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Marvin Vettori, il sogno italiano combatte nelle gabbie dell’Ufc Il gladiatore originario di Mezzocorona dopo la vittoria contro Hermansson punta al titolo dei medi nelle arti marziali miste.Di D.Pistilli

Sangue, sudore e lacrime: così Marvin Vettori si sta facendo strada a suon di pugni e calci tra i grandi della UFC (Ultimate Fighting Championship). Originario di Mezzocorona in provincia di Trento, dove è nato il 20 settembre 1993, Vettori è il colosso dei medi che aspira direttamente al titolo della competizione statunitense in cui si affrontano -senza esclusione di colpi- i più validi gladiatori nel panorama internazionale delle arti marziali miste; e in termini di passione e sacrificio rappresenta, senza dubbio, un esempio per tanti giovani italiani (e non solo).

Si tratta di una delle più belle pagine dello sport da combattimento che inizia a scriversi quando -appena diciottenne- Vettori lascia “senza nessuna sicurezza”, come dice in un’intervista, quel paesino di cinquemila anime per raggiungere Londra; con la fede e la determinazione di chi crede nei propri sogni e riesce coraggiosamente a slanciarsi, tra rinunce e privazioni, verso nuovi scenari di gloria: dopo la sconfitta al debutto in un evento della promozione New Generation Tournament, Vettori raccoglie una serie di cinque vittorie consecutive. Che lo avrebbero finalmente riportato in Patria, nella promotion italiana Venator FC, dove si sarebbe guadagnato la cintura di campione dei pesi welter concentrando su di sé l’attenzione della UFC; avrebbe firmato il contratto nel 2016, dando inizio a una prestigiosa carriera che adesso lo vede puntare, dopo la vittoria del 5 dicembre contro Jack Hermansson, al vertice del ranking e al titolo.

Orgoglio italiano

Il match del 5 dicembre contro lo svedese lascia ben sperare e ispira Vettori a più grandi ambizioni. Ma lo stesso incontro, in realtà, ha significato anche altro. E non solo per il fighter di Mezzocorona, ma per l’orgoglio dell’Italia tutta: con la decisione unanime dei giudici, Vettori è stato infatti il primo Italiano a competere in un main event targato UFC, e a vincerlo. E questo nonostante si fosse trovato in quella gabbia quasi fortuitamente: successivamente alla rinvenuta positività al Covid del primo avversario di Hermansson, Kevin Holland, la scelta è ricaduta sull’atleta di casa che, pur essendosi inizialmente preparato per una gara di tre riprese contro le cinque invece disputate, ha saputo coglierla e capitalizzarla. Forza e determinazione, nient’altro. Vettori ha vinto. E ha coronato il suo trionfo con un atto altrettanto importante, cioè quello di alzare tra le braccia stanche il Tricolore, bagnato dal sangue e dalle lacrime che si rincorrevano sul volto provato dai colpi ricevuti: “Questa vittoria è per tutti gli Italiani che hanno creduto in me e per coloro che stanno soffrendo”, ha detto dopo aver stretto l’avversario in un momento significativo di rispetto reciproco. Un gesto bello e non scontato. Un gesto che non merita indifferenza -se ce n’è stata- perché risponde alla volontà popolare di riscoprirsi rappresentata, con i suoi colori e le sue tradizioni, nei miti e riti sportivi che la identificano. Un gesto che peraltro si infrange con decisione, un po’ come Vettori su Hermansson, contro l’afasia dello sport ridotto-a-merce (cui siamo sempre più abituati) per riscoprirne valori e ideali più profondi.

Il sogno della cintura

Per inaugurare un nuovo anno di successi e trionfi, dopo un periodo di breve riposo, alcuni giorni fa Vettori ha rivendicato in un tweet la volontà di raggiungere le massime gerarchie della classifica dove occupa, in seguito alla recente vittoria, il quinto posto. Chi sarà il nuovo avversario? Vettori non ha nascosto, con qualche provocazione, i suoi cattivi propositi nei confronti del quarto nel ranking dei medi, l’inglese Darren Till. D’altra parte, l’Italiano ha già incontrato nell’ottagono il re della categoria, Israel Adesanya, sostenendo un ottimo match nonostante la sconfitta (controversa) per verdetto non unanime. Chissà se ora non sia pronto a disputarne un secondo, magari per vincerlo. In ogni caso, il prossimo sarà un nome importante: Vettori è disposto a qualsiasi cosa pur di diventare il primo italiano campione nella UFC. Ci sono storie già scritte negli occhi di chi le costruisce. E quella di Marvin Vettori sembra promettere bene.

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