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Rai Complice di A.Sansoni

Disposizioni dall’alto o… semplice casualità? Bella domanda, a cui molti pretenderebbero una risposta,
ma si sa, pretendere di conoscere la verità in questo Bel Paese è come chiedere al Tevere di non
scorrere verso il Mar Tirreno ma viceversa. Siamo appena entrati nella Fase 2 e i giornalisti stipendiati
dalla televisione di stato, la Rai tanto per intenderci, quella per cui ogni utente paga il canone in bolletta
elettrica, stanno martellando continuamente i telespettatori sui comportamenti scorretti tenuti dai cittadini
nelle varie città italiane. Se da un lato la stessa Rai manda in onda ripetutamente gli spot del ministero
della salute che incitano a mantenere la distanza interpersonale (tipo quella dell’effetto domino con i
mattoncini che cadono uno dietro l’altro), a indossare le mascherine al chiuso ma anche all’aperto e a
non tenere atteggiamenti che potrebbero essere fonte di contagio in quando, a detta loro, ”Il coronavirus
può ancora toccarci da vicino”, allo stesso tempo nelle varie trasmissioni giornalistiche di Raiuno si è
scatenata la caccia al ”Comportamento scorretto” di chi non rispetta le regole (movide, assembramenti e
via dicendo). Frutto questo di una semplice coincidenza, oppure qualcuno ha chiesto ai giornalisti di
stanare questi atteggiamenti e di mandarli in onda in modo quasi ossessivo? Cerchiamo di spiegarci
meglio. Il premier Giuseppe Conte, per molti ancora l’avvocato del popolo (sic et simpliciter) lo disse
espressamente in Parlamento: “Se notiamo comportamenti scorretti e la curva del contagio dovesse
tornare ad aumentare, saremo costretti a richiudere tutto”. Ecco quindi che sulla Rai fioccano servizi
sulle varie città italiane dove le misure della Fase 2 non sono rispettate: servizi che sembrano voler
dimostrare l’errato comportamento da parte degli italiani non ligi alle regole. Non fanno vedere però la
maggioranza dei cittadini che invece le regole le rispettano e sembrano aver compreso che di fronte ad
un’epidemia non si scherza affatto. Per di più ci sono, a corredo di questi servizi giornalistici a dir poco
sospetti, anche interventi dei soliti epidemiologi e virologi ormai diventati quasi vip dello spettacolo, che a
chiare lettere fanno capire che questi atteggiamenti porteranno nuovamente l’Italia nella Fase uno. Nel
dubbio, potrebbe quindi calzare a pennello anche la disposizione dall’alto, ovvero di cercare ad ogni
costo e ”stanare” chi non rispetta le regole per poter tornare a nuove misure restrittive. Pensiamo male?
Forse si, ma in questa Italia a pensare male spesso ci si azzecca, tanto per riprendere un noto adagio di
”San Giulio”, non il Papa ma Andreotti. Il futuro prossimo lo scopriremo solo vivendo, come cantava
Lucio Battisti.

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