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Mascherine tricolore ancore in in piazza di L.Doria

In una Roma ancora sotto shock dopo il periodo di sessantena obbligata che ha colpito l’Italia, si è svolta sabato la manifestazione organizzata dalle Mascherine Tricolori, movimento sorto nel periodo della chiusura del Paese.  Alla manifestazione hanno partecipato circa 2mila persone provenienti da tutta Italia: dall’improvvisato palco di Piazza della Bocca della Verità si sono susseguiti vari interventi di cittadini esasperati.  Rappresentanti di molte Regioni hanno lamentato lo stato di degrado, economico e non, nel quale stiamo vivendo.  Per la Lombardia ha preso la parola un medico, una prima linea di quel periodo in cui la categoria veniva dipinta come eroi ma senza difese e ora totalmente abbandonata dal Governo nostrano. È poi intervenuto il rappresentante del FVG che si è soffermato sulla situazione della città di Trieste, “la Lampedusa del Nord Est”, dove gli immigrati arrivano quotidianamente a piedi dalla Slovenia, Slovenia che, oltre a scaricare gli indesiderati sull’Italia e oltre a puntare i propri fucili sui nostri concittadini colpevoli di fare una passeggiata nei suoi boschi, verrà omaggiata a metà luglio di uno storico edificio triestino del valore di 13milioni di Euro per presunti torti (?!)  risalenti a 100 anni fa e già ampiamente saldati, tra lo stupore generale della cittadinanza, ancora una volta ignorata dal Governo e dal proprio stesso Comune.
 La rappresentante della Puglia ha poi ricordato lo sfacelo del settore turistico, del tutto ignorato dalle varie task force  che accompagnano il governo Conte in questo girone infernale nel quale è finita l’Italia. 
Considerazioni su Roma come cartina di tornasole di ciò che viviamo e ciò che ci aspetta: Trenitalia attualmente prevede  l’arrivo nella Capitale dal Nord Italia, senza alcuna promozione al momento, posti a scacchiera, chiusura delle cabine lounge&bar, treni regionali  ipocritamente definiti “contingentati”, in realtà liberi senza prenotazione, dove per questioni di distanziamento sociale diversi passeggeri rimangono in piedi durante il viaggio, ma per lo scarso spazio a disposizione lo devono fare ovviamente attaccati a chi ha trovato posto a sedere, e tutto ciò a tariffa piena, ovviamente!
 Il viaggio prevede obbligo di mascherina per tutto il percorso e un bombardamento mediatico sul Covid attraverso messaggi a ogni stazione, indicazioni sullo schermo, segnaletica orizzontale per indicare il percorso verso l’uscita, spesso ignorata dai passeggeri, e un simpatico quanto inquietante sacchetto “itinere”, donato al viaggiatore esclusivamente sul FrecciaRossa.  Il pacco dono, consegnato al binario dopo aver fatto la file per la misurazione delle febbre, moda del momento a Roma come in tutte le grandi città, e un percorso a dir poco assurdo per raggiungere il binario, pensato per evitare assembramenti (ma che in realtà ne causa diversi perché le indicazioni sono poche e confuse), consiste in una lattina di acqua naturale, un poggia testa usa e getta e una mascherina, insomma… un benvenuto da impazzire!
 Infine come non menzionare la piacevolezza della lettura di un classico menù romano in un bel ristorante? Ebbene il menù non esiste più: in quasi tutti i locali, infatti, è previsto il QR code, un cartoncino monouso con un quadratino sul quale va puntato il cellulare con relativa app di collegamento, che consente di poter leggere e selezionare da soli il menù proposto… e se non fosse possibile collegarsi con l’app? Tempi moderni o distopia? Un giro tra i mille monopattini elettrici della serata romana ci schiarirà le idee.
                                               Luca Doria

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