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Prof.Zangrillo fuori dal coro. di A.Sansoni

E’ bastata un’opinione fuori dal coro (e che fior fior di opinione) per scatenare un putiferio mediatico e
soprattutto fra i suoi colleghi. Stiamo parlando del professore Alberto Zangrillo che è primario dell’Unità
Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare e Referente Direzionale
Aree Cliniche dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Il ricercatore ha affermato che il coronavirus
è clinicamente morto e quindi esiste ma in forma molto indebolita rispetto alla prima fase. Dichiarazioni
che hanno scatenato il finimondo fra i suoi colleghi che, prontamente intervistati in tutti i canali televisivi,
hanno fatto a gara a chi ha prontamente smentito Zangrillo. Nonostante le critiche ricevute, il professore
Zangrillo non cambia idea e insiste per la sua strada: questo virus ha perso forza, vigore e non contagia
più come prima. E al ministro della salute Roberto Speranza si sono rizzati tutti i capelli a sentir dire così,
considerato che in onda passano come caroselli, gli spot sul mantenere le distanze, usare le
mascherine, lavarsi le mani più volte al giorno e usare igienizzanti. Peccato che Speranza non sia un
medico, nè un virologo, nè un ricercatore nel campo della medicina, ma è laureato in scienze politiche.
Chiamato a commentare le critiche nei suoi confronti da parte dell’altre campane della comunità
scientifica che sostiene che il virus c’è ed è ancora aggressivo, Zangrillo ha risposto che ”E’ molto triste
che la verità porti alla divisione tra scienziati. Questo non è educativo per chi ci ascolta. Eppure non
sono solo io a sostenere che il Covid sia clinicamente inesistente”. E poi si lascia andare ad uno sfogo
verso il virologo Giovanni Maga che afferma che sia azzardato dire che il Covid sparirà come la Sars.
“Chi? Mi lasci un attimo che cerco su Google chi è”, ha detto Zangrillo con fare molto ironico.

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