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Parola di Colao di A.Sansoni

Il Governo italiano ormai è guidato da una persona che fino a poco tempo fa in pochi conoscevano, forse
solo quelli che ruotavano attorno a lui: il professore Vittorio Colao a cui il presidente del consiglio
Giuseppe Conte ha affidato le sorti della ricostruzione della nostra Patria dopo l’emergena Covid-19. E’
proprio lui che ha presentato in questi giorni al premier Giuseppe Conte un piano, da attuare in circa due
mesi, per il rilancio dell’economia italiana con ben 102 proposte sul tavolo del premier, proposte che
sembrano anche troppe, ma che sono dettate dallo spirito di fare ripartire l’Italia. Almeno questo è quello
che ci propinano i vari telegiornali di regime, ma si sa come vanno le cose: finora il governo si è mostrato
per quello che è, ovvero promesse mai mantenute e aiuti concreti alla popolazione italiana pari a zero (o
quasi…). Con tanto di scuse: ”scusate” se è poco. Dietro questo piano c’è comunque lo zampino
evidente dell’Unione Europea che, travestita quasi da figura materna nei nostri confronti, in realtà ha solo
l’obiettivo di farci fare la fine della Grecia (sigh). Non vogliamo certo essere pessimisti, ma solo realisti e
guardare in faccia il lato oggettivo della vita: non è che all’Europa stiamo molto simpatici, nonostante
questo governo in carica sia alquanto suddito dei vertici di Bruxelles. E così Colao tuona dall’alto della
sua carica importante dicendo che occorre “trasformare l’emergenza in opportunità”. Una frase alla
Conte, uno dei tanti slogan che vanno tanto di moda in questo periodo, dove tutti parlano con
espressioni di incorraggiamento, ma in fin dei conti a rimetterci siamo sempre noi, gente umile. Colao
insiste dicendo che questo sforzo (richiama alla mente la frase di Monti prima della manovra ‘lacrime e
sangue’) dobbiamo farlo tutti insieme, a tutti i livelli .E auspica che anche la classe politica si dia una
mossa, perchè è bloccata. Sul farlo tutti insieme nutriamo forti dubbi: questo tutti insieme equivale ad un
appello preciso, ”popolo italiano tocca a te”. Come? Tasse e sacrifici: all’orizzonte potrebbe esserci
questo, tanto per… non cambiare l’italica abitudine di risollevarsi tassando la popolazione. Poi Colao dei
102 punti presentati all’avvocato del popolo, precisa che si contenta se anche ne fossero accolti solo 40
di questi. Della serie, Colao presenta, Conte decide? Forse. Sempre secondo la stima del professore,
fondamentale risulterebbe il capitolo relativo alle imprese e al lavoro, i lati più urgenti. Poi la guerra al
sommerso e quindi al lavoro nero e, magicamente, spunta la limitazione del denaro contante per forme
di pagamento elettroniche: le banche ringraziano lautamente. E poi ancora nel piano Colao si parla del
5G, la tanto innovativa opportunità che fa molto discutere anche in termini di salute, poi la
digitalizzazione, l’economia circolare fino all’incentivazione di alcune università per specializzarsi
nell’offrire lauree professionalizzanti. Tutti punti che secondo noi non risolvono affatto i problemi tangibili
dei cittadini, almeno nel breve periodo. E come detto cruciali due punti: il nodo del lavoro e la proposta di
due sanatorie. La prima sanatoria riguarderebbe l’emersione dei lavoratori in nero in alcuni settori con
una sorta di premialità, senza paletti né sanzioni e il secondo punto in cui intervenire è la
regolarizzazione del contante derivante da redditi non dichiarati con il pagamento di un’imposta
sostitutiva e l’obbligo di investire una somma tra il 40 per cento e il 60 per cento per cinque anni in
strumenti di supporto al Paese. Addirittura in casa nostra c’è chi ipotizza (tipo Renzi) una tassa sul
contante che una persona tiene in casa. Andiamo avanti… Italia.

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