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Regioni e Comuni non navigano in buone acque. di A.Sansoni

Se le regioni non navigano in buone acque, anche i comuni delle città metropolitane italiane non se la
passano diversamente. Pochi fondi, tante le spese da sostenere e fronteggiare: morale della favola,
cosa fare? Dopo la riunione con i sindaci dell’Anci, il premier Giuseppe Conte si è prodigato con le sue
solite parole da ”apostolo” dicendo che capisce che ci può essere preoccupazione, amarezza e
insoddisfazione fra i sindaci. E poi ha indorato la pillola lisciandoli, aggiungendo testuali parole: “dovete
darci atto che non c’è mai stata una sottovalutazione sul grande ruolo che avete concretamente
espletato in questa emergenza”. Della serie, bene, bravi, ma di soldi ce ne sono pochi. Il governo nel
decreto rilancio ha previsto appunto 3 miliardi da destinare ai Comuni, a fronte a una richiesta
dell’Associazione nazionale che invece ammontava ad almeno 5 miliardi complessivi. Quindi 2 miliardi si
sono persi per strada, non stanziati. Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha dichiarato che i fondi
ai comuni arriveranno (le solite frasi fatte), specificando poi che il governo è pronto “se necessario a
integrare ulteriormente le risorse stanziate”. E i comuni? Vorrebbero ulteriori risorse per rimediare alle
mancate entrate tributarie a causa della chiusura della fase uno. In cosa consistono queste mancate
entrate? In primo luogo i biglietti del trasporto pubblico locale, tutti a casa e niente utilizzo dei mezzi
cittadini, poi la Tosap quasi saltata, la Tari e anche la tassa di soggiorno. Denaro che serve ai comuni
per garantire vari servizi ai cittadini, come illuminazione, manutenzione parchi e giardini, raccolta dei
rifiuti e altro ancora. I sindaci hanno poi illustrato a Conte, cinque punti per il rilancio dei comuni stessi: il
riconoscimento del ruolo dei sindaci nell’attuazione di politiche per la ripresa attraverso l’assegnazione
diretta di fondi per cultura, turismo, mobilità e welfare, altri 3 miliardi, oltre ai 3 assegnati nel dl rilancio,
per chiudere i bilanci compensando le minori entrate di questi mesi, poi regole meno flessibili per i vincoli
finanziari, la sospensione dei piani di rientro per tutti i comuni per il 2020 e dei procedimenti riguardanti
la verifica dei piani di riequilibrio pluriennali e regole più semplici per la realizzazione di opere
necessarie. Giuseppe Conte farà finta di nulla e si prodigherà ancora in parole che nei fatti non portano a
nulla?

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