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Migranti? Parliamone sul termine. di A.Sansoni

Migranti? Parliamone sul termine. Mentre i giornali di sinistra e quelli che alla sinistra strizzano l’occhio
hanno volutamente oscurato la notizia e la conseguente fonte in quanto farebbe venire l’orticaria a certi
personaggi così tanto accoglienti nei confronti degli stranieri, i giornali di destra o comunque vicini
all’area, hanno cavalcato l’onda. Stiamo parlando dell’immigrazione illegale come ‘investimento’ per il
futuro. Non lo dicono esponenti contrari all’immigrazione, ma l’Undp (United Nations Development
Programme) al termine di un lavoro capillare di interviste agli stranieri che è sfociato in una ricerca dal
titolo ”The Scaling Fences: Voices of Irregular African Migrants to Europes”, che ha riguardato un
numero impressionante di immigrati irregolari (più di 3000) e provenienti da 43 diversi paesi del
continente africano che hanno deciso di stabilirsi in Europa. Altro che ”fuggono dalle guerre”, sono solo
”migranti economici”, ”scappano dalla fame” e via dicendo, tutti slogan coniati dalla sinistra solo per
interesse personale. Mentre la nostra posizione è sempre stata chiara, sulla chiusura completa delle
frontiere e sul rimpatrio forzato dei clandestini, la sinistra si sa è per l’accoglienza indiscriminata con la
scusa di guerre e dittature nel continente africano. La loro posizione viene smentita clamorosamente
dall’Undp che fa capo all’Onu: un dossier che, anche se realizzato da un’organizzazione fortemente
terzomondista e immigrazionista come le Nazioni unite, conferma in realtà le tesi opposte sul fenomeno
migratorio tanto sbandierate dalle varie sinistre europee. Come detto appunto, questo dossier è molto
imbarazzante per certi personaggi della sinistra, perché abbatte il falso mito secondo cui gli immigrati
scapperebbero da guerre, fame, disperazione, carestia e povertà in cerca di asilo politico e quindi,
stando alla propaganda sinistra, si deve loro spalancare le frontiere altrimenti, chi non lo fa, è “brutto,
cattivo, fascista e razzista” (come urlano sempre loro…). Dalle interviste invece emerge un quadro
completamente diverso: la realtà che raccontano i diretti interessati, arrivati quasi tutti con i barconi
attraverso le rotte gestite da soggetti non proprio… umani, è completamente opposta. Non scappano
dalla fame nè da dittature politiche, ma anzi la metà di loro stava abbastanza bene nel paese di origine, il
49% aveva un lavoro, in molti casi uno stipendio maggiore e un livello di istruzione più alto della media
dei loro connazionali. E la sinistra? Tace. Forse per i compagni gli intervistati sono… fascisti? Il 50%
degli immigrati che lavorava in Africa, ha risposto che riuscivano addirittura a mettere da parte risparmi e
stavano bene. Quindi: perchè sono venuti qui in Italia? Per quale motivo? Per ”ingrassare” chi? Belle
domande a cui come sempre non avremo mai una risposta.

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