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LETTERA APERTA ALL’ON. GIANNI CUPERLO di A. SINAGRA

di Augusto Sinagra

Caro Onorevole, mi rivolgo a lei pubblicamente in relazione ad un suo post pubblico su FB.
Lei sa la stima che ho per lei per il suo garbo e per la sua cultura. Mi spiace che, a causa delle presenti condizioni, non ci si possa incontrare la mattina al bar “900” o dal veterinario (no per noi, ma per i nostri animali …), come qualche volta capitava.
Lei con il suo post ha censurato il ricordo ufficiale che la nostra Marina Militare ha voluto fare nella ricorrenza del 25 marzo 1941 dell’impresa nella Baia di Suda, a Creta, nel corso della guerra, ad opera della X Flottiglia MAS, quando fu affondato l’Incrociatore pesante inglese “York” e la petroliera “Pericles”.
Fu la prima di una serie di straordinarie imprese quale soprattutto quella nella Baia di Alessandria in Egitto guidata da Durand de la Penne.
I protagonisti dell’impresa di Suda (il Ten. Vas. Luigi Faggioni, il S. Ten. Di Vascello Angelo Cabrini, il Capo Cannoniere Alessio De Vito, il Capo motorista Tullio Tedeschi, il secondo Capo meccanico Lino Beccati e il Sergente cannoniere Emilio Barberi) al ritorno in Patria dopo la prigionia in mani inglesi ebbero conferita la MOVM.
Già una prima osservazione, il conferimento fu deliberato a Fascismo ormai militarmente debellato. Quindi da un governo antifascista.
Così pure fu conferita la MOVM a tutti gli incursori nella Baia di Alessandria dove furono affondate due corazzate inglesi e messe fuori uso altre navi militari.
Tra questi onorati vi era anche Spartaco Schergat di Capodistria. Di questi dirò dopo.
Lei, caro Onorevole, ha censurato l’iniziativa dello Stato Maggiore della nostra Marina Militare in quanto sarebbe esaltatrice del Fascismo, e ha voluto poi ricordare che nella costituita RSI la X Flottiglia MAS (poi Divisione X, come X fu la “Legio Fidelis” di Giulio Cesare – curiosità della storia), veniva utilizzata nella lotta al nemico interno e cioè i partigiani per le “gesta” dei quali rimando ai libri di Gianpaolo Pansa, uomo notoriamente di sinistra.
Sulla sua prima censura le domando: Soldati in guerra, giusta o sbagliata che fosse, non dovevano eseguire gli ordini e difendere la Patria (ops! mi è scappata: dovevo dire “Paese” in modo politicamente corretto)? Il “A torto o a ragione, difendo la mia Patria”, come diceva Churchill, vale solo per gli inglesi? Quel che lei ha osservato, caro Onorevole, dà triste conferma del contenuto dell’art. 16 del diktat del 10 febbraio 1947 con il quale si imponeva all’Italia di non perseguire coloro che avessero collaborato prima e dopo la guerra con il nemico.
Cioè i traditori, che furono tanti perché noi in Italia non ci facciamo mancare niente. (Ricordo la Trilogia di Antonino Trizzino: “Navi e poltrone”, “Gli amici dei nemici”, “Settembre nero”).
Le ha lamentato che l’antifascismo non può essere celebrato solo il 25 aprile (che per me è solo la ricorrenza di San Marco Evangelista),
bensì tutti i giorni.
Personalmente, gentile Onorevole, l’antifascismo lo si può celebrare anche quattro volte al giorno prima e dopo i pasti.
Il problema non è questo. Il problema è che lei non è consapevole forse (e questo mi stupisce per la sua cultura), del fatto che la vigente Costituzione antifascista riproduce per intero la politica economica e sociale del Fascismo soprattutto repubblicano, e ne riafferma i principi fondamentali della parità, del lavoro e della sua difesa, del dovere di difendere i deboli, come il dovere di difendere la Patria, la tutela del risparmio come della famiglia (nonostante gli strepiti, tra gli altri, della sua Collega e sodale Monica Cirinnà).
Mi rendo conto che il suo Partito, essendosi ormai votato alla difesa del capitale e del più sfrenato neoliberismo economico,
abbandonando i lavoratori al loro destino di povertà e di perdita di ogni diritto, non tiene in alcun cale la Costituzione.
A cominciare dall’attuale Capo dello Stato.
Parlavo prima della MOVM Spartaco Schergat. Lo ricordo negli anni settanta e ottanta in cui ho insegnato all’Università di Trieste.
Lui era adibito alla portineria mentre un alto esponente accademico in servizio (naturalmente, di sinistra), era stato condannato da un Tribunale militare (fascista pure questo?) per il più infamante delitto che un Soldato possa commettere in tempo di guerra: la codardia dinanzi al nemico! Segno dei tempi, e vedo con tristezza che purtroppo quei tempi non sono cambiati.
Lei è triestino e queste cose sicuramente le conosce, come anche sa bene che la X Flottiglia MAS repubblicana non fu mai adoperata in operazioni di lotta antipartigiana. A questo provvedeva la GNR e le c.d. “Brigate Nere”.
La X Flottiglia MAS operò sempre in battaglia contro il nemico esterno. Fu l’ultima a difendere le italianissime terre italiane irredente dell’Istria, Fiume e Dalmazia, fino alla Collina di Tersatto a Fiume e alla Selva di Tarnova a nord di Udine, versando il proprio sangue non per il PNF repubblicano ma per la Patria e in difesa dei suoi cittadini dalla barbarie slavo (ma anche italiana) comunista la cui ferocia (Foibe e quant’altro) è ben presente nella memoria di tutti e ad impossibile giustificazione della quale non si può opporre una presunta violenza fascista. Furono uccisi nei modi più feroci donne, bambini, Sacerdoti, contadini, operai, piccoli commercianti e impiegati, non certo “nemici del popolo”.
E a lei sono ben note le infamie compiute da quella gente e dalla famigerata OZNA.
Lei per coerenza ora dovrebbe pubblicamente chiedere la revoca delle MOVM conferite a quegli Eroi. Lei mi vorrà perdonare, caro Onorevole: lei difende le sue idee, io difendo le mie nella piena e legittima facoltà di farlo soprattutto quando le idee corrispondono alla verità storica.
In conclusione, mi ha molto stupito leggere quel che lei ha scritto. Da lei non me lo aspettavo per la sua sensibilità umana.
A chi è caduto in combattimento anche il nemico ideologico deve rendere onore e rispetto, come più volte fecero gli inglesi nostri nemici in guerra.
Caro Onorevole, si ponga al di sopra di quelli che il compianto e rimpianto Giovannino Guareschi chiamava i comunisti “trinariciuti”.
La prego di ricordarmi a sua moglie della quale ho ben presente la vivida intelligenza e la umana simpatia.
E se vuole, mi conservi la sua amicizia. Se non sarà così, me ne farò una ragione.
AUGUSTO SINAGRA

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