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Lettera aperta ai cittadini normali di F.Bellan

C’era un tempo in cui avere un lavoro e, quindi una vita dignitosa era un diritto, c’era un tempo in cui l’assistenza sanitaria gratuita era un diritto, c’era un tempo in cui realizzare una famiglia era una cosa normale, c’era un tempo in cui la partecipazione alla vita politica, sindacale e sociale era un impegno,…. 
Oggi il lavoro non è più un diritto, grazie a contratti da sfruttamento, grazie al precariato, grazie alla perenne crisi economica dovuta a decenni di malgoverno, grazie a dirigenti che si approfittano della propria posizione per fare il bello e cattivo tempo, intanto i sindacati dove sono andati? 
Se andate all’ospedale, o a fare una visita specialistica dovete pagare il ticket. 
Se vi dovrebbe spettare un alloggio popolare, sarete in classifica dietro all’Innocent o al Mustafà di turno, se vorrete dei figli, preparatevi a lavorare entrambi per assicurare loro una vita dignitosa, e non sottovalutare le rate da pagare.
Nel prezzo da pagare oggi per vivere, vanno incluse carte di credito e/o finanziamenti. Le banche devono pur campare, e se sulle banche verrà fuori qualche ” malaffare “, ci sarà sempre il politico di turno pronto ad arrivare in soccorso. Quello stesso aiuto che a voi sarà negato se vi troverete in difficoltà. 
La giustizia sociale l’hanno smantellata: ora è il momento dei ” diritti civili “, per tutelare la società multirazziale, multiculturale fino a quella multisessuale. 
I ” diritti ” di qualsiasi minoranza devono arrivare prima di quelli vostri, cittadini normali, e poi, c’è il business dell’ “accoglienza”, non vorrete mica passare per razzisti e/o intolleranti. 
La legge è uguale per tutti, questa scritta dovrebbe essere rimossa dai tribunali, visto come funziona la giustizia in Italia con la magistratura. 
La loro libertà, quella concessa oggi è quella di vivere come hanno deciso loro, questo è il loro concetto di libertà. Politicanti, istituzioni, media, la cosiddetta ” società civile ” ha il suo regolamento. 
Siete liberi di produrre (per loro), consumare, e dopo avete la libertà di andare a farvi l’aperitivo, la passerella e magari andare a vedere la partita di pallone, se vi comportate bene. Siete liberi di leggere che lo spaccio di droga a cielo aperto continua e che magari un immigrato ha stuprato e fatto a pezzi una ragazza, e che infine viene archiviato il reato di stupro perché manca…la querela della vittima. Siete liberi d’indignarvi.
Siete liberi di protestare: ci sono sempre i social network, per una protesta virtuale che non arriva da nessuna parte. 
In caso contrario, se non vi sta bene questa situazione, se non vi sta bene questa casta d’incapaci e di affaristi, se credete ancora che qualcosa si possa cambiare, se volete rivendicare i vostri diritti, se credete nella giustizia vera, oggi avete ancora una scelta. Una scelta di libertà, il coraggio di dire di no a ” lorsignori “, e schierarsi dietro le bandiere dell’identità nazionale e della giustizia sociale, unica alternativa al processo di globalizzazione. 
La scelta di cominciare ad impegnarsi per un mondo migliore di questo, come si faceva un tempo, deve venire da voi, come la scelta di rispondere al loro ” Andrà tutto bene “, con un andate affanculo! 

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