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Pennivendoli! di F.Bellan

Ancora una volta certi giornalisti si scagliano nella loro personale crociata antifascista speculando sulla tragedia di Colleferro. 

Una tragedia che ha visto la vittima comportarsi in maniera giusta visto il tempo bastardo in cui viviamo, intervenendo in difesa di un suo amico contro quelli che sono il prodotto, i figli di questa società malata. 

Le parole di Toni Capuozzo, un giornalista serio e non certo fascista, rendono perfettamente l’idea di un pensiero corretto su questa tragica vicenda e non condizionato dal fottuto pensiero “politicamente  corretto”.

A chi vanneggia, invece, con il solito antifascismo isterico, va ricordato che stando ai titoli dei giornali che collegano i personaggi in questione anche allo spaccio, farebbe meglio a pensare piuttosto agli ambienti che lui stesso frequenta, magari quei spocchiosi salotti radical chic, dove prospera quella cultura dello sballo, tanto cara alla ” società civile ” di cui questi personaggi si sentono gli alfieri.

Torniamo ora alle parole di Capuozzo. 

“Certo, ci sono fatti più importanti da commentare. Ma da ieri sono inseguito dalle immagini di quel ragazzino ucciso da quattro più grandi di lui. Sarà perchè conosco Capoverde, sarà per il suo sorriso, non so. E una sola cosa vorrei dire ai due fratelli tatuati e palestrati e alle loro gallerie di foto da duri di cartone: il coraggio e  la lealtà stanno tutti dalla parte del mingherlino. Se avessi figli di quell’età gli direi amaramente di stare alla larga, di farsi i fatti propri. Ma da ragazzino ero così, e non erano palestre o tatuaggi o parole di canzoni a farmi vincere la paura. Me la tenevo, e andavo avanti. Siete uomini da niente, e quelle facce da duri sono maschere più false di quelle che portiamo tutti ogni santo giorno.”

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