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Opposizione. di F.Bellan

Si avvicina la “festa” della repubblica nata dalla “resistenza”, una resistenza scritta nel sangue e nella menzogna, che ha generato un sistema che proprio in quest’ultimo periodo sembra dimostrare, giorno dopo giorno, in maniera sempre più arrogante e sfacciata tutta la sicurezza di una casta che ha a cuore esclusivamente i propri privilegi, ed anche tutta la sua incapacità a soddisfare i problemi ed i bisogni della gente. 
Quelle che dovrebbero essere le opposizioni istituzionali cosa fanno? Nulla, fino ad oggi, sembra che la piazza non vada mobilitata, come se ci fosse un tacito accordo. 
Intanto, continuano ad emergere le grane di un sistema marcio fino al midollo, dall’ultimo scandalo della magistratura orientata fin troppo a sinistra, con i collegamenti tra servizi e giornalisti, o meglio pennivendoli asserviti al potere, al business immigrazione, che continua, con le sanatorie targate Pd, come continuano tutti i “problemi” connessi all’immigrazione ed alla società multirazziale. 
È sotto gli occhi di tutti come e’ stata ridotta l’Italia, da una congrega d’incapaci unita ad un’altra congrega peggiore, quella dei politicanti di professione, asserviti alle lobbies ed ai poteri forti. Oggi per “lorsignori” sembra che l’unico problema dell’Italia siano gli assembramenti di un popolo trasformato in una massa di consumatori, che troppo spesso invoca la libertà, dopo questa storia del Covid, per il puro egoismo di riprendere la normale vita di prima. 
Così, sbuca un carabiniere, pure generale, già deputato, sottosegretario, esperto nel cambio della tessera in diversi partiti, già coinvolto con quei forconi che hanno durato quanto bastava per creare una protesta conclusasi prima che cominciasse effettivamente,  la sua parola d’ordine sembra quella di voler “arrestare tutti”, e si presenta in divisa arancione, con il movimento dei gilet arancioni, che se da un lato può ricordare i gilet gialli di Francia, dall’altro può ricordare invece le “rivoluzioni arancioni” di Soros, il “filantropo”/speculatore, il miliardario che con le sue ONG vorrebbe instaurare in tutto il mondo quella ” società aperta ” basata su immigrazione, società multirazziale, aborto, eutanasia, utero in affitto, LBGT, e legalizzazione della droga, già responsabile della svalutazione della lira italiana nel 1992, cosa da lui rivendicata tranquillamente, del resto “business is business”.
Una vita al servizio del sistema per ora divenire un capopopolo della protesta? Non diciamo cazzate! 
Prima c’era Grillo, che dal panfilo Britannia, è passato ad organizzare l’opposizione in Italia, ed abbiamo visto come si è comportato, e si sta comportando, il suo movimento una volta che i suoi hanno messo il culo sulle poltrone. 
Del resto era stato lo stesso comico ad annunciare tronfio alla stampa che loro avrebbero rappresentato la nuova Stalingrado, e che grazie a loro che non ci sono stati exploit in Italia di movimenti nazionali come quello di Alba Dorata in Grecia.
Oggi, se non si vuole lasciare le ” opposizioni “, in mano di chi vuole, in realtà, che nulla cambi, o peggio di chi vuole instaurare e radicare i propri progetti di ” società ” sulla nostra pelle, la strada non può che essere lunga ed in salita, sta in noi, in noi stessi, cominciare a prenderne coscienza, e innalzare la bandiera dell’identità nazionale e della giustizia sociale: ancora oggi unica alternativa a quel villaggio globale in cui ci vorrebbero rinchiudere. 

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