Crea sito

L’emergenza coronavirus non è solo sanitaria

L’emergenza coronavirus non è solo sanitaria ma anche economica, come era logico prevedere. Se da un lato dopo solo 3 giorni di ”Fase 2” tornano ad aumentare i contagiati e anche, purtroppo, il numero dei deceduti, passati da 174 della fine della prima fase ai 369 dei primi giorni della seconda fase (la maggior parte avvenuti in Lombardia dove tutto è partito), notizie non buone arrivano anche dal fronte dell’economia. L’Unione europea delle banche e delle finanze, da sempre ostile alle Nazioni sovrane e libere, ha stimato che l’Italia quest’anno cadrà in una “profonda recessione”, termine che spaventa e non poco. La pandemia da Coronavirus, con le misure di emergenza sanitaria legate alla chiusura di tutta la Nazione, porterà secondo i finanzieri di Bruxelles, ad una decrescita del nostro Paese che toccherà i livelli peggiori d’Europa (peggio di noi solo la Grecia). Il prodotto interno lordo nazionale è previsto in picchiata e le stime dicono che registrerà un -9,5% alla fine dell’anno solare in corso. Cifra molto preoccupante. Per non parlare del debito pubblico dove anche qui non ci sono certo speranze: si passa infatti da un rapporto debito/Pil del 134,8% del 2019 al 158,9% di fine anno, per scendere poi al 153,6% alla fine del 2021. Intanto iniziano già a farsi sentire gli effetti di questa recessione. Stando sempre ad alcune stime, circa 35 mila negozi chiuderanno per sempre le loro serrande, il 41% dei ristoranti e bar italiani cesserà l’attività, numerosi professionisti dotati di partita Iva non ce la faranno a sostenere le spese e il pagamento delle tasse (che sono state solo sospese e non eliminate…) e quindi anche loro diranno addio all’attività lavorativa. La conseguenza, numerosi lavoratori alle dipendenze di piccoli imprenditori che si troveranno senza lavoro e quindi andranno ad aumentare il numero dei disoccupati. Intanto latitano i soldi promessi per la Cassa integrazione dei lavoratori dipendenti. E nel mentre siamo di fronte ad un quadro a dir poco spaventoso per la nostra economia e quindi del benessere del popolo italiano, il Governo pensa alla regolarizzazione dei clandestini che lavorano in nero nel settore agricolo. Teresa Bellanova, ministro delle politiche agricole, minaccia di fatto le dimissioni per ottenere la regolarizzazione dei clandestini e degli irregolari. Auguri Italia.

di Sansoni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: