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PER I MARTIRI DI SPALATO E TRIESTE

Il centenario dei “fatti del Luglio 1920”: numerose cerimonie in nome di Gulli, Rossi, Nini e Casciana, martiri della “nuova Italia”

In occasione del centesimo anniversario dei “fatti di Spalato e Trieste” (11-13 Luglio 1920), numerose sono state le iniziative organizzate in diverse zone d’Italia, con epicentro – ovviamente – il Capoluogo giuliano. Il primo evento, per l’appunto, si è verificato a Trieste il 10 Luglio 2020, alla vigilia del centenario del duplice omicidio di Spalato, e ha visto la partecipazione di numerosi patrioti che, dietro il vessillo della gloriosa Dalmazia, hanno sfilato sul “Balkan”, in ricordo dei Martiri italiani di quei giorni.

POLEMICHE FUORVIANTI SULLA MANIFESTAZIONE IN PIAZZA DALMAZIA E PER LA CORONA SUL “BALKAN”

La manifestazione del giorno 10 Luglio in Piazza Dalmazia è stata organizzata, com’è noto e indiscutibile, solamente dalla Fondazione Rustia Traine, dai Dalmati italiani di Trieste e da Trieste Pro Patria. Era aperta a tutti, indistintamente a tutti, gli Italiani di Trieste.

Dopo i discorsi di Nino Martelli e di Renzo de’Vidovich, che riporteremo sul prossimo numero cartaceo de “Il Dalmata Libero”, hanno chiesto di portare un saluto varie organizzazioni presenti, che non erano fra gli organizzatori, ma che hanno aderito alla manifestazione. Su questi saluti è nata una bagarre, perché le Associazioni degli esuli e nazionali non hanno chiesto di portare alcun saluto, e quindi si sono autoescluse da una manifestazione che era, poi, l’unica che si è tenuta a Trieste.

UNA DICHIARAZIONE UN TANTINO PREOCCUPANTE

L’On. de’Vidovich ha snobbato le polemichette ed ha rilasciato, invece, dopo la commemorazione, una preoccupata dichiarazione: «Mi pare che Trieste sia seduta su una polveriera, perché potrebbe diventare il terminale della rotta balcanica adriatica che, solo in questo semestre ha portato in città 6 -7.000 migranti. Dato approssimativo perché la stampa si è fermata ad oltre 5.000 migranti nei primi cinque mesi all’anno e non abbiamo dati sul mese di Giugno. I migranti potrebbero aumentare a dismisura se riprendesse l’immissione minacciata dalla Turchia di Erdogan e che il Covid ha per ora fermato. Inoltre, vi sono parecchi gruppetti di qualche centinaia di persone che fanno riferimento al nuovo prestigio di Putin, parecchie centinaia di persone che fanno politicamente riferimento alla Cina che gestirà buona parte del porto di Trieste, per non parlare di quanti fanno riferimento agli Stati Uniti. Come nel 1953, quando assunsi a 19 anni la responsabilità di liberare Trieste dagli Angloamericani, alleati di Tito e di Stalin (perché l’Italia non era un alleato, ma solo uno stato cobelligerante) lasciando sul campo 7 morti e altri 150 feriti, così ora non analizzerei i globuli rossi ed il tasso di democrazia per quanti sono pronti a servire la Patria. Sono lieto che arrivino a Trieste 300 nuovi Agenti per difendere i due Presidenti, non si capisce bene da chi e, noi – come ho ripetuto in Piazza Dalmazia – che siamo uniti con un vincolo di fratellanza e comunione con i nostri Poliziotti, con i nostri Carabinieri e con i nostri Soldati, speriamo che ci restino per essere inviati sulla frontiera con la Slovenia per bloccare un flusso di migranti che oggi nessuno sa quanti potrebbero essere domani».

Renzo de’Vidovich

PS Presenti alla manifestazione il Presidente della Lega Nazionale, l’Avvocato Paolo Sardos Albertini, storici ultras dell’Unione Sportiva Triestina, Casapound Italia, Forza Nuova, il Comitato pro Centenario 1918-1922 e Veneto Fronte Skinhead. Presenti anche, ma senza alcuna bandiera, l’Assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro e il Consigliere regionale Giacomelli.

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