazio ristretto, contro un bersaglio praticamente immobile, uno solo sia giunto a bersaglio, proprio alla tempia….non si saprà mai chi è l’autore della “soffiata” che porta all’arresto di Vale….resta il dubbio che la sua morte sia “utile” per addebitargli –senza che possa difendersi- la responsabilità della bomba alla stazione di Bologna e molto ricorda quella di Giancarlo Esposti, al quale si voleva addebitare la strage di Brescia

Ma non è di questo che voglio parlare….tra l’altro, andandomi a rileggere qualcosa sull’argomento, mi sono perso in una storia “tutta romana” fatta di sigle, rivalità, vendette e (diciamolo) paranoie, in anni irrepetibili

Alcuni aspetti, apparentemente secondari, danno, però una coloritura particolare a questa vicenda: Vale ha militato prima in Lotta studentesca e poi in Terza Posizione, restando coinvolto in zuffe e qualche rapina per autofinanziamento, per aderire infine ai NAR, dove la sua natura irrequieta, insofferente di gerarchismi che non trovino “sul campo” la loro ragion d’essere, da vero “uomo di mano” meglio si riconosce nell’indiscutibile leadership di Valerio Fioravanti….e, quindi, partecipa a tutte le azioni più eclatanti dl gruppo (il  “disarmamento” del poliziotto di guardia all’Ambasciata libanese, l’azione davanti al Giulio Cesare, la esecuzione di “infami” veri o presunti, la sparatoria di Padova, l’agguato a Straullo, la rapina di piazza Irnerio)

Il suo soprannome  è “Drake”, ed è un mulatto….per quanti Rao, Baldoni, Tassinari & C abbia consultato non sono riuscito a trovare la ragione del soprannome e del suo essere “scuro di carnagione, con i capelli crespi”(chi lo dice figlio di genitori eritrei, chi individua solo la madre come “di colore”, chi parla di una nonna) che gli provocherà qualche problema con stupidi “camerati” biologicamente razzisti

Un’ultima cosa: quando muore non ha nemmeno vent’anni….un’esistenza “consumata” praticamente tra i 18 e i 20….un percorso di vita veramente “non comune”, comunque la pensiate….

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