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MANIFESTAZIONE DEL 5- 9- 2020(Bocca della Verita’)

Considerazioni e riflessioni personali
Questa mattina ,leggendo su face boook è tutto un tripudio di encomi, riferiti ovviamente alla nostra presunta area per un evento che chiedeva finalmente libertà e giustizia.”Non siamo negazionisti,non siamo fascisti,fascisti sono tutti quelli che ci impongono questa dittatura mediatica, vogliamo soltanto sapere la verità” Queste le prime parole che echeggiavano dal palco ieri pomeriggio.
Dobbiamo ritenerci soddisfatti dell’ evento ? Assolutamente no. Spero di non farla troppo lunga, ma sarò costretto per spiegare il mio punto di vista, a tornare indietro nel tempo, cercando in ogni caso di non perdere l’ obiettivo che vorrei raggiungere con questo mio ragionamento.
Nel lontano 1946 nasceva il MSI,con il motto” né rinnegare né restaurare”. Era un motto ambiguo che molti all’ epoca fecero fatica ad accettare, ma era l’ unica possibilità per sopravvivere .Qualcuno all’epoca diceva che forse sarebbe stato meglio sparire, il fascismo andava soltanto storicizzato ma era finito con la macelleria messicana nel 1945 .In ogni caso, quel compromesso fu accettato, così come fu accettata quella Costituzione che nasceva sul sangue di migliaia di uomini e donne massacrati al termine della guerra perché ritenuti fascisti.
Cominciò da allora il disperato tentativo di farci accettare dagli altri che in realtà non ci volevano, gli esempi a questo proposito non mancano a cominciare dal 1960, quando il monocolore democristiano guidato da Tambroni accettò l’ appoggio esterno del MSI .Potrei continuare a lungo su questa strada, ricordando l’ elezione del presidente Leone con i voti determinanti dell’ MSI .Ma in realtà dove portava questa strada, c’ era un progetto, un programma, un obiettivo, credo proprio di no. Si finiva di fatto con l’ accettare di tutto,dall’ arco costituzionale, ai fascisti rossi che nell’ immediato dopoguerra con Steinas Ruinas avevano cercato nel partito comunista di poter portare avanti i progetti sociali di un fascismo, che, soprattutto nel periodo della RSI aveva costantemente tentato di accorciare le distanze tra i ceti sociali.
Passavano gli anni,ma tutti i compromessi rimanevano in piedi, forse nel 68 i giovani avevano cominciato a capire che gli avversari non erano più i rossi, ma il sistema tutto .Anche quella battaglia, in realtà fu persa perché finimmo per perdere con il successivo autunno caldo il sostegno di tutto il proletariato che venne fagocitato dalla sinistra social- comunista .Nel frattempo dal MSI cominciarono ad uscire fuori pezzi importanti ,dapprima Avanguardia Nazionale, poi Ordine Nuovo ed infine terza posizione .Gli argomenti all’ ordine del giorno erano tanti, si parlava di Evola,di coniugare la tradizione con la rivoluzione, iniziò anche una serrata critica al Risorgimento ed a tutto il processo di unificazione politica, si diceva che il pensiero fascista non poteva avere nulla in comune con quel processo storico risorgimentale, dove tutti i maggiori protagonisti erano massoni.Ma qui veniva fuori,a mio avviso,un’ altra confusione storica, ci si dimenticava infatti che il fascismo , da sempre si era considerato la naturale conclusione di quel processo storico. Rimaneva però a mio avviso il nodo principale da sciogliere, ma il fascismo era declinabile con la democrazia?La democrazia parlamentare sarebbe stata capace di portare a termine le gigantesche riforme sociali del fascismo, dalle bonifiche, alla lotta del grano,alla lotta contro il latifondo, la previdenza sociale, fino alla socializzazione della RSI che faceva finalmente del lavoratore l’ unico soggetto dell’ economia, assolutamente no rispondo subito, seppur con una visione un po’ manichea della vita e della storia .Le democrazie parlamentari negli anni si decompongono, si trasformano in vere e proprie oligarchie di potere, dove contano soltanto gli interessi personali che soltanto teoricamente rappresentano gli elettori che hanno creduto ingenuamente di fare la loro rivoluzione dalla cabina elettorale .
In realtà, il sistema democratico propone soltanto opposizioni virtuali incapaci di produrre effettivi cambiamenti.La conseguenza di tutto questo è che nessuno si sente più rappresentato.
Adesso, qualcuno che avrà avuto la bontà di leggere queste mie considerazioni,si starà sicuramente chiedendo che relazione ci potrà mai essere tra questo mio excursus
e la manifestazione delle mamme e delle nonne del 5 settembre .In realtà invece il nesso è molto forte. Noi nel corso degli anni dopo aver perduto da un punto di vista politico e militare abbiamo finito per perdere anche la battaglia delle parole,per cui la democrazia parlamentare sembra uscire assolutamente trionfante da tutto questo perché abbiamo finito per vergognarci di quello che si era Si aveva paura di essere interrogati sulle legge razziali, sull’ alleanza con Hitler,sulla mancanza di libertà della dittatura fascista .Questo nel corso degli anni ci ha portato a cercare delle alleanze con le forze che seppur all’ opposizione facevano parte del sistema.. Bisognava ad ogni costo liberarsi delle scorie del passato .La storia recente ha però sconfessato questi tentativi, poiché ha dimostrato costantemente che il sistema non può essere cambiato dall’ interno, dove al massimo chi vi arriva, precisando subito che anagraficamente non ha nulla a che fare con il fascismo ,ottiene la propria fortuna personale con la conquista di uno strapuntino parlamentare.
Concludo, tornando alla manifestazione di ieri che in nessun caso può essere considerata un successo perché non c’ era uno straccio di idea da poter davvero condividere in nome di una visione organica e corporativa di uno Stato etico al quale finchè avremo vita non potremo mai fare a meno di tendere.
Scusate se posso essere sembrato lungo e prolisso..Questo mondo, compresa la manifestazione di ieri non ci appartiene e finchè avremo vita non potremo mai fare a meno di sognarlo, lottando con tutte le nostre forze per passare dal sogno alla realtà.
ROBERTO prof MANCINI Responsabile del settore cultura della Comunita’ di Avanguardia

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